Roberto Riviello' Post

Il genio italiano

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Nella classifica europea dell’ innovazione l’ Italia si colloca esattamente a metà strada; in cima ci sono Svezia, Germania e Irlanda, in fondo Lettonia, Lituania e Bulgaria.

Il grafico sintetizza con grande chiarezza la condizione di crisi nella quale è attualmente arenato il nostro Paese. Non si tratta solo di questo, è vero, sappiamo tutti che i nostri guai provengono anche dall’ eccessiva burocrazia, da un sistema di leggi complicatissimo, dalla tassazione predatoria e, dulcis in fundo, da una classe politica spesso incompetente e talvolta ladrona.

Diciamo allora, con una sola parola, che la questione numero uno sono le regole che vanno riviste completamente ed aggiornate.

Ma al secondo posto in ordine di importanza troviamo sicuramente la questione dell’innovazione, ovvero quella capacità di


Fine del patto generazionale

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C’ era una volta la lotta classe, che nei vecchi libri di storia ci veniva spiegata come un eterno conflitto tra gli sfruttati e gli sfruttatori, i servi e i padroni, gli operai e gli imprenditori. A parte qualche sindacalista sfegatato e qualche nostalgico del Muro di Berlino, ormai nessuno parla più di lotta di classe, soprattutto da quando è arrivata la crisi e gli imprenditori non se la cavano meglio dei loro dipendenti, tanto è vero che molti di loro in questi ultimi anni hanno tirato giù il bandone e talvolta persino deciso di farla proprio finita.

Ma anche se si è assopita la lotta tra le classi, non si può certo dire che la nostra società si sia


Proibire non sempre è virtù

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Uno sceneggiato da poco trasmesso dalla Rai ci ha ricordato come la questione della prostituzione femminile (non) fu risolta dalla legge voluta con fermezza dalla senatrice socialista Lina Merlin.

Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, le celebri “case chiuse” che avevano prosperato sin dai tempi del Regno d’ Italia, ispirando persino il Maestro del cinema italiano Federico Fellini e trovando un difensore agguerrito in Indro Montanelli, vennero proibite con il risultato che le prostitute si riversarono lungo le strade delle periferie cittadine sotto il controllo della criminalità organizzata.

Da allora il panorama della prostituzione italiana non è molto cambiato, anzi si è arricchito grazie al fenomeno dell’immigrazione clandestina, per cui l’ offerta che ora viene proposta ai clienti


Gulliver alla Leopolda

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Sabato pomeriggio, alla Leopolda, è salito sul palco un simpatico signore con una cravatta coloratissima e le maniche della camicia rivoltate in perfetto stile “democrat”, che ha raccontato una storia affascinante e alla fine si è meritatamente preso un sacco di applausi dalla platea.

Era la storia di Gulliver, il protagonista del celebre libro di Jonathan Swift, che durante il suo primo viaggio per mare naufraga e poi si salva perché arriva sulla spiaggia di un’ isola sconosciuta. Svenuto per la fatica, quando poi si sveglia si ritrova disteso, legato mani e piedi, immobilizzato. Sono stati i Lilliput, minuscoli abitanti dell’ isola, a legarlo come un salame, perché spaventati dalla sua gigantesca statura.

La storia sicuramente tutti la conoscono, almeno


No ai reati di opinione

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Uno dei libri che mi ha segnato più in profondità e che tuttora continua ad emozionarmi fino alle lacrime è “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Una delle esperienze più importanti della mia vita è stata la visita del lager di Mathausen guidata da un ex internato, pratese, figlio di un partigiano, che ci mostrò tutti gli strumenti di tortura usati dai nazisti e, per finire, ci chiuse per qualche minuto nello stanzone dove venivano gasati gli ebrei.

Uno dei luoghi di Firenze che visito sempre volentieri in occasione di qualche mostra o concerto è la Sinagoga, perché apprezzo moltissimo la cultura ebraica in tutte le sue forme.

