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12 referendum per accelerare le riforme

referendum radicali

Nelle sedi dei Comuni o, se siete fortunati, sui banchini del Partito radicale nelle piazze delle nostre città si può firmare per 12 quesiti referendari che toccano dei punti nevralgici in cui il nostro Paese è rimasto maledettamente indietro. Ovviamente ciascuno è libero di scegliere se mettere la propria firma su tutti o solo su alcuni; io stesso ho firmato i primi dieci ma non gli ultimi due che sostanzialmente vorrebbero modificare una parte dell’ attuale legge sull’immigrazione.

Perché sono così importanti questi referendum e perché è necessario sostenerli?

Prima di rispondere a questa domanda, però, vediamo di capire di cosa si tratta: ci sono una serie di quesiti sulla cosiddetta “Giustizia giusta” che prevedono l’introduzione della responsabilità civile e della


Quando gli immigrati contestano il ministro Kyenge

kyenge

A Isola Capo Rizzuto in Calabria si trova il centro di accoglienza per immigrati extracomunitari più grande d’ Europa. Tutti loro sono arrivati in Italia clandestinamente e sono destinati, dunque, all’ espulsione; a meno che venga accertata la condizione di rifugiati, cosa sempre più improbabile visto che in Libia, Kenya, Niger, Senegal non è in corso alcuna guerra.

L’ Italia meridionale è per la sua natura geografica la porta d’ ingresso privilegiata per l’ Europa ed è qui che la recente ondata di sbarchi sta destando maggiore preoccupazione tra la popolazione locale, non solo per motivi di ordine pubblico ma anche per un’ evidente questione di tipo sanitario.

Il Ministro dell’ integrazione Kyenge ha saggiamente pensato di recarsi a vedere con i propri


Una strana idea di Giustizia

monte dei paschi

Mentre, da un lato, le procure milanesi, le Corti d’ appello e per finire l’ alta Corte di Cassazione si sono adoperate con passione, scrupolosità e celerità per assicurare alla giustizia l’ imputato Silvio Berlusconi (da ieri condannato per frode fiscale in via definitiva non sulla base di prove dirette, ma solo in virtù del principio per cui “non poteva non sapere”); da un’ altra parte stiamo assistendo, come su un doppio schermo televisivo, al ridimensionamento o meglio all’ annacquamento del processo contro l’ ex-vertice del Monte dei Paschi di Siena, accusato per ora soltanto di insider trading, ovvero di aver fornito informazioni riservate sull’ acquisto di Antonveneta al sindaco di Siena, Maurizio Cenni, e al presidente della


Solo diritti e niente doveri

immigrati

Mi scrive una lettrice di Controcorrente raccontandomi un episodio che l’ha toccata personalmente ma che sappiamo essere frequente ai nostri tempi: un ragazzo marocchino parcheggia la macchina sul marciapiede vicino alla Cappella della quale lei è devota, la ragazza gli chiede di spostare la macchina, lui risponde male e si decide a parcheggiare altrove solo quando lei sta chiamando i vigili. Ma prima le dice: “Qui siamo in Italia, non in Germania”.

Che non siano solo gli immigrati a parcheggiare sui marciapiedi o in doppia fila, questo purtroppo è notorio ed è inutile ribadirlo.

Quello che, invece, mi preme approfondire è proprio la frase finale: “Qui siamo in Italia, non in Germania”. Il ragazzo nordafricano ha sintetizzato ed espresso benissimo tutta una


Italiani divisi e distratti

silvio processo

Ci risamo: di nuovo le prime pagine di tutti i giornali, persino quelli stranieri, parlano di Lui. Perché è finalmente arrivata la sentenza (ma è solo di primo grado, keep cool) che un’ abbondante metà del popolo italiano aspettava con trepidante fiducia: condanna al carcere e all’interdizione dai pubblici uffici per il Cavaliere.

