Posts in Category: politics

Le municipalizzate vanno rottamate

Vi ricordate il Cottarelli della Spending review? Quel signore che aveva competenze di finanza internazionale e che era stato assunto da Letta per indicare un programma di revisione della spesa pubblica, da attuarsi mediante tagli efficaci su determinati capitoli?

Uno dei punti fondamentali su cui, secondo lui, si sarebbe dovuti intervenire per eliminare gli sprechi colossali e insieme bloccare la corruzione dilagante (come il recente caso di Mafia capitale insegna) erano le 8000 municipalizzate italiane; che hanno in gran parte bilanci in rosso e la sola funzione di garantire posti di lavoro agli amici degli amici, ovvero sistemare politici a prescindere dalle competenze e organizzare la raccolta del consenso elettorale.

Che fine ha fatto la Spending review di Cottarelli? Praticamente la stessa dei precedenti commissari speciali (tre prima di


La grande romana schifezza

L’ operazione Mare Nostrum era stata propagandata come un obbligo morale per gli italiani che, avendo la sventura di vivere nel paese più vicino all’ Africa, dovevano per forza impegnarsi nel salvataggio, accoglienza e mantenimento delle migliaia e migliaia di immigrati e disperati in arrivo. Il buonismo ce lo imponeva.

Fu così che il reato di clandestinità venne abolito e le navi della nostra marina militare furono impiegate, a spese dei contribuenti, come traghetti per prelevare in alto mare gli immigrati dai loro barconi e portarli in salvo nei porti italiani. Gli immigrati poi venivano incanalati nella fitta rete di centri di accoglienza e case alloggio tutte gestite da cooperative private, che sono andati ad aggiungersi, come nel caso della periferia romana, ai già esistenti


Archiviamo il ’68

Il punto di massimo scempio “sì che già trabocca il sacco”, come direbbe Dante, è stato ora raggiunto a Napoli, nell’ Istituto Galiani, una scuola superiore nella quale, durante la solita occupazione prenatalizia, sono stati causati danni per 200 mila euro, visto che sono state distrutte suppellettili e rubati computer e videoproiettori.

Non è altro che la coda di una lunga tradizione di occupazioni studentesche, iniziate nell’anno della famosa “contestazione”, il 1968, e che poi sono diventate una norma nella società italiana, allorquando si generò il tabù, sostenuto dalla cultura di sinistra diffusa nelle università e nei principali organi di informazione, per cui la polizia non doveva entrare a liberare le scuole dai suoi occupanti.

Il ’68, che solo in Italia è durato fino ad oggi mentre negli Stati Uniti


Voglio la mamma

“Voglio la mamma” è il titolo del libro di Mario Adinolfi, un brillante giornalista e blogger, già deputato del Pd, cattolico e renziano da sempre, che ha iniziato una coraggiosa battaglia per contrastare l’ideologia Lgbt (lesbico-gay-bisessuale-transgender), ma anche per riportare al centro del dibattito quei temi etici fondamentali sui quali il conformismo del pensiero oggi dominante sta cercando di dettare legge.

Ma chi sono gli avversari di Mario Adinolfi e da dove provengono? A parte i campioni mediatici del mondo Lgbt, che ormai imperversano nei talk show e trovano ospitalità nelle dimore vip (come nel caso di Vladimir Luxuria a cena da Berlusconi e sua nuova compagna, con relativo selfie propagandato sulla rete a definitiva testimonianza della fine ingloriosa di un vecchio leader), i suoi


Il Muro

Il 9 novembre del 1989, esattamente venticinque anni fa, quindi, furono aperti i varchi che attraversavano il Muro di Berlino, e le popolazioni delle due Germanie tornarono ad incontrarsi, ad abbracciarsi, a ritrovarsi uniti dopo i lunghi anni della Guerra fredda.

Quando poi i berlinesi iniziarono a smantellare fisicamente il Muro, fu chiaro a tutto il mondo che un’ epoca stava finendo e un’ altra era sul punto di cominciare. Perché una rivoluzione pacifica era in atto, un’ onda popolare e libertaria si stava rovesciando con tutta la sua inarrestabile forza non solo contro una lunga fila di mattoni e cemento protetta dal filo spinato, ma contro un regime odioso, un’ ideologia perversa e una dittatura spietata che per decenni avevano rinchiuso i popoli dell’ est in una grigia


Cambieranno anche i sindacati?

