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L’ assessora di ferro

In Regione Toscana c’è una assessora dipietrista, Anna Marson, è un’ambientalista di ferro, una vera e propria fondamentalista green e guida il fronte dei No-tutto: grillini, radicali di sinistra, ex-comunisti del Pd. Finora, in nome della salvaguardia della purezza naturalista, sono riusciti a bloccare la nuova Autostrada tirrenica, i termovalorizzatori in provincia di Grosseto, la nuova geotermia nel Senese, il centro turistico nel parco di Migliarino (Li), la centrale energetica Repower a Pistoia.

Poi la Marson si è accorta che le Apuane sono state troppo a lungo sfruttate, visto che già Michelangelo prelevava da lì quantità spropositate di marmo per le sue magnifiche statue, e allora ha provato a limitare fortemente l’ attività di estrazione: un settore, quello lapideo, che produce 2.7 miliardi di fatturato e


Se lo Stato non paga i suoi debiti

Prima delle elezioni europee ci avevano promesso che le tasse sarebbero scese. Beh, ora che abbiamo ricevuto il conto della Tasi, dell’ Imu, della Tares, dell’ Irpef eccetera abbiamo capito che le tasse sono aumentate. Provate a non pagare una di queste cartelle o pagatele con qualche giorno di ritardo e vedrete cosa vi succede. Ma queste cose sicuramente le sapete già. Lo Stato italiano, con tutti i suoi apparati centrali e periferici, Regioni innanzitutto, è ormai diventato come un tossico all’ ultimo stadio che ha bisogno di dosi sempre più elevate di droga, ovvero i quattrini dei contribuenti, le tasse appunto.

Ma che succede quando lo Stato a sua volta diventa debitore nei confronti di imprese fornitrici di beni o servizi? Ebbene, Lui ha il brutto vizio di non


La bolletta non scende mai

L’ Italia è un paese povero di materie prime e risorse energetiche: questo era il ritornello che veniva ripetuto come un mantra ai bambini della scuola elementare e media della mia generazione. E così siamo cresciuti con la convinzione che, a causa della non generosità della nostra penisola, le merci da noi devono costare per forza più che altrove. Soprattutto la benzina, il cui prezzo aumenta in continuazione, e la bolletta di luce e gas che, come dice una signora in uno spot pubblicitario di questi giorni, “non scende mai”.

E come potrebbe scendere il costo dell’ energia nel Bel Paese visto che siamo poveri di materie prime, idrocarburi innanzitutto?

Il primo che, nel secondo dopoguerra, provò a smontare la tesi della povertà del nostro sottosuolo fu Enrico


La decrescita in-felice

La decrescita in-felice è già iniziata, gli ambientalisti fondamentalisti e gli anticapitalisti sfegatati possono stare sereni (come direbbe qualcuno che oggi va per la maggiore), visto che, come scrivono sul “Corriere della sera” i noti economisti Giavazzi e Alesina, “i consumi delle famiglie italiane sono ancora inferiori di circa l’ 8 per cento ai livelli pre crisi”.

Ma se i sostenitori della vita agra e parca potrebbero sorridere a questo dato, a noi gente comune amanti della spesa al supermercato, delle vacanze al mare e delle allegre serate in pizzeria viene da piangere soprattutto se andiamo a leggere il continuo del ragionamento, ovvero:”la spesa delle pubbliche amministrazioni è salita rispetto al 2007 di oltre 4 punti, dal 44,1% al 48,5% del Prodotto interno lordo(Pil)”.

Ecco, dunque, sintetizzato in poche ma eloquenti


Lo tsunami era solo un’onda

Quando sono andati a votare per l’ Europa, sapevano bene gli italiani che in realtà la partita si giocava sul terreno della politica nostrana; perché sì certo il Parlamento europeo è molto chic e il futuro presidente della Commissione parlerà correttamente francese, inglese e tedesco e la mattina farà colazione con le uova strapazzate, le salsicce e il caffè annacquato, però quello che alla fin fine ci stava veramente a cuore era decidere se a guidare il bel Paese nei prossimi anni sarebbe stato un ex comico teorico della decrescita felice (felice col piffero) oppure un giovane leader liberale che ragiona di riforme, anche se a volte le spara un po’ grosse, ma poi qualcosa sicuramente raccatta e un risultato concreto lo realizza e lo mette


