Roberto Riviello' Post

Divorzio breve, anzi brevissimo

Il divorzio breve è ormai legge dello Stato: con 381 voti a favore e solo 30 contrari è stato approvato alla Camera e l’ ultimo passaggio al Senato è praticamente scontato. Da ora in poi i tempi di scioglimento del matrimonio si riducono a 12 mesi in caso di separazione giudiziale e addirittura a 6 mesi per la consensuale, anche in presenza di figli, per cui si anticipa drasticamente il momento in cui si potrà presentare la domanda di divorzio.

Prima il tempo minimo necessario per fare domanda di divorzio era di tre anni, durante i quali i coniugi dovevano vivere ininterrottamente da separati, a partire da quando era stata pronunciata dal giudice la sentenza di separazione.

Da quello che abbiamo letto sui giornali, il voto quasi unanime dei


Lo tsunami era solo un’onda

Quando sono andati a votare per l’ Europa, sapevano bene gli italiani che in realtà la partita si giocava sul terreno della politica nostrana; perché sì certo il Parlamento europeo è molto chic e il futuro presidente della Commissione parlerà correttamente francese, inglese e tedesco e la mattina farà colazione con le uova strapazzate, le salsicce e il caffè annacquato, però quello che alla fin fine ci stava veramente a cuore era decidere se a guidare il bel Paese nei prossimi anni sarebbe stato un ex comico teorico della decrescita felice (felice col piffero) oppure un giovane leader liberale che ragiona di riforme, anche se a volte le spara un po’ grosse, ma poi qualcosa sicuramente raccatta e un risultato concreto lo realizza e lo mette


Il sorpasso

E se Grillo veramente ce la facesse a sorpassare il Pd e a diventare il primo partito d’ Italia? Diciamo pure la verità: è questa la domanda che ci frulla per il capo a pochi giorni dal 25 maggio. Perché delle elezioni europee, in fondo in fondo, ci interessa poco: ormai l’ abbiamo capito che andremo ad eleggere un Parlamento europeo che rassomiglia più all’ assemblea degli Stati Generali di Luigi XVI, visto che non ha alcun potere legislativo, mentre le leggi vere, le famigerate “direttive”, si fanno in altra sede. Per cui, ho il presentimento che un italiano maggiorenne su due se ne starà a casa domenica o, se si convincerà a portarsi al seggio, lo farà soprattutto per eleggere il sindaco della sua città, perché almeno quello


Capitani coraggiosi

Con una bellissima fiction appena andata in onda, Rai 1 ci ha raccontato e mostrato la vita di Giovanni Borghi, ovvero “Mister Ignis, l’operaio che fondò un impero”, e così facendo ci ha riportato indietro nella storia di un’ Italia che uscì sconfitta e distrutta dalla guerra, ma poi trovò la forza di rialzarsi e realizzare, nel giro di un decennio, un vero e proprio miracolo economico. Grazie soprattutto a una generazione di imprenditori coraggiosi e visionari, gente come i fratelli Borghi, che avevano “studiato” nelle botteghe artigiane e lì avevano imparato a fabbricare oggetti e ad amare il proprio lavoro. Operai e artigiani che poi divennero piccoli e grandi imprenditori, e fecero fare quel “boom” all’ economia italiana che si traduceva in 6 punti di crescita


Era il gioco più bello

Non è che qui si voglia per forza buttarla in politica, finanche quando si parla del gioco del calcio al quale sono legati i ricordi d’ infanzia e giovinezza di molti di noi, insieme a emozioni, passioni, gioie e delusioni incredibili. Ma la domanda, fin troppo scontata e che nasce spontanea, è: chi e come risolse il problema degli hooligans in Inghilterra alla fine degli anni Ottanta? E la risposta la conoscono pure gli asini: Margaret Tatcher col suo solito irreprensibile stile di ferro. Altro che trattare coi colleghi british di Gennaro “la carogna”.