E che condanna! Sette anni di carcere, uno in più rispetto a quelli chiesti dal Pm. Il Tribunale di Milano ha superato persino la Procura nella gara al miglior Inquisitore: più o meno la stessa pena che era toccata a zio Michele di Avetrana per complicità nell’omicidio della nipotina; più o meno lo stesso carcere che hanno dovuto scontare Scattone e Ferraro, due psicopatici che


Genitore 1 e Genitore 2

famiglia

Nelle scuole francesi stanno per sparire le parole che hanno accompagnato non solo l’infanzia ma buona parte della nostra vita: mamma e papà. Sembra che in seguito alle nuove leggi volute da Hollande, i riferimenti espliciti alle figure genitoriali tradizionali non potranno più essere ammessi nel linguaggio autoritario del politically correct.

Niente più feste della mamma o del papà, dunque, ma solo indicazioni generiche e asessuate dei non ben identificati Genitore 1 e Genitore 2. Perché la nuova idea di famiglia che si sta producendo intende scardinare il principio base della biologia animale: che per procreare ci vogliono un maschio e una femmina.

Sotto la bandiera dei diritti civili, si nasconde il tentativo di manipolazione dell’ essere umano che soltanto i regimi totalitari,


Giovani e lavoro

giovani

Sembra che finalmente abbiano capito qual è la vera emergenza nazionale: la disoccupazione giovanile.

Sicuramente l’ ha capito il premier Enrico Letta e ne ha fatto il suo cavallo di battaglia, tanto da aver ottenuto che al vertice europeo di Roma si discuta innanzitutto di come creare occasioni di lavoro per i giovani.

“Se non c’è il lavoro, il Paese non si salva”, queste sono state infatti le sue parole al congresso della Cisl, dove ha spiegato che per l’ Italia i passi da farsi in questa direzione sono la detassazione delle assunzioni di giovani e l’ anticipo di quel grande progetto europeo che si chiama appunto Youth guarantee, cioè Garanzia giovani.

Naturalmente ci sarà anche da rivedere la riforma della Fornero che,


Vecchia Fiom

fiom

Ma il lavoro è veramente un diritto?

Evidentemente pensano che lo sia, gli sbandieratori rossi della Fiom che hanno sfilato sabato a Roma, guidati dai loro leader di ieri e di oggi, a cui si sono aggiunti Nichi Vendola, un bel pò di grillini e pochi (in verità) onorevoli del Pd di sinistra. Naturalmente c’era anche Rodotà, che per fortuna non è diventato il nostro Presidente e mai lo sarà.

Secondo il giovane Landini e il vecchio Cofferati, il lavoro sarebbe un diritto degli uomini, come la libertà di espressione o di culto, che si garantisce con un articolo della Costituzione e, in tempi di crisi, si ottiene con massicci investimenti pubblici.

E’ la vecchia favola inventata da un celebre economista


Fumata bianca

napoltano

E’ fumata bianca

Finalmente habemus presidente: sfumato Marini, figlio della prima Repubblica, impallinato Prodi, simbolo del fallimentare Ulivo, cassato Rodotà candidato dei grillini e della sinistra radicale, per il vecchio Giorgio è stato un vero plebiscito.
E’ dunque prevalsa la saggezza? Diciamo che è imploso (o esploso, se preferite) il Pd, un partito-equivoco come lo ha definito limpidamente il filosofo Massimo Cacciari, e che adesso capiamo meglio perché un illuminato giuslavorista come Pietro Ichino se n’ era tirato fuori già alcuni mesi fa.

Napolitano a questo punto era l’ unica ancora alla quale appigliarsi, nel caos in cui era precipitato il Parlamento italiano e che rischiava di diventare un vero e proprio naufragio, una debacle, una Caporetto.
Eccolo di nuovo al timone il


Fumata nera

VATICAN CONCLAVE 2013: FIRST DAYCome prima giornata di votazioni non c’è male: un vero e proprio stallo.

Grillo si è divertito con le primarie on line come i ragazzini coi videogiochi, per cui sono arrivate dal popolo della rete le proposte più esilaranti come la star televisiva Gabanelli, vincitrice del sondaggio, Gino Strada, il guru emergenziale, e l’ immarcescibile Dario Fo, poi convertite in quella molto più politically correct di Rodotà; Matteo Renzi, nonostante le affermazioni di lealtà fatte subito dopo le primarie del Pd, ha iniziato a menare fendenti alla grande: Bersani pensa solo ai cavoli suoi, Marini non va bene come presidente della Repubblica perché è un perdente, la Finocchiaro neppure perché andava a far la