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Gino Bartali, Giusto tra le nazioni

Bartali

Mentre a Firenze si corrono i Mondiali di ciclismo e tra i fiorentini è ancora acceso il dibattito sull’opportunità o meno di ospitare questo grande evento sportivo nel cuore della città, arriva una di quelle notizie folgoranti che gli antichi credevano fossero trasportate da messaggeri alati.

Gino Bartali, il campione fiorentino più amato di tutti i tempi, il vincitore di tre Giri d’ Italia e due Tour de France, uno dei Maestri del ciclismo universalmente riconosciuto, è diventato adesso un “Giusto tra le nazioni” ed il suo nome è stato scolpito sul muro sacro del museo Yad Vashem a Gerusalemme, insieme ai nomi di tutti coloro che, pur non essendo ebrei, hanno salvato la vita ad almeno un ebreo durante


Il volto normale dell’ eroismo

eleonora cantamessa

Chissà perché quando parliamo di eroi, la mente corre subito a quelle immagini un po’ esagerate o a quelle frasi edulcorate tramandateci nei libri di storia. Come per un riflesso condizionato inculcatoci sui banchi di scuola, gli eroi non possono che avere combattuto grandi battaglie, sconfitto nemici più potenti e numerosi di loro, oppure conquistato paesi e terre lontane. Da qui tutta una serie di soprannomi che ormai sono stampati per sempre nell’immaginario collettivo, tra i quali “l’ eroe dei due mondi” è quello che forse più di tutti brilla per fantasia e per retorica.

E’ stato con l’ 11 settebre 2001 che abbiamo scoperto una nuova specie di eroi, dai volti normali: i vigili del fuoco di New York,


La mentalità liberale

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dolomiti

Per capire che cosa significa essere un liberale, ci sono ovviamente i testi classici, come “Una società aperta e i suoi nemici” di K. Popper o “La via della libertà” di von Hayek. Ma a volte un’ autentica lezione di liberalismo può arrivare inaspettatamente, in un contesto che magari ha niente a vedere con la politica o l’ economia.

Può succedere, infatti, che durante una vacanza estiva nella verdissima val di Fassa si decida di fare un percorso naturalistico sul Buffaure (m. 2020) guidati da un esperto botanico, Luigi Boninsegna, curatore del museo di Scienze naturali “Giacomo Bresadola” di Trento, e allora si avrà la magnifica opportunità di ricevere informazioni dettagliate sulla flora alpina insieme a nozioni


Dolce, Gabbana e un altro Inquisitore

deolce e gabbana

Dopo tre giorni di chiusura (ma i 200 dipendenti e passa non hanno perso nemmeno un euro di stipendio), i negozi milanesi di Dolce e Gabbana hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo. Se poi la guerra verbale che si era scatenata tra i due noti stilisti e l’ assessore al Commercio della giunta Pisapia, Franco D’Alfonso, si sia placata, questo resta ancora da vedersi. Anche perché lo stesso sindaco di Milano è intervenuto personalmente con una intervista a Repubblica chiedendo le scuse dei due “indignati”.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana avevano infatti dichiarato in un comunicato (poi finito sulle vetrine dei loro negozi e su tutti i principali quotidiani) di essersi indignati per l’affermazione dell’ assessore,


Loris Sandrucci artista del sacro

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Al Palazzo Pretorio di Figline sono esposte fino al 28 luglio, in una collettiva, alcune opere vecchie e nuove di Loris Sandrucci, l’ artista che ha innalzato la tecnica del collage a risultati poetici ed espressivi raramente raggiunti prima.

Sono collage che assemblano liberamente materiali plastici contaminandoli con interventi pittorici diretti, ma con una sapienza ed una maestria che sembrano provenire direttamente dalla più nobile tradizione artigianale toscana.

Che da giovane Loris Sandrucci abbia lavorato il vetro, la pelle, il metallo e finanche impastato dolci è una storia ben nota divenuta ormai leggenda metropolitana, che però da sola non spiegherebbe la genesi di un’ arte povera e al tempo stesso così barocca nel dispiegamento di colori, forme e invenzioni.