Della Shoah penso solo una cosa: che sia stato il Male assoluto,


Giustizia per tutti

carceri affollate

Quando nella cella di un carcere sono rinchiusi il doppio dei detenuti che quella cella potrebbe e dovrebbe contenere, ebbene non si tratta più della giusta pena inflitta a chi ha commesso un reato, ma si sta sfiorando il limite della tortura.

È questo, in sintesi, il contenuto della sentenza dell’ Unione Europea del 28 maggio 2013 che ha messo in mora l’ Italia, invitandola ad agire al più presto se non vuole ricevere una seconda condanna nel tempo di un anno. Ed il rischio per lo Stato sarebbe quello di vedere accolte centinaia e forse migliaia di ricorsi per risarcimento danni per le condizioni dei detenuti, ciascuno dei quali intorno ai 100.000 euro: un’ altra salassata per i conti pubblici che


E adesso cerchiamo di ragionare

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La tragedia degli immigrati africani morti annegati a decine nel mare limpido di Lampedusa si è appena conclusa. L’ emozione e il cordoglio hanno naturalmente coinvolto tutti. Gli italiani non sono certo rimasti indifferenti e il lutto si è esteso a tutta la nazione.

In modo particolare i lampedusani hanno coraggiosamente onorato l’ antica legge del mare che impone ai naviganti di prestare soccorso a chiunque, sempre, anche a rischio della propria vita. Perché il valore della vita umana è universale, è il bene supremo, dà senso all’esistenza di tutti noi. E chi va per mare, lo comprende forse meglio di chiunque altro.

Ma gli uomini sono esseri razionali e, dopo avere pianto, devono chiedersi cosa fare e devono cercare


Processo al Mulino Bianco

Barilla

Che aveva detto Guido Barilla, in un’intervista radiofonica, di così offensivo da scatenare la reazione furiosa delle varie organizzazioni gay, che hanno minacciato un boicottaggio internazionale della pasta Barilla e persino dei biscottini e merendine del Mulino Bianco?

Quale tabù della società contemporanea, ormai chiaramente dominata da un laicismo illiberale, è andato a sfruculiare, al punto da meritarsi un vero e proprio processo mediatico che poi lo ha costretto alle scuse pubbliche, in perfetto stile da abiura galileiana?

La questione è molto semplice e credo sia utile ricordarla: il signor Barilla ha candidamente ammmesso che, pur rispettando personalmente ogni tipo di preferenza sessuale, per la pubblicità del suo brand lui sceglierà sempre il modello di famiglia tradizionale: babbo, mamma e figli.

Ora,


Gino Bartali, Giusto tra le nazioni

Bartali

Mentre a Firenze si corrono i Mondiali di ciclismo e tra i fiorentini è ancora acceso il dibattito sull’opportunità o meno di ospitare questo grande evento sportivo nel cuore della città, arriva una di quelle notizie folgoranti che gli antichi credevano fossero trasportate da messaggeri alati.

Gino Bartali, il campione fiorentino più amato di tutti i tempi, il vincitore di tre Giri d’ Italia e due Tour de France, uno dei Maestri del ciclismo universalmente riconosciuto, è diventato adesso un “Giusto tra le nazioni” ed il suo nome è stato scolpito sul muro sacro del museo Yad Vashem a Gerusalemme, insieme ai nomi di tutti coloro che, pur non essendo ebrei, hanno salvato la vita ad almeno un ebreo durante


La Tav di Firenze e il “gioco di squadra”

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Personalmente ho sempre visto l’ Alta velocità come un segno notevole del progresso e della tecnologia. Viaggiare, spostare merci in tempi sempre più rapidi è stata una grande conquista dell’ Europa moderna, fin dai tempi della Rivoluzione industriale e delle prime linee ferroviarie. Anche perché, con le persone e le merci, viaggiano le idee e le innovazioni.

Il più importante movimento artistico italiano del Novecento, il Futurismo, esaltava le macchine perché ne intuiva la portata culturale, oltre che la loro funzione economica e sociale. A Marinetti piaceva molto guidare una Isotta Fraschini oppure spostarsi in treno tra Milano e Parigi: per lui la velocità era sinonimo di cambiamento e, quindi, indispensabile in una società veramente moderna.

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