Posts in Category: politics

Electro-dux

electrolux

La proposta dell’ Electrolux, la multinazionale svedese degli elettrodomestici, suona più come un diktat e ha il sapore della provocazione: per salvare i quattro stabilimenti italiani, bisogna che i lavoratori accettino paghe dimezzate, come quelle che si ricevono in una fabbrica simile in Polonia, dove però il costo della vita è molto inferiore e soprattutto ancora circola la moneta nazionale.

Insomma, la trappola della globalizzazione ( e dell’ euro) si manifesta ancora una volta in tutta la sua cruda realtà e mette i sindacati italiani nella condizione di spettatori ed evocatori del fantasma dell’ interventismo statale, per non parlare poi del Ministro del (sotto)sviluppo Zanonato che è una vera e propria nullità nel governo Letta, al punto da essersi meritato la richiesta


Un discorso appassionato

Napolitano 2013

Dopo il tradizionale stacchetto musicale sulle note dell’ inno di Mameli, Giorgio Napolitano ha cambiato strada e, per iniziare il discorso di fine anno, ha scelto di far parlare la vox populi attraverso alcune lettere di gente comune che raccontavano benissimo lo spirito del tempo, di questo tempo così difficile.

Il Presidente degli italiani ascolta e interpreta il malessere diffuso ma, a differenza dei leader populisti che soffiano sul fuoco e sulla disperazione, trova parole leopardiane come “fratellanza” e “solidarietà nazionale” per indicare la via che ci porterà fuori dalla crisi.

La crisi che stiamo vivendo è così grave e distruttiva che soltanto attraverso uno sforzo di tutti gli italiani sarà possibile superarla. Come a dire: o ci salviamo tutti


Un nuovo Piano Marshall

marshall

Quando finì la seconda guerra mondiale, i paesi europei, sia vinti che vincitori, ne uscirono praticamente con le ossa rotta. Dopo la distruzione dell’ industria civile e delle principali infrastrutture, l’ orizzonte che si profilava non era certo roseo e la ripresa sembrava un sogno irrealizzabile.

Fu allora che il governo degli Stati Uniti varò un vasto programma di aiuti economici, che fu poi conosciuto col nome del segretario di Stato George Marshall e che durò dal 1947 al 1951. Le sue conseguenze macroeconomiche furono positive per tutti quei paesi che ne beneficiarono, come la Francia, l’ Italia, la Gran Bretagna e la Germania dell’ Ovest, al punto che durante i due decenni successivi la loro ricchezza complessiva (il Prodotto Interno


Gulliver alla Leopolda

gullivers_travels

Sabato pomeriggio, alla Leopolda, è salito sul palco un simpatico signore con una cravatta coloratissima e le maniche della camicia rivoltate in perfetto stile “democrat”, che ha raccontato una storia affascinante e alla fine si è meritatamente preso un sacco di applausi dalla platea.

Era la storia di Gulliver, il protagonista del celebre libro di Jonathan Swift, che durante il suo primo viaggio per mare naufraga e poi si salva perché arriva sulla spiaggia di un’ isola sconosciuta. Svenuto per la fatica, quando poi si sveglia si ritrova disteso, legato mani e piedi, immobilizzato. Sono stati i Lilliput, minuscoli abitanti dell’ isola, a legarlo come un salame, perché spaventati dalla sua gigantesca statura.

La storia sicuramente tutti la conoscono, almeno


No ai reati di opinione

lager

Uno dei libri che mi ha segnato più in profondità e che tuttora continua ad emozionarmi fino alle lacrime è “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Una delle esperienze più importanti della mia vita è stata la visita del lager di Mathausen guidata da un ex internato, pratese, figlio di un partigiano, che ci mostrò tutti gli strumenti di tortura usati dai nazisti e, per finire, ci chiuse per qualche minuto nello stanzone dove venivano gasati gli ebrei.

Uno dei luoghi di Firenze che visito sempre volentieri in occasione di qualche mostra o concerto è la Sinagoga, perché apprezzo moltissimo la cultura ebraica in tutte le sue forme.