Per capire


La scuola abbandonata

abbandono scolastico

Gli esami di maturità sono da poco terminati ed è naturalmente subito iniziata l’ analisi dei risultati: quanti promossi, quanti bocciati, quali voti, perché, percome… Discussioni che si ripetono puntualmente tutti gli anni verso la metà di luglio, a conclusione di un rito sempre più obsoleto e, soprattutto, lontano dalla realtà.

Perché la realtà della scuola superiore italiana è molto più grave di quello che appare dai risultati degli esami che comunque si riferiscono solo a coloro i quali, bene o male, sono riusciti a portare a termine il loro percorso di studi.

Ma il dato ufficiale, davvero allarmante dal punto di vista sociale, è che in Toscana la media degli abbandoni scolastici, ovvero degli studenti che si perdono per strada tra


La Cappella tra le cartacce

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La Cappella della Madonna della Mota è un piccolo ma suggestivo monumento, situato in corso Vittorio Veneto a Figline e deve questo nome così curioso probabilmente alla condizione fangosa del terreno sul quale fu edificata.

Le sue particolarità sono la forma esagonale, la cupola con lanterna finestrata ma anche le dimensioni assai ridotte, per cui al suo interno c’è una sola fila di banchi rasente a quattro lati; sul quinto c’è la porta d’ingresso e sul sesto si trova l’altare, sul quale si possono ammirare i resti di un affresco trecentesco raffigurante la Madonna col Bambino.

In quel punto del corso, il marciapiede poi si allarga in un giardinetto dove crescono dei bellissimi alberi di ulivo circondati da un cespuglio di


Lorenzo Bonechi incisore

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Le incisioni di Lorenzo Bonechi sono in mostra fino al 15 settembre in un luogo che mi è parso la loro cornice ideale: l’abbazia di Soffena a Castelfranco di Sopra. Infatti, percorrendo il corridoio e poi la sala dove le acqueforti e le puntesecche sono state disposte da un intelligente curatore (nonché amorevolmente custodite da Cristina Bonechi), si comprende il legame profondissimo di questo straordinario artista col paesaggio toscano.

Si tratta ovviamente di un paesaggio spiritualizzato e idealizzato, fuori dal tempo e dalla storia, di cui però si possono trovare delle tracce nel presente, in qualche elemento residuale che si è miracolosamente conservato nonostante la travolgente opera dell’uomo moderno.

L’abbazia di Soffena è appunto uno di questi preziosi fossili medievali: edificata sotto lo


Esame di stato

È in arrivo il tormentone dell’esame di Stato: anche quest’anno, gli studenti e gli insegnanti si preparano al tradizionale rito del passaggio dall’età della scuola a quella del lavoro (assai improbabile) o dell’ università (ancora per pochi).

Le commissioni, formate dai membri interni ed esterni, sono state formate da pochi giorni, e i nomi dei commissari e del presidente già fluttuano on line per soddisfare la curiosità degli studenti e dei loro genitori.

È tutta una macchina organizzativa che si sta mettendo in moto, con un costo non indifferente per le casse dello Stato, ma della quale ormai sfuggono il senso e l’ utilità, visto che per l’iscrizione all’ Università bisogna superare un test d’ ammissione e, per trovare lavoro, come ha ricordato recentemente anche il presidente della Repubblica, in Italia non si valuta


Fabiana

fabiana

Il corpo di Fabiana, straziato dalle coltellate e poi dalle fiamme, è stato ricomposto in una bara bianca portata per le vie di Corigliano Calabro, dove le sue amiche e i suoi amici l’hanno salutata per sempre facendo volare palloncini colorati.

Fabiana, prima di essere uccisa da quella belva del suo “fidanzatino”, frequentava l’ Istituo tecnico commerciale che una volta diplomava i ragionieri. Io insegno proprio in una scuola come quella, e di Fabiane ne ho conosciute molte in tutti questi anni.

Quelle ragazze, sarò sincero, per me sono i migliori studenti. Non me ne vogliano gli altri, ci sono tanti ragazzi e ragazze brave anche negli altri indirizzi. Ma le ragazze del tecnico commerciale sono speciali: studiano seriamente la