Posts in Category: politics

L’asse Parigi-Berlino

aqu E’ di pochi giorni fa la notizia della firma di un accordo tra le due principali potenze europee: l’asse Parigi-Berlino. Per farlo, Macron e Angela Merkel si sono incontrati nientepopodimenoche ad Aquisgrana, l’antica capitale dell’impero carolingio, la città dalla quale Carlo Magno comandava su tutta l’Europa.

Devo confessare che trovo la faccenda alquanto inquietante. E non solo perché mi riporta in mente il famigerato asse Roma-Berlino del 1936, che sappiamo bene quali conseguenze disastrose ebbe per l’intera umanità. Soprattutto perché mi sembra un grossolano controsenso: com’è possibile, infatti, che all’interno dell’Unione Europea vi siano accordi privilegiati tra due Stati? In una autentica Unione, i membri non dovrebbero trovarsi tutti sullo stesso piano e sviluppare relazioni collettive paritarie? Se in un


Un martire della libertà

Palach Cinquant’anni fa, esattamente il 19 gennaio 1969, a Praga, in piazza San Venceslao, uno studente universitario di ventun’anni si cospargeva il corpo di benzina e si dava fuoco. Il suo, per quanto estremo e incomprensibile possa ancora apparire, non era il gesto di un folle; ma aveva lo scopo preciso di lanciare un grido – dolorosissimo – di protesta, che sarebbe stato ascoltato da milioni di persone in tutta Europa e non solo.

Quel ragazzo studiava filosofia e, come moltissimi suoi coetanei, aveva partecipato con entusiamo alla svolta democratica avvenuta in Cecoslovacchia grazie al nuovo leader, Alexander Dubceck. La ventata di novità era arrivata così improvvisa e carica di speranze per un futuro di libertà, che l’avevano ribattezzata


La predica di Claudio Baglioni

th In Italia la lista degli sponsor dell’accoglienza si è recentemente allungata, aggiungendo ai soliti nomi di Mattarella, papa Francesco, Boldrini, Fico eccetera un altro vip che ha parlato contro le politiche securitarie del governo giallo-verde, addirittura durante la conferenza stampa del prossimo festival di Sanremo.

Stiamo parlando del direttore artistico Claudio Baglioni, colui che da cantante aveva fatto sognare con le sue melodie sdolcinate intere generazioni di shampiste, estetiste, babysitter, adolescenti in cerca del piccolo/grande amore, zitelle in cerca di marito, divorziate speranzose di un’altra occasione e persino nonne ancora vogliose di carezze e baci; e che da qualche anno si è riciclato nel nuovo creatore e presentatore del festival della canzone italiana.

E cosa c’è di meglio per galvanizzare


Un presepe di plastica

acquavivaLo so che rischio di essere ripetitivo, ma in questi ultimi giorni i tg ci hanno mostrato come i preti bergogliani (quelli delle porte aperte a tutti) riescano a stravolgere nella forma e, peggio ancora, nella sostanza l’antichissima tradizione del presepe; per cui non posso fare a meno di tornare a parlarne.

Un caso, in particolare, mi ha colpito e infastidito per la espressività estremamente kitsch: si vede un bambolotto ( di colore nero, ovviamente, guai oggi a proporre un Cristo di carnagione bianca come hanno fatto per secoli i maestri della pittura da Cimabue fino a Salvador Dalì); che giace in un metaforico mare di bottigliette di plastica (il tema dell’ecologia onnipresente); galleggiante su un salvagente di gomma


Cambiamenti climatici e gilet gialli

gile Si sta facendo un gran parlare e scrivere in questi ultimi anni di cambiamenti climatici, i quali effettivamente sono sotto gli occhi di tutti. E se ne dà la colpa alla famigerata Co2 prodotta innanzitutto dalle nostre automobili a benzina o diesel; tanto che in Francia il presidente Macron aveva pensato di mettere una super tassa su questo tipo di macchine, nella speranza di convincere i francesi a rottamarle tutte e a comprarsi delle belle vetture elettriche che non inquinano, sono alla moda e hanno solo un difettuccio: i prezzi vanno da trentamila in su.