Il sorpasso

E se Grillo veramente ce la facesse a sorpassare il Pd e a diventare il primo partito d’ Italia? Diciamo pure la verità: è questa la domanda che ci frulla per il capo a pochi giorni dal 25 maggio. Perché delle elezioni europee, in fondo in fondo, ci interessa poco: ormai l’ abbiamo capito che andremo ad eleggere un Parlamento europeo che rassomiglia più all’ assemblea degli Stati Generali di Luigi XVI, visto che non ha alcun potere legislativo, mentre le leggi vere, le famigerate “direttive”, si fanno in altra sede. Per cui, ho il presentimento che un italiano maggiorenne su due se ne starà a casa domenica o, se si convincerà a portarsi al seggio, lo farà soprattutto per eleggere il sindaco della sua città, perché almeno quello


C’ era una volta la scuola italiana

Al liceo classico Giulio Cesare di Roma, due professoresse democratiche (è una tipologia specifica del corpo docente italiano, nata e cresciuta nel post-sessantotto) hanno pensato bene di far acquistare e leggere ai loro studenti del ginnasio il romanzo “Sei come sei” di Melania Mazzucco, che racconta la storia di una famiglia “normale” (per l’autrice) composta da due padri gay e una figlia nata grazie all’ utero preso in affitto da una donna dell’ est, dietro generoso compenso.

Le professoresse democratiche, come tutte quelle che a scuola arrivano sempre con Repubblica sotto il braccio e un giorno sì e uno no parlano di diritti civili e lotta all’omofobia, hanno poi chiesto ai ragazzi di scrivere un saggio breve (ora si chiamano così i temi ) a partire dalla celebre domanda


L’ illuminato

La lettera che Sandro Bondi ha indirizzato alla Stampa del 23 aprile si può riassumere con due battute (“Forza Italia ha fallito, sosteniamo Renzi”) che rischiavano di passare alla storia come quelle del maresciallo Lapalisse, se non fosse giunta la prevedibile e parziale smentita della sera stessa (“Sono stato frainteso, resto fedele a Berlusconi”), che invece resterà per sempre un esempio di moderno donabbondismo.

Sì perchè, a parte la facile assonanza dei nomi, tra il Sandro Bondi toscanaccio e il Don Abbondio manzoniano mi pare ci siano diversi aspetti comuni: innanzitutto quell’aria parrocchiale, mite e rassicurante che, se è comprensibile in un curato di campagna sulle rive del lago di Como, mi ha sempre incuriosito e finanche inquietato in uno che doveva coordinare il più grande partito liberale


Il falchetto Brunetta

Nel bel mezzo della votazione per approvare il Def (documento di economia e finanza), che Renzi ha voluto varare in modo da regalare agli elettori con meno di 25mila euro l’anno lo sconto dell’ Irpef già promesso e piazzarlo nell’uovo di Pasqua quale graditissima sorpresa, si è alzato in volo il falchetto Brunetta.

Che cosa lo ha tanto irritato e spinto ad un ennesimo attacco furente contro il governo? La questione sarebbe roba da poco, s’intende, diciamo quasi un pretesto, comunque la ricordiamo brevemente: vista la grave situazione di crisi, il ministro Padoan ha scritto una letterina alla Commissione europea, chiedendo il permesso per l’ Italia di posticipare il pareggio del bilancio, inaugurato dalla Destra storica nel lontano 1875 e raramente poi rivisto nella nostra storia post-risorgimentale, all’anno


C’è chi scende e chi sale

silvio processo

La questione principale delle prossime elezioni europee, che le rende forse per la prima volta terribilmente interessanti ed appetibili, sarà in sostanza la verifica del nuovo assetto che la politica italiana ha preso con l’ avvento di Renzi e la caduta di Berlusconi.

Due fenomeni che nella loro specularità hanno ridisegnato la mappa e modificato il campo da gioco, al punto che si è reso necessario prevedere un nuovo ordinamento istituzionale e un’altra regola elettorale, anche se i tempi della loro realizzazione fluttuano e si dilatano verso un orizzonte che a sua volta sembra spostarsi sempre più in là.

Il primo ha superato la fase della rottamazione e del ribellismo generazionale, che ancora caratterizzava il Renzi movimentista segretario del