La Legge di stabilità appena arrivata in Parlamento certamente manda alcuni segnali positivi in direzione del cambiamento e dello sviluppo, perché qualcosa verrà tagliato alla spesa pubblica improduttiva e qualcosa, dall’ altra parte, sarà messo a disposizione degli investimenti per sostenere le imprese e le famiglie.

Come ha spiegato l’ economista Nicola Rossi sul sito leoniblog.it qualche giorno fa, tutto ciò andrebbe benissimo in condizioni di normalità, ma rischia di rivelarsi una manovra completamente inadeguata di fronte alla gravità della situazione economica, che invece richiederebbe interventi shock: aggredire veramente la spesa pubblica, nella misura e nei modi indicati dall’ ex commissario straordinario Cottarelli, a partire dalle migliaia di società partecipate comunali e regionali che , ahimé, non verranno neppure sfiorate dalla spending review e quindi continueranno a mungere


Prossime invasioni barbariche

L’ uccisione del soldato canadese, davanti al parlamento di Ottawa, da parte di un terrorista islamico seguace dell’ Isis ha dimostrato la vulnerabilità di tutti i paesi occidentali, completamenti impreparati ad affrontare la nuova forma in cui il virus della Jiad si è modificato. Perché Isis non è la sigla di un gruppo o di un’ organizzazione come poteva essere Al Qaeda, ma il nome di uno stato, appunto lo Stato islamico dell’ Iraq e del Levante, con tutte le caratteristiche tipiche dei totalitarismi, tra cui una politica estera aggressiva che nel suo caso consiste nella guerra dichiarata all’ Occidente e ai principi fondamentali delle democrazie liberali.

Certamente la componente religiosa-islamista costituisce l’ anima culturale dell’ Isis, ma non dimentichiamo che anche il nazismo e il comunismo novecenteschi,


No Tasi

Luca Ricolfi, uno dei più brillanti economisti e sociologi italiani, l’ aveva scritto e spiegato chiaramente: continuando ad aumentare le tasse sulla casa, il bene primario degli italiani, non ci sarebbe stata alcuna ripresa. Ed è così che è andata, dato che il susseguirsi delle imposte sulla proprietà immobiliare ha visto non solo un assurdo cambiamento di denominazione (prima era Ici, poi Imu ed oggi Tasi) ma anche un crescendo continuo, che ha causato una forte perdita del valore degli immobili e soprattutto la crisi del settore dell’ edilizia, tradizionalmente un volano della nostra economia.

Con l’ aumento delle rendite catastali e la possibilità data ai comuni di applicare l’ aliquota massima ( un regalino del governo Monti), oggi la Tasi è un vero e proprio salasso per le


Dagli al meteorologo

Il sindaco di Genova, Marco Doria, discendente molto chic di un’antica famiglia nobiliare convertitosi al marxismo e all’ ecologia, ha lanciato la solita accusa al dipartimento per l’ Ambiente che non aveva diramato l’ allerta maltempo. L’ assessore regionale ha poi passato il cerino alla Protezione civile, la quale a sua volta ha scaricato le responsabilità sui meteorologi che hanno sbagliato le previsioni e non sono stati in grado di annunciare l’ arrivo della “bomba” d’acqua. La conclusione sarebbe dunque : dagli al meteorologo.

Tre anni fa, per la verità, le previsioni meteo furono più precise, ma poi la sindaca di allora evidentemente non le prese sul serio, e le vittime risultarono molte di più. Questa volta è toccata a un infermiere di 57 anni, bloccato in un sottopassaggio,


Addio all’ art. 18? Forse sì, forse no

Il punto è sempre lo stesso, l’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ovvero rivedere le tutele per chi è assunto a tempo indeterminato in caso di licenziamento. E anche lo scoglio da superare non è cambiato: la sinistra interna al Pd, i reduci bersaniani, i fedeli della Cgil, i cuperliani, gli ortodossi.

Ma in commissione Senato ormai il testo è stato approvato, con l’ astensione di Forza Italia e l’ abbandono di Sel e dei Cinquestelle, per cui la parola dovrebbe passare in settimana prossima al Parlamento, dove però la fronda dei dissidenti (interni) è pronta a dare battaglia: Bersani è già ringalluzzito e Fassina si è risvegliato dal torpore, dopo il famoso “Fassina chi?”di Renzi che lo aveva messo ko. Poi, all’ esterno, la troika sindacale si sta