Roberto Riviello' Post

Ha ragione Al Sisi

Finalmente abbiamo quello di cui si sentiva da un pezzo la necessità e che tutti in Europa aspettavamo: che dall’interno del mondo musulmano qualcuno parlasse chiaro e tuonasse contro la jihad. Il generale e presidente dell’ Egitto Abdel Fattah al Sisi, che sempre è stato ostile al partito della Fratellanza musulmana in quanto testa di ponte verso il terrorismo e che nonostante questo è stato finora osteggiato dai governi democratici, è diventato apertamente il nemico numero uno dell’ Isis e quindi il nostro migliore alleato.

Mentre l ‘Onu continua a perdere tempo con i tentativi di condurre al tavolo delle trattative gruppi armati di fondamentalisti che tutto vogliono fuorché la pace, il generale non ha esitato ad inviare i caccia dell’aviazione contro la


La tregua

Se la tregua dei combattimenti sul fronte orientale dell’ Ucraina, iniziata domenica, reggerà, non possiamo prevederlo. Certo è che se un primo passo significativo verso la pacificazione è stato fatto, lo dobbiamo innanzitutto a una donna troppo spesso dipinta dai media e percepita dall’opinione pubblica come una megera fredda e spietata: Angela Merkel. E’ stata lei, infatti, che ha guidato la maratona dei colloqui di Minsk tra il leader russo Putin e quello ucraino Poroshenko, a cui ha partecipato anche il presidente Hollande ma non con la stessa autorevolezza e il carisma della cancelliera tedesca.

Soprattutto la Merkel è riuscita a contenere, grazie a una rapida trasferta a Washington nelle ore precedenti la trattativa, il furore di Obama che, pressato dai “falchi” ormai maggioranza nel parlamento americano, aveva dismesso gli


Ttip per tutti

Il Ttip è il nuovo trattato di libero scambio tra l’ Unione europea e gli Stati Uniti, i cui negoziati sono iniziati già nel 2013, ai tempi di Manuel Barroso, e ora stanno continuando sotto la guida del nuovo presidente della Commissione, Jean Claude Juncker.

L’ obiettivo è ambizioso e teoricamente sarebbe di fondamentale importanza per la creazione di un’area privilegiata di rapporti commerciali tra le due sponde dell’ Atlantico, la cui necessità si comprende facilmente se si guarda a come le nuove realtà economiche dell’ Asia e dell’ America latina stanno crescendo ed acquisendo quote di mercato sempre più rilevanti.

Ecco da dove viene l’ esigenza di un patto più stretto tra gli alleati di sempre, un patto non più politico e militare come ai tempi della Guerra


Habemus papam

Verrebbe quasi da parafrasare Benedetto Croce e azzardare che non possiamo non dirci tutti demo-cristiani. Ma in fondo che male c’è ad eleggere un presidente della Repubblica che rassomiglia a Gronchi almeno nel look, considera Moro il suo maestro e venera De Gasperi appena un pochino meno di S. Francesco protettore d’ Italia?

Perché è stato questo il capolavoro machiavellico-renziano: non tanto l’ aver messo in un angolo Berlusconi, che si mostra incazzato giusto per seguire il copione dell’interminabile polpettone cinematografico da Viale del tramonto, o l’ aver ricondotto Alfano all’obbedienza istituzionale visto che di mestiere fa il ministro degli Interni di un governo di coalizione e non il sovversivo; quanto l’ aver definitivamente tolto di mezzo (ovvero rottamato, come si diceva fino a qualche mese fa) i papabili candidati


Un grande Mario

Se la politica seguisse la logica ferrea della matematica e le equazioni algebriche fossero la sua regola, basterebbe fare due più due e avremmo il nome del nuovo Presidente della Repubblica su un piatto d’argento. Perché, infatti, come Obama per sconfiggere la recessione negli USA ha praticato una politica monetaria che ha visto la Federal Reserve stampare dollari a profusione, i cui risultati sono stati la crescita economica del 5% e il dimezzamento del tasso di disoccupazione, così Mario Draghi ha finalmente usato il famoso bazooka del Quantitave easing, grazie al quale la Bce acquisterà titoli di Stato sovrani nei prossimi mesi in modo considerevole, con lo scopo di immettere liquidità nel sistema creditizio e riportare l’inflazione al livello più consono per la ripresa.

