Posts in Category: politics

Gulliver alla Leopolda

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Sabato pomeriggio, alla Leopolda, è salito sul palco un simpatico signore con una cravatta coloratissima e le maniche della camicia rivoltate in perfetto stile “democrat”, che ha raccontato una storia affascinante e alla fine si è meritatamente preso un sacco di applausi dalla platea.

Era la storia di Gulliver, il protagonista del celebre libro di Jonathan Swift, che durante il suo primo viaggio per mare naufraga e poi si salva perché arriva sulla spiaggia di un’ isola sconosciuta. Svenuto per la fatica, quando poi si sveglia si ritrova disteso, legato mani e piedi, immobilizzato. Sono stati i Lilliput, minuscoli abitanti dell’ isola, a legarlo come un salame, perché spaventati dalla sua gigantesca statura.

La storia sicuramente tutti la conoscono, almeno


No ai reati di opinione

lager

Uno dei libri che mi ha segnato più in profondità e che tuttora continua ad emozionarmi fino alle lacrime è “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Una delle esperienze più importanti della mia vita è stata la visita del lager di Mathausen guidata da un ex internato, pratese, figlio di un partigiano, che ci mostrò tutti gli strumenti di tortura usati dai nazisti e, per finire, ci chiuse per qualche minuto nello stanzone dove venivano gasati gli ebrei.

Uno dei luoghi di Firenze che visito sempre volentieri in occasione di qualche mostra o concerto è la Sinagoga, perché apprezzo moltissimo la cultura ebraica in tutte le sue forme.

Della Shoah penso solo una cosa: che sia stato il Male assoluto,


Giustizia per tutti

carceri affollate

Quando nella cella di un carcere sono rinchiusi il doppio dei detenuti che quella cella potrebbe e dovrebbe contenere, ebbene non si tratta più della giusta pena inflitta a chi ha commesso un reato, ma si sta sfiorando il limite della tortura.

È questo, in sintesi, il contenuto della sentenza dell’ Unione Europea del 28 maggio 2013 che ha messo in mora l’ Italia, invitandola ad agire al più presto se non vuole ricevere una seconda condanna nel tempo di un anno. Ed il rischio per lo Stato sarebbe quello di vedere accolte centinaia e forse migliaia di ricorsi per risarcimento danni per le condizioni dei detenuti, ciascuno dei quali intorno ai 100.000 euro: un’ altra salassata per i conti pubblici che


La Tav di Firenze e il “gioco di squadra”

lorenzetti

Personalmente ho sempre visto l’ Alta velocità come un segno notevole del progresso e della tecnologia. Viaggiare, spostare merci in tempi sempre più rapidi è stata una grande conquista dell’ Europa moderna, fin dai tempi della Rivoluzione industriale e delle prime linee ferroviarie. Anche perché, con le persone e le merci, viaggiano le idee e le innovazioni.

Il più importante movimento artistico italiano del Novecento, il Futurismo, esaltava le macchine perché ne intuiva la portata culturale, oltre che la loro funzione economica e sociale. A Marinetti piaceva molto guidare una Isotta Fraschini oppure spostarsi in treno tra Milano e Parigi: per lui la velocità era sinonimo di cambiamento e, quindi, indispensabile in una società veramente moderna.

Per


Un discutibile Premio Nobel per la pace

President_Barack_Obama

Quando nel novembre 2008 Obama divenne il 44° presidente degli Stati Uniti, il mondo intero, non solo il popolo americano, si aspettava che avrebbe operato secondo il programma da lui sbandierato in campagna elettorale, il quale aveva tra i punti principali il disimpegno rapido dal Medio Oriente, ovvero la exit strategy. Ne erano tutti così convinti che persino a Stoccolma si affrettarono ad assegnargli, pochi mesi dopo la sua elezione, il prestigioso Premio Nobel per la pace con la seguente motivazione: per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli.

