Roberto Riviello' Post

Schiaffetti papali

bergo Il Santo Padre ha mollato una paio di schiaffetti sulla mano della pellegrina asiatica che lo aveva fortemente trattenuto; e siccome è un leader planetario dei nostri giorni ( al pari solo di Donald Trump), la scena, subito riportata da tutti i media e dai social, come il tuono pascoliano, “rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo…”

Ma, per favore, non facciamone una tragedia. Non è forse Bergoglio, benché ultimo erede di San Pietro, uomo di carne, ossa e sentimenti come tutti noi? E non si fece trasportare dall’ira lo stesso Gesù quando, entrato nel tempio a Gerusalemme, “rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe” (Marco 11, 15-19)?

Insomma, doveva arrivare una pellegrina asiatica piuttosto


Mani pulite ieri e oggi

mani pulite Gli sconfinamenti della magistratura italiana ( o, per meglio dire, di una parte di essa) nel campo della politica risalgono ormai a molti anni fa; e precisamente al periodo di quelle inchieste giudiziarie passate alla storia con l’espressione “Mani pulite”, che portarono allo scioglimento di due grandi partiti, la Democrazia Cristiana e il Psi, i cui principali dirigenti vennero tutti indagati, arrestati o processati.

Nel suo complesso, la classe dei politici (tranne i comunisti che furono “miracolosamente” salvati) restò annichilita sotto la veemenza di quel pool di magistrati, i quali godevano di un vasto consenso nell’opinione pubblica dovuto ad una crescente ondata giustizialista; cavalcata poi da chi ne era rimasto indenne per motivi allora oscuri, ma che negli anni


David e Golia

zuck Nell’era dei social e della comunicazione via Internet, c’eravamo illusi di aver ottenuto il massimo della libertà di espressione ed informazione. La possibilità di scrivere e mettere online ogni nostro pensiero oppure di leggere le opinioni e i commenti provenienti dagli utenti di tutto il mondo, ci aveva fatto credere che la democrazia (virtuale) fosse veramente alla portata di tutti.

Non a caso in Italia è sorto un movimento politico (i Cinquestelle) che si ritiene in piena sintonia con la volontà popolare, solo perché alcune migliaia dei suoi iscritti possono cliccare “mi piace” sulla piattaforma online, denominata Rousseau e chiaramente ispirata al teorico illuminista della democrazia diretta.

Poi, però, ci siamo accorti che i padroni di questi enormi


Immigrato

immigrato Esce a gennaio il nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo, ma già si annuncia con un esilarante trailer in cui Checco, imitando la voce del suo maestro Adriano Celentano, canta la canzone “Immigrato” e racconta la giornata di un italiano medio alle prese con un tipico migrante (come si direbbe nel lessico progressista) o clandestino (per dirla alla Salvini).

Il protagonista del trailer, un “uomo qualunque”, esce dal supermercato con il carrello della spesa, va al distributore di benzina per fare il pieno, si ferma al rosso del semaforo; e, come sempre più spesso accade a tutti noi in occasioni simili, si trova a ricevere la richiesta pressante di qualche spicciolo da parte di uno delle migliaia di


Il pericolo cinese

HK Forse ce n’eravamo dimenticati, in questi ultimi anni; o forse c’eravamo illusi che, prima con la caduta del Muro di Berlino e poi con le riforme economiche varate da Deng Xiaoping, la questione del comunismo fosse definitivamente accantonata.

In verità, anche se sparito nell’Europa dell’est e nella Russia, il comunismo è vivo e vegeto nella Cina dei nostri giorni. Anzi, è stato rafforzato da Xi Jinping sia all’interno (il presidente della Repubblica popolare non ha più vincoli di mandato in seguito a una nuova legge costituzionale); ma soprattutto volto ad attuare una politica imperialistica nell’autentico senso della parola.

In Europa e in Italia, dove la Cina è già molto presente attraverso acquisizioni nel settore delle principali infrastrutture,


Ancora con lo Ius soli

zinga L’Italia sta davvero vivendo un momento difficile che richiederebbe un governo stabile e una illuminata leadership al timone.

