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Vecchia Fiom

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Ma il lavoro è veramente un diritto?

Evidentemente pensano che lo sia, gli sbandieratori rossi della Fiom che hanno sfilato sabato a Roma, guidati dai loro leader di ieri e di oggi, a cui si sono aggiunti Nichi Vendola, un bel pò di grillini e pochi (in verità) onorevoli del Pd di sinistra. Naturalmente c’era anche Rodotà, che per fortuna non è diventato il nostro Presidente e mai lo sarà.

Secondo il giovane Landini e il vecchio Cofferati, il lavoro sarebbe un diritto degli uomini, come la libertà di espressione o di culto, che si garantisce con un articolo della Costituzione e, in tempi di crisi, si ottiene con massicci investimenti pubblici.

E’ la vecchia favola inventata da un celebre economista


Fumata bianca

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E’ fumata bianca

Finalmente habemus presidente: sfumato Marini, figlio della prima Repubblica, impallinato Prodi, simbolo del fallimentare Ulivo, cassato Rodotà candidato dei grillini e della sinistra radicale, per il vecchio Giorgio è stato un vero plebiscito.
E’ dunque prevalsa la saggezza? Diciamo che è imploso (o esploso, se preferite) il Pd, un partito-equivoco come lo ha definito limpidamente il filosofo Massimo Cacciari, e che adesso capiamo meglio perché un illuminato giuslavorista come Pietro Ichino se n’ era tirato fuori già alcuni mesi fa.

Napolitano a questo punto era l’ unica ancora alla quale appigliarsi, nel caos in cui era precipitato il Parlamento italiano e che rischiava di diventare un vero e proprio naufragio, una debacle, una Caporetto.
Eccolo di nuovo al timone il


Fumata nera

VATICAN CONCLAVE 2013: FIRST DAYCome prima giornata di votazioni non c’è male: un vero e proprio stallo.

Grillo si è divertito con le primarie on line come i ragazzini coi videogiochi, per cui sono arrivate dal popolo della rete le proposte più esilaranti come la star televisiva Gabanelli, vincitrice del sondaggio, Gino Strada, il guru emergenziale, e l’ immarcescibile Dario Fo, poi convertite in quella molto più politically correct di Rodotà; Matteo Renzi, nonostante le affermazioni di lealtà fatte subito dopo le primarie del Pd, ha iniziato a menare fendenti alla grande: Bersani pensa solo ai cavoli suoi, Marini non va bene come presidente della Repubblica perché è un perdente, la Finocchiaro neppure perché andava a far la


La fusione è di larga intesa

Il 21 e 22 aprile si vota per un piccolo referendum che potrà avere grandi conseguenze: la fusione di Figline e Incisa. Mentre la politica nazionale è ferma ai blocchi da un mese e mezzo (intanto le imprese affogano nel mare di tasse e la disoccupazione imperversa), la politica locale fa un passo coraggioso da vero gigante.

Qui non ci sono stati i veti incrociati, le reciproche accuse, i particolarismi e l’egocentrismo che almeno fino ad oggi hanno impedito la formazione del governo; qui a Figline e a Incisa maggioranza e opposizione hanno già da un pezzo sperimentato che sui progetti concreti e utili per la gente è possibile mettersi d’accordo e agire di conseguenza. Così sta per nascere in Valdarno uno dei più importanti esperimenti di semplificazione amministrativa, che vuol


Ci vuole un po’ di saggezza…

Plato-raphaelNon si tratta certamente dell’ antica idea di Platone di mettere il governo della polis nelle mani dei filosofi, idea forse un pò corporativa dovuta alla sua sfiducia nei confronti della democrazia, che già nell’ Atene dell’ inizio IV secolo a. C. mostrava qualche difficoltà e qualche difetto (poca roba, comunque, se paragonati a quelli odierni).
La recente trovata del Presidente Napolitano di nominare una commissione di dieci saggi (anche se lui non li ha chiamati così, bensì “personalità”) non deriva da una sua sfiducia neoplatonica per il sistema democratico, perché altrimenti si potrebbe pensare a una specie di Direttorio alla francese, come quello creato con il colpo di stato del 18 brumaio, cioè il 9 novembre 1799, che spianò la