Sappiamo bene cosa poi successe: la guerra in Iraq non finì subito, le truppe in Afghanistan furono aumentate per fronteggiare i talebani sempre


12 referendum per accelerare le riforme

referendum radicali

Nelle sedi dei Comuni o, se siete fortunati, sui banchini del Partito radicale nelle piazze delle nostre città si può firmare per 12 quesiti referendari che toccano dei punti nevralgici in cui il nostro Paese è rimasto maledettamente indietro. Ovviamente ciascuno è libero di scegliere se mettere la propria firma su tutti o solo su alcuni; io stesso ho firmato i primi dieci ma non gli ultimi due che sostanzialmente vorrebbero modificare una parte dell’ attuale legge sull’immigrazione.

Perché sono così importanti questi referendum e perché è necessario sostenerli?

Prima di rispondere a questa domanda, però, vediamo di capire di cosa si tratta: ci sono una serie di quesiti sulla cosiddetta “Giustizia giusta” che prevedono l’introduzione della responsabilità civile e della


Quando gli immigrati contestano il ministro Kyenge

kyenge

A Isola Capo Rizzuto in Calabria si trova il centro di accoglienza per immigrati extracomunitari più grande d’ Europa. Tutti loro sono arrivati in Italia clandestinamente e sono destinati, dunque, all’ espulsione; a meno che venga accertata la condizione di rifugiati, cosa sempre più improbabile visto che in Libia, Kenya, Niger, Senegal non è in corso alcuna guerra.

L’ Italia meridionale è per la sua natura geografica la porta d’ ingresso privilegiata per l’ Europa ed è qui che la recente ondata di sbarchi sta destando maggiore preoccupazione tra la popolazione locale, non solo per motivi di ordine pubblico ma anche per un’ evidente questione di tipo sanitario.

Il Ministro dell’ integrazione Kyenge ha saggiamente pensato di recarsi a vedere con i propri


Una strana idea di Giustizia

monte dei paschi

Mentre, da un lato, le procure milanesi, le Corti d’ appello e per finire l’ alta Corte di Cassazione si sono adoperate con passione, scrupolosità e celerità per assicurare alla giustizia l’ imputato Silvio Berlusconi (da ieri condannato per frode fiscale in via definitiva non sulla base di prove dirette, ma solo in virtù del principio per cui “non poteva non sapere”); da un’ altra parte stiamo assistendo, come su un doppio schermo televisivo, al ridimensionamento o meglio all’ annacquamento del processo contro l’ ex-vertice del Monte dei Paschi di Siena, accusato per ora soltanto di insider trading, ovvero di aver fornito informazioni riservate sull’ acquisto di Antonveneta al sindaco di Siena, Maurizio Cenni, e al presidente della


Solo diritti e niente doveri

immigrati

Mi scrive una lettrice di Controcorrente raccontandomi un episodio che l’ha toccata personalmente ma che sappiamo essere frequente ai nostri tempi: un ragazzo marocchino parcheggia la macchina sul marciapiede vicino alla Cappella della quale lei è devota, la ragazza gli chiede di spostare la macchina, lui risponde male e si decide a parcheggiare altrove solo quando lei sta chiamando i vigili. Ma prima le dice: “Qui siamo in Italia, non in Germania”.

Che non siano solo gli immigrati a parcheggiare sui marciapiedi o in doppia fila, questo purtroppo è notorio ed è inutile ribadirlo.

Quello che, invece, mi preme approfondire è proprio la frase finale: “Qui siamo in Italia, non in Germania”. Il ragazzo nordafricano ha sintetizzato ed espresso benissimo tutta una


Italiani divisi e distratti

silvio processo

Ci risamo: di nuovo le prime pagine di tutti i giornali, persino quelli stranieri, parlano di Lui. Perché è finalmente arrivata la sentenza (ma è solo di primo grado, keep cool) che un’ abbondante metà del popolo italiano aspettava con trepidante fiducia: condanna al carcere e all’interdizione dai pubblici uffici per il Cavaliere.

E che condanna! Sette anni di carcere, uno in più rispetto a quelli chiesti dal Pm. Il Tribunale di Milano ha superato persino la Procura nella gara al miglior Inquisitore: più o meno la stessa pena che era toccata a zio Michele di Avetrana per complicità nell’omicidio della nipotina; più o meno lo stesso carcere che hanno dovuto scontare Scattone e Ferraro, due psicopatici che