Roberto Riviello' Post

Il papa e Gretina

130134624-3dfec9ce-a4ff-472a-9015-5e1fdf8a47c4 L’incontro tra papa Francesco e Greta Thunberg, anche se durato pochi minuti, è stato molto significativo e ci ha fornito un’ottima  chiave di lettura e interpretazione dei nostri tempi.

Da una parte il papa più modernista della storia della Chiesa, attento a tutte le questioni di stretta attualità, in primis l’immigrazione; dall’altra la giovanissima paladina dell’ambientalismo radicale, che si vanta di comprare solo cose già usate, a parte il cibo, e persino di aver fatto perdere la brutta abitudine di prendere l’aereo ai suoi genitori per non inquinare l’azzurro cielo.

Due perfetti eroi pop che sarebbero piaciuti a Andy Warhol; due icone che ormai si sono conquistate il posto d’onore nell’universo dei media e dei social; due simboli mondiali della visione


Nazione o nazionalismo?

marcello L’approssimarsi delle elezioni europee ha riacceso il dibattito tra due visioni opposte: da una parte ci sono i sostenitori della sovranità nazionale, dall’altra quelli che considerano le nazioni un residuo del secolo scorso e pertanto pericolose per la pace nel nostro continente.

Non c’è dubbio che la storia del primo Novecento sia stata segnata dalla violenta contrapposizione dei vari nazionalismi (francese, inglese e tedesco), che ha prodotto la tragedia della prima guerra mondiale con i suoi nove milioni di morti. E certamente anche nello scoppio del secondo conflitto mondiale il nazionalsocialismo tedesco, meglio conosciuto come nazismo, ha avuto il ruolo determinante.

Ma davvero nell’idea di nazione è contenuto il seme della violenza e della guerra? Davvero si possono condannare


Sull’Umanesimo

ficino Il festival dell’Umanesimo (5-7 aprile) non poteva trovare una cornice migliore della bellissima piazza Marsilio Ficino a Figline Valdarno, visto che porta il nome di una delle menti più brillanti di quella stagione filosofica e letteraria, che da Firenze si propagò in tutta Europa e aprì la strada al Rinascimento.

Marsilio Ficino fu anche il maestro personale di Lorenzo de’ Medici ed ebbe il grande merito di reintrodurre i testi di Platone, che egli traduceva e commentava grazie alla conoscenza del greco antico, ma anche di elaborare una sua personale concezione dell’uomo; o meglio, della centralità dell’uomo.

Questo della centralità dell’uomo fu il tema principale per un altro grande pensatore del Quattrocento, Pico della Mirandola, che ad esso dedicò il suo


Lettera aperta di un intellettuale (di Sinistra) a Cesare Battisti

Cesare B Oh Cesare, hai idea di come mi sento, dopo che ho letto nei giornali la notizia della tua confessione? Hai confessato tutti e quattro i delitti, così, dopo quarant’anni; come se di punto in bianco ti fosse tornata la memoria smarrita per chissà quale ragione.

Io credevo che tu fossi innocente, che tu fossi un compagno perseguitato dalla giustizia borghese. Sapevo che a quei tempi frequentavi gente poco raccomandabile e che in quel tuo gruppo dei Pac c’erano anche delle teste calde. Ma eravate giovani allora, e ce n’erano di compagni che sbagliavano. Erano gli anni di piombo, giusto?

Non pensavo che potessi arrivare a tanto. Me l’avevi giurato, ce l’avevi giurato: a tutti noi, marxisti come te


Una tragedia sfiorata

bus La nostra bella Italia è davvero il Paese dei paradossi: c’è un tizio che in passato è stato condannato per abusi su minori (e quindi dicesi “pedofilo”); lo stesso tizio viene poi beccato ubriaco alla guida della sua macchina e gli viene sospesa per un certo periodo la patente (come lo vogliamo chiamare uno così se non “ubriacone”?). Ebbene, che lavoro riesce a fare un individuo del genere? L’autista di scuola-bus.