Della Shoah penso solo una cosa: che sia stato il Male assoluto,


Giustizia per tutti

carceri affollate

Quando nella cella di un carcere sono rinchiusi il doppio dei detenuti che quella cella potrebbe e dovrebbe contenere, ebbene non si tratta più della giusta pena inflitta a chi ha commesso un reato, ma si sta sfiorando il limite della tortura.

È questo, in sintesi, il contenuto della sentenza dell’ Unione Europea del 28 maggio 2013 che ha messo in mora l’ Italia, invitandola ad agire al più presto se non vuole ricevere una seconda condanna nel tempo di un anno. Ed il rischio per lo Stato sarebbe quello di vedere accolte centinaia e forse migliaia di ricorsi per risarcimento danni per le condizioni dei detenuti, ciascuno dei quali intorno ai 100.000 euro: un’ altra salassata per i conti pubblici che


La Tav di Firenze e il “gioco di squadra”

lorenzetti

Personalmente ho sempre visto l’ Alta velocità come un segno notevole del progresso e della tecnologia. Viaggiare, spostare merci in tempi sempre più rapidi è stata una grande conquista dell’ Europa moderna, fin dai tempi della Rivoluzione industriale e delle prime linee ferroviarie. Anche perché, con le persone e le merci, viaggiano le idee e le innovazioni.

Il più importante movimento artistico italiano del Novecento, il Futurismo, esaltava le macchine perché ne intuiva la portata culturale, oltre che la loro funzione economica e sociale. A Marinetti piaceva molto guidare una Isotta Fraschini oppure spostarsi in treno tra Milano e Parigi: per lui la velocità era sinonimo di cambiamento e, quindi, indispensabile in una società veramente moderna.

Per


Un discutibile Premio Nobel per la pace

President_Barack_Obama

Quando nel novembre 2008 Obama divenne il 44° presidente degli Stati Uniti, il mondo intero, non solo il popolo americano, si aspettava che avrebbe operato secondo il programma da lui sbandierato in campagna elettorale, il quale aveva tra i punti principali il disimpegno rapido dal Medio Oriente, ovvero la exit strategy. Ne erano tutti così convinti che persino a Stoccolma si affrettarono ad assegnargli, pochi mesi dopo la sua elezione, il prestigioso Premio Nobel per la pace con la seguente motivazione: per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli.

Sappiamo bene cosa poi successe: la guerra in Iraq non finì subito, le truppe in Afghanistan furono aumentate per fronteggiare i talebani sempre


12 referendum per accelerare le riforme

referendum radicali

Nelle sedi dei Comuni o, se siete fortunati, sui banchini del Partito radicale nelle piazze delle nostre città si può firmare per 12 quesiti referendari che toccano dei punti nevralgici in cui il nostro Paese è rimasto maledettamente indietro. Ovviamente ciascuno è libero di scegliere se mettere la propria firma su tutti o solo su alcuni; io stesso ho firmato i primi dieci ma non gli ultimi due che sostanzialmente vorrebbero modificare una parte dell’ attuale legge sull’immigrazione.

Perché sono così importanti questi referendum e perché è necessario sostenerli?

Prima di rispondere a questa domanda, però, vediamo di capire di cosa si tratta: ci sono una serie di quesiti sulla cosiddetta “Giustizia giusta” che prevedono l’introduzione della responsabilità civile e della


Quando gli immigrati contestano il ministro Kyenge

kyenge

A Isola Capo Rizzuto in Calabria si trova il centro di accoglienza per immigrati extracomunitari più grande d’ Europa. Tutti loro sono arrivati in Italia clandestinamente e sono destinati, dunque, all’ espulsione; a meno che venga accertata la condizione di rifugiati, cosa sempre più improbabile visto che in Libia, Kenya, Niger, Senegal non è in corso alcuna guerra.

L’ Italia meridionale è per la sua natura geografica la porta d’ ingresso privilegiata per l’ Europa ed è qui che la recente ondata di sbarchi sta destando maggiore preoccupazione tra la popolazione locale, non solo per motivi di ordine pubblico ma anche per un’ evidente questione di tipo sanitario.

Il Ministro dell’ integrazione Kyenge ha saggiamente pensato di recarsi a vedere con i propri