Ecco perché l’ autentico golden boy,


Vanessa e Greta: due sciagurate

Vanessa e Greta, le ragazze sequestrate in Siria e da poco rientrate in Italia, non sono due eroine. Sono invece due sciagurate che hanno certamente fatto vivere sei mesi di sofferenze ai loro familiari e inoltre hanno mobilitato molti bravi funzionari dell’ Interno distogliendoli dal lavoro che essi sono oggi chiamati a svolgere con la massima attenzione, e cioè la sicurezza del nostro Paese.

Qualcuno potrebbe obiettare che anche le due giovani volontarie sono italiane e quindi hanno diritto ad essere tratte in salvo in caso di pericolo come tutti gli altri cittadini. Ma se questo è vero in teoria, bisogna anche considerare il fatto che loro si sono andate a cacciare in quella situazione pericolosissima per loro libera (anche se sconsiderata) scelta.

Lo Stato italiano, nella persona


Je suis Charlie

Oriana Fallaci l’ aveva detto, scritto e gridato che prima o poi il Mostro ci avrebbe attaccato in casa nostra, ma tutti o quasi gli intellettuali e teorici del multiculturalismo le avevano dato della fanatica e della pazza. Quando, dopo la strage dell’ 11 settembre, scrisse quasi di getto il suo libro più appassionato contro il terrorismo islamista, “La rabbia e l’ orgoglio”, si alzò contro di lei un coro di voci bianche, tutte politically correct, in nome del principio dell’ accoglienza e della solidarietà con i popoli delle ex-colonie.

Non è bastata ad aprirci gli occhi neppure l’uccisione del regista olandese Theo van Gogh, colpevole di aver girato un film sulla condizione delle donne nell’ Islam, come anche tutta la scia insanguinata di attentati che ha accompagnato negli anni


Buon Natale col Presepe

Mentre nel mondo, dalla Nigeria al Pakistan, vengono commessi crimini orribili e stragi contro pacifici cristiani nella quasi totale indifferenza dell’opinione pubblica e delle istituzioni internazionali, in Italia qualche dirigente scolastico fanatico del multiculturalismo impedisce alle maestre di preparare il Presepe ai bambini, per evitare di “offendere” le famiglie non cristiane.

Ma perché uno dei simboli religiosi più noti e più emozionanti, perché legato ai ricordi d’infanzia di noi tutti, ovvero la ricostruzione domestica, artigianale e popolare della nascita di Cristo, può essere considerato un elemento disturbante e quindi da evitare o quantomeno da nascondere?

Probabilmente non c’ è da parte del dirigente scolastico di Bergamo, e da tanti altri come lui che operano dentro e fuori le scuole italiane, soltanto un furore iconoclasta dovuto alla retorica multiculturalista, che trova finanche nell’


Le municipalizzate vanno rottamate

Vi ricordate il Cottarelli della Spending review? Quel signore che aveva competenze di finanza internazionale e che era stato assunto da Letta per indicare un programma di revisione della spesa pubblica, da attuarsi mediante tagli efficaci su determinati capitoli?

Uno dei punti fondamentali su cui, secondo lui, si sarebbe dovuti intervenire per eliminare gli sprechi colossali e insieme bloccare la corruzione dilagante (come il recente caso di Mafia capitale insegna) erano le 8000 municipalizzate italiane; che hanno in gran parte bilanci in rosso e la sola funzione di garantire posti di lavoro agli amici degli amici, ovvero sistemare politici a prescindere dalle competenze e organizzare la raccolta del consenso elettorale.

Che fine ha fatto la Spending review di Cottarelli? Praticamente la stessa dei precedenti commissari speciali (tre prima di


La grande romana schifezza

L’ operazione Mare Nostrum era stata propagandata come un obbligo morale per gli italiani che, avendo la sventura di vivere nel paese più vicino all’ Africa, dovevano per forza impegnarsi nel salvataggio, accoglienza e mantenimento delle migliaia e migliaia di immigrati e disperati in arrivo. Il buonismo ce lo imponeva.

Fu così che il reato di clandestinità venne abolito e le navi della nostra marina militare furono impiegate, a spese dei contribuenti, come traghetti per prelevare in alto mare gli immigrati dai loro barconi e portarli in salvo nei porti italiani. Gli immigrati poi venivano incanalati nella fitta rete di centri di accoglienza e case alloggio tutte gestite da cooperative private, che sono andati ad aggiungersi, come nel caso della periferia romana, ai già esistenti