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La corsara

Karola Il capitano, o per meglio dire la capitana Karola Rackete della nave Sea Watch che prima si è rifiutata di riportare in Libia una cinquantina di migranti prelevati nel canale di Sicilia, poi non ha accettato neanche l’invito a fare rotta verso il porto sicuro più vicino in Tunisia ed infine ha disobbedito all’ordine delle autorità italiane forzando il blocco navale ed entrando nelle acque dell’isola di Lampedusa, ebbene, come la vogliamo chiamare se non con l’appellativo di “corsara”?

Perché i corsari erano dei capitani di navi inglesi che nel corso del XVI e XVII secolo ricevettero – inizialmente dalla grande regina Elisabetta I, nota come The Virgin – la patente di corsa, ovvero l’autorizzazione ad assaltare i galeoni