Sul piano sociale e occupazionale ci sono diecimila operai dell’Ilva di Taranto che rischiano di perdere il posto di lavoro; l’Alitalia sembra essere destinata a non risollevarsi mai più; i veneziani si trovano a convivere con l’acqua che invade le loro case e negozi, nonostante ci sia un’opera di altissima ingegneria, il Mose, in cantiere da almeno un paio di decenni e per la quale sono già stati spesi 5,5 miliardi; il resto del territorio nazionale è sotto la minaccia costante di frane e alluvioni, dato che il dissesto idrogeologico non è mai stato affrontato con un piano di lavori


Gli anti-industriali

arcelor Qualche giorno fa, in una classe dell’indirizzo turistico, parlavo del Boom economico che l’Italia sperimentò verso la fine degli anni Cinquanta e che la portò ad avere un crescita annua di circa 5-6 punti del suo Pil. Allora, grandi aziende private ma anche pubbliche, come l’Eni guidata da Enrico Mattei, la fecero diventare la seconda potenza manifatturiera d’Europa, con le conseguenze straordinarie che gli anziani ricordano bene: disoccupazione pressochè inesistente, benessere diffuso, crescita dei consumi, rapida costruzione di grandi infrastrutture come l’autostrada del Sole, vacanze al mare accessibili a tutti.

Un ragazzo, di quelli molto svegli, mi ha poi chiesto: – Ma perché oggi la situazione in Italia è tanto peggiorata?-

Confesso di aver avuto qualche difficoltà nel dirgli, visto


Je suis Liliana Segre

Segr Che la senatrice a vita Liliana Segre debba andare in giro sotto scorta, perché insultata e minacciata sulla rete in quanto ebrea, è una bruttissima notizia: sia perché ci conferma che i social sono ormai diventati il luogo ideale dove dementi e ignoranti hanno la possibilità di esprimersi liberamente (mentre dovrebbe essere obbligatorio per tutti almeno esibire un documento d’identità e dichiarare apertamente le proprie generalità in un account su Facebook o Instagram); sia perché dimostra che l’antisemitismo è ancora vivo e vegeto.

Il problema dell’antisemitismo dei nostri giorni richiede, però, qualche ulteriore riflessione. Innanzitutto occorre precisare che non è un fenomeno solo italiano e che non si può ricondurre soltanto agli ambienti dell’estrema destra neofascista o neonazista.


Quando le formiche s’incazzano

boston A leggere la lista delle micro tasse in arrivo con la manovra economica annunciata dal governo giallo-rosso, che vanno dalla sugar tax alla plastic tax, dalla tassa sulle auto aziendali a quella sugli immobili e persino sulle cartine e i filtri per sigarette, verrebbe da farsi il segno della croce e poi rassegnarsi al solito innalzamento della pressione fiscale.

Ma come si fa ad accettare con spirito di rassegnazione cristiana questo evidente tentativo di prenderci per i fondelli, per cui si sbandiera come un grandissimo risultato ottenuto una piccola riduzione del cuneo fiscale solo per i lavoratori con redditi fino a trentamila lordi; e contemporaneamente ci massacrano con queste micro tasse, perfidamente occultate nei recessi della manovra, e per


Roma non è Gotham city

roma “Roma non è Gotham city”, dice il capo della polizia Gabrielli per rassicurarci. Eppure, di balordi che vanno in giro per la Capitale spacciando, rapinando e sparando, anche se non hanno la faccia dipinta da clown, ne stiamo vedendo un bel po’.

E se, per Gabrielli, non regge il parallelo con la Gotham city dei fumetti e del cinema (città fortemente dark, con architetture gotiche o, meglio, neo-gotiche e post-moderne, che forse sarebbe piaciuta al Caravaggio pittore notturno che adorna la chiesa di San Luigi dei Francesi e la Galleria Borghese), quantomeno Roma, oggi, ci può ricordare la New York degli anni settanta e ottanta, dove le bande, le mafie multietniche, i pusher e i rapinatori seriali erano padroni