In Francia sappiamo bene com’è andata a finire, o meglio che cosa sta succedendo in questi giorni. Praticamente è scoppiata la più consistente sommossa popolare


Sulla vecchiaia

anziani La buona notizia per tutti i sessantenni e ultrasessantenni è che non siamo vecchi come forse temevamo già di essere: lo ha appena certificato l’autorevole “Società di gerontologia e geriatria” che ha innalzato la soglia della vecchiaia a 75 anni. Di conseguenza, noi sessantenni possiamo ancora dirci e sentirci giovani, e fare nostro l’antico motto di Cicerone: Nessuno è tanto vecchio da non pensare di vivere ancora un anno ( Nemo est tam senex qui se annum non putet posse vivere).

Le ragioni di questo fenomeno sono tante e anche piuttoste ovvie: vanno dal cibo che mangiamo in migliore qualità oltre che in maggiore quantità ( ormai lo sappiamo praticamente tutti cos’è una dieta bilanciata); a una più diffusa


Storie di comuni idealisti

isola Sembra che il reverendo Jhon Allen Chau sia sbarcato nell’isola di North Sentinel gridando agli indigeni “Jesus loves you”, con lo stile un po’ naive dei mitici anni Settanta, quando i giovani americani si riunivano in grandi eventi a base di musica rock e spinelli per festeggiare la fratellanza umana e la pace universale.

Purtroppo al giovane missionario gli indigeni non hanno risposto alzando l’indice e il medio per fare il segno di “peace-and-love”, ma l’hanno trafitto con le loro frecce senza starci a pensare due volte; e poi hanno persino bruciato il corpo dello sventurato.

E’ vero che sorte analoga toccò a molti evangelizzatori che, dopo la scoperta dell’America, si avventurarono nelle foreste tropicali; per non


E’ in arrivo il Natale

san francesco C’è nell’aria sentore di Natale, non è vero? I primi segni inequivocabili del suo prossimo arrivo si trovano sugli scaffali dei supermarket che, nella logica anticipatrice e calcolatrice del consumismo, già da un paio di settimane espongono i panettoni: con o senza canditi, con pezzetti di cioccolata, biologici e via dicendo (confesso che il mio preferito è quello solo con le uvette).

Ma subito dopo, come di routine ormai, arriva il segnale numero due: spunta in qualche parte d’Italia un o una dirigente scolastica delle materne o delle elementari che proibisce le programmate recite natalizie con relativi presepe e canti del Bambin Gesù. Il motivo è ben noto a tutti, credenti e non credenti: i riferimenti


Sì Tav

tav L’iniziativa è partita da un gruppo di donne torinesi, che hanno dato appuntamento in piazza Castello, la mattina di sabato 9 novembre, a tutti quelli che credono nella necessità di collegare con l’Alta velocità Torino a Lione e, quindi, al resto d’Europa. E sono arrivati in quarantamila a dire sì alla Tav: gente comune, semplici lavoratori, studenti, pensionati,commercianti, imprenditori.

Persone che non appartengono ad un preciso partito o movimento politico. Ma che credono nell’importanza delle comunicazioni, soprattutto quelle su rotaia, per lo sviluppo della città di Torino, che altrimenti rischierebbe di restare tagliata fuori dai grandi flussi commerciali come da quelli culturali.

Da quando la città è amministrata dalla sindaca Appendino, invece, la parola che viene ripetuta ossessivamente è


Non dimentichiamoci di Vittorio Veneto

ipa - vittorio-veneto - Camminavo per Figline, proprio in corso Vittorio Veneto, quando vedo un manifesto dell’amministrazione comunale con il titolo stampato bello grosso di “4 Novembre”. Capisco che si tratta della ricorrenza della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale, che quest’anno dovrebbe avere ancora maggior risalto perché è un centenario (1918-2018); allora mi avvicino per leggere meglio e scoprire quali manifestazioni abbiano organizzato, ma vedo con grande disappunto che la deposizione della corona floreale davanti al monumento ai caduti non viene programmata per domenica 4 novembre, come sarebbe stato opportuno fare per coinvolgere la gente del paese; bensì il 5, di lunedì, alle ore 10, quando saremo tutti al lavoro.

Quale sia il motivo di