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Secchiate che passione!

La moda di quest’estate, ovvero rovesciarsi in testa una secchiata d’acqua gelida, ha avuto sicuramente un effetto positivo perché ha richiamato l’attenzione su una malattia terribile, la Sla, e contemporaneamente ha permesso di raccogliere un bel po’ di donazioni. Ma, come tutte le mode estive, è destinata a durare poco, anche perché difficilmente si troveranno donatori motivati al punto da sopportare gli auto-gavettoni freddi con l’ arrivo dell’ autunno e delle temperature più basse.

Certamente, oltre al lodevole desiderio di fare beneficenza, c’è una buona dose di narcisismo e di conformismo mediatico da parte dei protagonisti di questo “challange”, a spiegarne l’ improvvisa diffusione. Non è un caso, infatti, che la pratica delle secchiate abbia facilmente trovato adesioni in due ambienti socio-culturali formati da persone amanti


Basilicata low cost

I miei genitori hanno sempre comprato il pane in un piccolo forno, il rinomato forno Centola, che da quest’ anno non esiste più. Ma questo non è un male, come potrebbe sembrare, perché dopo la morte del fondatore Centola padre, il figlio l’ ha trasformato in una vera e propria azienda che continua a sfornare pane di ottima qualità, anche se in grande quantità. Il panificio adesso rifornisce i supermercati della città di Potenza, oltre che i vecchi clienti, e dà lavoro a numerosi operai.

Il giovane Centola è un esempio di come sia possibile fare impresa anche durante la crisi e, soprattutto, in una delle regioni del Sud Italia, la Basilicata, solitamente citata nei tg per la sua endemica povertà e l’ elevato numero


Il pachiderma Italia

L’ Italia dei nostri giorni è come un pachiderma quando la mattina va ad abbeverarsi: si muove con una lentezza esasperante, ma almeno ha iniziato a muoversi. La riforma del Senato, appena approvata nella sua prima lettura, ne è la evidente dimostrazione. Per avere la riforma del codice condominiale ci sono voluti undici anni; ma per mettere mano all’ assetto istituzionale dello Stato, voluto con eccesso di zelo “perfettamente” bicamerale dai padri costituenti, il governo Renzi, sostenuto al suo interno e al suo esterno dal centrodestra, ci ha impiegato solo un paio di mesi.

Eppure, con la forza politica dello straordinario successo elettorale alle Europee, il premier avrebbe potuto osare di più e gli italiani sarebbero stati sicuramente dalla sua parte: avrebbe potuto abolire del tutto il Senato, anziché tenerlo in


Quella paura dell’ Islam

In un bellissimo editoriale del 28 luglio sul Corriere della Sera, Galli della Loggia, certamente uno dei più lucidi studiosi di storia contemporanea, ha richiamato la nostra attenzione sulla persecuzione dei cristiani che si sta scatenando da qualche anno in varie parti del mondo, dall’ Africa nera all’ Iraq, e soprattutto sulla totale assenza di reazioni da parte della comunità occidentale.

Secondo lo storico, in Europa ormai la tradizione cristiana è stata pressoché oscurata da un laicismo sempre più dominante, per cui non solo nessuna autorità di carattere culturale, politico o religioso si leva a denunciare la strage di cristiani indifesi, ma gli stessi cristiani occidentali sono spinti a nascondere la loro fede e le loro opinioni.

L’ altra questione sollevata nell’ articolo riguarda, ovviamente, il rapporto degli europei con


Crescita zero

La verità, dunque, è venuta a galla: almeno per tutto il 2014 la luce in fondo al tunnel resterà un puntino luminoso come la fiammella asfittica di una candelina. I dati di Bankitalia, confermati anche da Confindustria, parlano chiaro e smontano anche le più rosee previsioni del Governo, che davano il nostro Pil in crescita di un 0,8%. Purtroppo la ricchezza complessiva italiana non cresce e non crescerà quasi per niente, perché il dato ormai certo è che il Pil si attesta intorno allo 0,2% se le cose non peggioreranno, altrimenti il segno prima dello zero potrebbe anche essere un meno.

Che significa questo per tutti noi? Innanzitutto va chiarito che quanto ha recentemente dichiarato Matteo Renzi in un’intervista al giornalista americano Alan Friedman (secondo il premier


Etihad-Alitalia: l’ accordo si farà, almeno si spera

Finalmente l’ Alitalia tornerà a volare sul serio e senza far pagare le spese dei suoi disastri commerciali ai contribuenti italiani, come è successo negli anni passati a causa di un managment fallimentare che ha trovato la sponda in sindacati compiacenti e nella solita politica assistenzialista.