E’ davvero un parodosso tutto italiano. Una roba da non crederci. Eppure è accaduto. Se poi aggiungiamo che lo stesso uomo (un immigrato senegalese di nome Sy Ousseynou diventato italiano da quando aveva sposato una italiana) sequestra lo scuola-bus con tutti i ragazzini dentro e con l’intenzione di bruciarli


Il fascismo va studiato

taiani Il presidente dell’Europarlamento Tajani si è lasciato scappare, durante una trasmissione radiofonica, un’espressione politicamente scorretta (“Mussolini fece anche delle cose buone”); e, apriti cielo, è stato immediatamente ricoperto di commenti indignati e persino d’insulti sia in Belgio che in Italia.

Naturalmente è corso ai ripari, precisando che il suo giudizio sul fascismo era e resta di condanna se si prende in considerazione il regime nel suo insieme; ma ormai la frittata era già fatta, e il sospetto di essere un fascio-simpatizzante resterà per sempre stampato a lettere di fuoco sull’immagine pubblica del povero Tajani.

Personalmente non amo molto il presidente Tajani e neppure gli altri leader del suo partito, il PPE, i quali negli ultimi vent’anni hanno governato


Tav sì o no?

tav A questo punto della vicenda, qualcuno ha capito se sulla questione dell’Alta velocità tra Torino e Lione hanno vinto i No Tav oppure i Sì Tav? O se invece c’è stato un sostanziale pareggio? E se, in conclusione, il tunnel si farà o non si farà?

E’ difficile dirlo, e personalmente non mi cimento a fare un pronostico, anche se sono convinto della necessità che una grande infrastruttura come questa venga portata a termine, secondo i piani previsti da trattati internazionali precedentemente sottoscritti e da ben due leggi emanate dal nostro Parlamento.

Ma la questione si è ingarbugliata a tal punto che la mediazione del capo di governo Conte è riuscita solo a procrastinare i termini della decisione di altri sei


Impariamo a mediare

mediaz Chi di noi non ha mai litigato con un vicino di casa perché il suo cane abbaiava di notte; o con un parente per la divisione dell’appartamento lasciato in eredità da uno zio o un nonno defunto; o con un collega per decidere il periodo delle ferie estive? E se andassimo più indietro nel tempo, magari quando eravamo a scuola e talvolta ci si accapigliava perché il ragazzo o la ragazza di cui eravamo innamorati preferiva un altro/altra? Da bambini, poi, era tutto un litigare con fratelli e sorelle per giocattoli, merendine, programmi tv e quant’altro.

Il conflitto è una caratteristica connaturata all’esssere umano, da sempre; sia a livello individuale che a livello collettivo: la storia del passato e


A scuola coi jeans strappati

jeans Chi cammina per i corridoi di una scuola superiore – io lo faccio quasi tutti i giorni in quelli dell’ ISIS “G. Vasari”, ma il discorso vale anche per le altre scuole pubbliche della Penisola – ha l’impressione che gli studenti si trovino in situazioni di gravissima povertà. Ragazzi e ragazze, in alta percentuale, vanno vestiti come straccioni, usando pantaloni e jeans strappati e bucati in più punti. E non si tratta solo di qualche scucitura come si usava fino a qualche anno fa; ora gli strappi si fanno ampi fino a scoprire i ginocchi e parte delle cosce.

E’ ovvio che si vestono così per seguire una moda e non per una condizione economica di difficoltà, anche perché


Nessuna giustizia per Sana

sana C’era una volta Sana Cheema, una bella ragazza nata in Pakistan e poi cresciuta a Brescia dove ha visssuto fino all’età di 25 anni. Non era un principessa delle Mille e una notte, anche se ne aveva gli occhi e il fascino orientale; ma una semplice immigrata di seconda generazione che si era perfettamente integrata nel nostro Paese; al punto da vestire, parlare e comportarsi come tutte le giovani donne italiane. Così bene integrata che era arrivata a volersi scegliere da sè il proprio fidanzato.

Fu allora – siamo nel dicembre 2017 – che il padre la riportò in Pakistan, probabilmente col pretesto di farle riabbracciare i parenti lasciati lì da bambina. In realtà si