Ecco perché concordo pienamente col ministro Alfano se invoca il Daspo a vita per i tifosi violenti e il pugno duro. Ma al tempo stesso resto basito quando lo sento dire in tv che


C’ era una volta la scuola italiana

Al liceo classico Giulio Cesare di Roma, due professoresse democratiche (è una tipologia specifica del corpo docente italiano, nata e cresciuta nel post-sessantotto) hanno pensato bene di far acquistare e leggere ai loro studenti del ginnasio il romanzo “Sei come sei” di Melania Mazzucco, che racconta la storia di una famiglia “normale” (per l’autrice) composta da due padri gay e una figlia nata grazie all’ utero preso in affitto da una donna dell’ est, dietro generoso compenso.

Le professoresse democratiche, come tutte quelle che a scuola arrivano sempre con Repubblica sotto il braccio e un giorno sì e uno no parlano di diritti civili e lotta all’omofobia, hanno poi chiesto ai ragazzi di scrivere un saggio breve (ora si chiamano così i temi ) a partire dalla celebre domanda


L’ illuminato

La lettera che Sandro Bondi ha indirizzato alla Stampa del 23 aprile si può riassumere con due battute (“Forza Italia ha fallito, sosteniamo Renzi”) che rischiavano di passare alla storia come quelle del maresciallo Lapalisse, se non fosse giunta la prevedibile e parziale smentita della sera stessa (“Sono stato frainteso, resto fedele a Berlusconi”), che invece resterà per sempre un esempio di moderno donabbondismo.

Sì perchè, a parte la facile assonanza dei nomi, tra il Sandro Bondi toscanaccio e il Don Abbondio manzoniano mi pare ci siano diversi aspetti comuni: innanzitutto quell’aria parrocchiale, mite e rassicurante che, se è comprensibile in un curato di campagna sulle rive del lago di Como, mi ha sempre incuriosito e finanche inquietato in uno che doveva coordinare il più grande partito liberale


Il falchetto Brunetta

Nel bel mezzo della votazione per approvare il Def (documento di economia e finanza), che Renzi ha voluto varare in modo da regalare agli elettori con meno di 25mila euro l’anno lo sconto dell’ Irpef già promesso e piazzarlo nell’uovo di Pasqua quale graditissima sorpresa, si è alzato in volo il falchetto Brunetta.

Che cosa lo ha tanto irritato e spinto ad un ennesimo attacco furente contro il governo? La questione sarebbe roba da poco, s’intende, diciamo quasi un pretesto, comunque la ricordiamo brevemente: vista la grave situazione di crisi, il ministro Padoan ha scritto una letterina alla Commissione europea, chiedendo il permesso per l’ Italia di posticipare il pareggio del bilancio, inaugurato dalla Destra storica nel lontano 1875 e raramente poi rivisto nella nostra storia post-risorgimentale, all’anno


C’è chi scende e chi sale

silvio processo

La questione principale delle prossime elezioni europee, che le rende forse per la prima volta terribilmente interessanti ed appetibili, sarà in sostanza la verifica del nuovo assetto che la politica italiana ha preso con l’ avvento di Renzi e la caduta di Berlusconi.

Due fenomeni che nella loro specularità hanno ridisegnato la mappa e modificato il campo da gioco, al punto che si è reso necessario prevedere un nuovo ordinamento istituzionale e un’altra regola elettorale, anche se i tempi della loro realizzazione fluttuano e si dilatano verso un orizzonte che a sua volta sembra spostarsi sempre più in là.

Il primo ha superato la fase della rottamazione e del ribellismo generazionale, che ancora caratterizzava il Renzi movimentista segretario del


Guerra di secessione o carnevalata?

Chissà se il 2014 sarà ricordato nei libri di storia come l’ anno d’inizio della guerra di secessione del Veneto o come l’anno della peggiore carnevalata lagunare di tutti i tempi.
Perché la questione da dirimire, soprattutto per i magistrati, è praticamente questa:

1) trattasi di terrorismo allo stato nascente anche se da dilettanti (ma la storia degli anni di piombo c’insegna che persino un miliardario eccentrico e rispettabile editore fu capace di mettere candelotti di dinamite sotto un traliccio dell’alta tensione e di autospedirsi all’altro mondo con la benedizione di Fidel Castro; per cui è sempre bene stare all’ erta e non sottovalutare chi si trastulla con gli esplosivi e le armi, anche nel caso di apparentemente innocui indipendentisti della Serenissima che hanno l’