Tutti noi ricordiamo quando nel 2008 la compagnia aerea nazionale era sull’ orlo del fallimento, ma venne rifiutata una sostanziosa offerta di Air France ad accollarsi i suoi debiti in nome dell’onor di patria, per cui l’ allora presidente del Consiglio Berlusconi mise su una cordata di imprenditori italioti, dal curriculum non proprio immacolato, per mantenere l’ Alitalia tutta verde, bianca e rossa. Risultato prevedibile quando la politica pretende di forzare la logica naturale del mercato in nome del capitalismo di Stato: l’ Alitalia


L’ assessora di ferro

In Regione Toscana c’è una assessora dipietrista, Anna Marson, è un’ambientalista di ferro, una vera e propria fondamentalista green e guida il fronte dei No-tutto: grillini, radicali di sinistra, ex-comunisti del Pd. Finora, in nome della salvaguardia della purezza naturalista, sono riusciti a bloccare la nuova Autostrada tirrenica, i termovalorizzatori in provincia di Grosseto, la nuova geotermia nel Senese, il centro turistico nel parco di Migliarino (Li), la centrale energetica Repower a Pistoia.

Poi la Marson si è accorta che le Apuane sono state troppo a lungo sfruttate, visto che già Michelangelo prelevava da lì quantità spropositate di marmo per le sue magnifiche statue, e allora ha provato a limitare fortemente l’ attività di estrazione: un settore, quello lapideo, che produce 2.7 miliardi di fatturato e


Se lo Stato non paga i suoi debiti

Prima delle elezioni europee ci avevano promesso che le tasse sarebbero scese. Beh, ora che abbiamo ricevuto il conto della Tasi, dell’ Imu, della Tares, dell’ Irpef eccetera abbiamo capito che le tasse sono aumentate. Provate a non pagare una di queste cartelle o pagatele con qualche giorno di ritardo e vedrete cosa vi succede. Ma queste cose sicuramente le sapete già. Lo Stato italiano, con tutti i suoi apparati centrali e periferici, Regioni innanzitutto, è ormai diventato come un tossico all’ ultimo stadio che ha bisogno di dosi sempre più elevate di droga, ovvero i quattrini dei contribuenti, le tasse appunto.

Ma che succede quando lo Stato a sua volta diventa debitore nei confronti di imprese fornitrici di beni o servizi? Ebbene, Lui ha il brutto vizio di non


La bolletta non scende mai

L’ Italia è un paese povero di materie prime e risorse energetiche: questo era il ritornello che veniva ripetuto come un mantra ai bambini della scuola elementare e media della mia generazione. E così siamo cresciuti con la convinzione che, a causa della non generosità della nostra penisola, le merci da noi devono costare per forza più che altrove. Soprattutto la benzina, il cui prezzo aumenta in continuazione, e la bolletta di luce e gas che, come dice una signora in uno spot pubblicitario di questi giorni, “non scende mai”.

E come potrebbe scendere il costo dell’ energia nel Bel Paese visto che siamo poveri di materie prime, idrocarburi innanzitutto?

Il primo che, nel secondo dopoguerra, provò a smontare la tesi della povertà del nostro sottosuolo fu Enrico


La decrescita in-felice

La decrescita in-felice è già iniziata, gli ambientalisti fondamentalisti e gli anticapitalisti sfegatati possono stare sereni (come direbbe qualcuno che oggi va per la maggiore), visto che, come scrivono sul “Corriere della sera” i noti economisti Giavazzi e Alesina, “i consumi delle famiglie italiane sono ancora inferiori di circa l’ 8 per cento ai livelli pre crisi”.

Ma se i sostenitori della vita agra e parca potrebbero sorridere a questo dato, a noi gente comune amanti della spesa al supermercato, delle vacanze al mare e delle allegre serate in pizzeria viene da piangere soprattutto se andiamo a leggere il continuo del ragionamento, ovvero:”la spesa delle pubbliche amministrazioni è salita rispetto al 2007 di oltre 4 punti, dal 44,1% al 48,5% del Prodotto interno lordo(Pil)”.

Ecco, dunque, sintetizzato in poche ma eloquenti