Perché Controcorrente

Andare controcorrente è un po’ faticoso e talvolta impegnativo, però ci si sente molto liberi perché non si segue il flusso e non si viene trasportati (cosa che talvolta può risultare piacevole, non lo nego), ma si sceglie dove arrivare e che percorso fare. Quindi è una scelta di totale autonomia: dalle mode, le ideologie, le sette, i leader, i maestri e persino dagli amici.
Per questo ho scelto di chiamare Controcorrente questo blog, perché non ho intenzione di farmi condizionare dalle correnti d’aria o di pensiero. Bensì ho voglia di andare verso la sorgente, dove si può pensare più tranquillamente e liberamente, e anche osservare le cose con maggiore chiarezza.
Almeno è quello che mi piacerebbe fare qui: parlare di quello che accade oggi in Italia in modo “cristallino”, cioè non contaminato o preconfezionato. Quindi ho intenzione di raccontare quello che vedo e che sento, ma senza la pretesa di possedere la verità. Il buonismo, il conformismo, il perbenismo, il politically correct non fanno per me. Io preferisco il futurismo.