Roberto Riviello' Post

Un discorso appassionato

Napolitano 2013

Dopo il tradizionale stacchetto musicale sulle note dell’ inno di Mameli, Giorgio Napolitano ha cambiato strada e, per iniziare il discorso di fine anno, ha scelto di far parlare la vox populi attraverso alcune lettere di gente comune che raccontavano benissimo lo spirito del tempo, di questo tempo così difficile.

Il Presidente degli italiani ascolta e interpreta il malessere diffuso ma, a differenza dei leader populisti che soffiano sul fuoco e sulla disperazione, trova parole leopardiane come “fratellanza” e “solidarietà nazionale” per indicare la via che ci porterà fuori dalla crisi.

La crisi che stiamo vivendo è così grave e distruttiva che soltanto attraverso uno sforzo di tutti gli italiani sarà possibile superarla. Come a dire: o ci salviamo tutti


Quando la scuola dà lavoro agli studenti

saffi

Nel grigiore del panorama scolastico italiano, questa è davvero una notizia sorprendente che ci mette di buon umore: l’ Istituto alberghiero di Firenze “Aurelio Saffi” abbandona la via dell’insegnamento tradizionale e, tramite un’ apposita fondazione, si trasforma in impresa dando vita ad un ristorante vero e proprio, “La prova del Nove”, situato in via dei Conti 9, dove lavorano solo suoi studenti ed ex-studenti.

Non si tratta di una semplice novità, bensì di una vera e propria rivoluzione che infrange il tabù radicatosi ormai da qualche decennio nel nostro Paese, contribuendo non poco alla creazione di quel mostruoso tasso di disoccupazione giovanile intorno al 40%, per cui scuola e mondo del lavoro dovevano essere due compartimenti stagni, rigidamente divisi da


Il mito infranto dello ius soli

immigration

Chi l’ avrebbe mai pensato che la più radicale critica al mito dello ius soli sarebbe arrivata da un politologo di fama internazionale e notoriamente non di destra, come il professor Giovanni Sartori il quale, pochi giorni fa, ha dichiarato in un’intervista al programma radiofonico La Zanzara che concedere automaticamente la cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia “sarebbe un disastro in un Paese con altissima disoccupazione: aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade”.

L’ illustre politologo non si è fermato qui, anzi, subito dopo, ha rincarato la dose dicendo che quella dello ius soli “come idea è demente perché è tipica dei paesi sottopopolati che vogliono una nuova popolazione: sarebbe l’ ultimo colpo


I kriminal-capitalisti cinesi

lavoro cinese

In Inghilterra, all’ inizio della Rivoluzione industriale, la vita degli operai nelle fabbriche e nelle miniere era quasi un inferno: giornate di lavoro di 12-14 ore, salari bassissimi, condizioni ambientali pessime, assenze per malattia che non erano ammesse e figuriamoci poi le ferie.

Se ci aggiungiamo quell’ autentica tragedia che fu il lavoro minorile, visto che i bambini erano utilizzati per entrare nei cunicoli più stretti delle miniere di carbone a rischio della loro vita, il quadro si tinge di cupe colorazioni.

Fu proprio per mettere delle regole al mondo della nascente industria e garantire i diritti dei lavoratori, che il Parlamento inglese fece ben presto delle leggi giuste ed efficaci, come il Factory Act del 1833 che servì


Un nuovo Piano Marshall

marshall

Quando finì la seconda guerra mondiale, i paesi europei, sia vinti che vincitori, ne uscirono praticamente con le ossa rotta. Dopo la distruzione dell’ industria civile e delle principali infrastrutture, l’ orizzonte che si profilava non era certo roseo e la ripresa sembrava un sogno irrealizzabile.

Fu allora che il governo degli Stati Uniti varò un vasto programma di aiuti economici, che fu poi conosciuto col nome del segretario di Stato George Marshall e che durò dal 1947 al 1951. Le sue conseguenze macroeconomiche furono positive per tutti quei paesi che ne beneficiarono, come la Francia, l’ Italia, la Gran Bretagna e la Germania dell’ Ovest, al punto che durante i due decenni successivi la loro ricchezza complessiva (il Prodotto Interno


Quando si nega la verità storica

rolando rivi

Per negazionismo si intende il tentativo veramente orribile di disconoscere la verità storica dell’ Olocausto, testimoniata non solo da una montagna di documenti fotografici ma dalla voce diretta dei superstiti ebrei, prigionieri politici, ex-militari deportati.

Oltre al negazionismo vero e proprio, esiste poi un altro atteggiamento falsificatore e vergognosamente ipocrita, che è quello di provare a rimuovere o tacere i fatti storici che risultano imbarazzanti per la propria parte politica, come succede quando si parla dei crimini commessi da alcune formazioni partigiane nell’ambito della Resistenza.

Entrambi i casi andrebbero condannati dal punto di vista intellettuale (non certo penale) e combattuti sempre con le sole armi dell’ educazione e dello studio della storia. Qui entra in ballo il ruolo fondamentale


Il genio italiano

vespa

Nella classifica europea dell’ innovazione l’ Italia si colloca esattamente a metà strada; in cima ci sono Svezia, Germania e Irlanda, in fondo Lettonia, Lituania e Bulgaria.

Il grafico sintetizza con grande chiarezza la condizione di crisi nella quale è attualmente arenato il nostro Paese. Non si tratta solo di questo, è vero, sappiamo tutti che i nostri guai provengono anche dall’ eccessiva burocrazia, da un sistema di leggi complicatissimo, dalla tassazione predatoria e, dulcis in fundo, da una classe politica spesso incompetente e talvolta ladrona.

Diciamo allora, con una sola parola, che la questione numero uno sono le regole che vanno riviste completamente ed aggiornate.

Ma al secondo posto in ordine di importanza troviamo sicuramente la questione dell’innovazione, ovvero quella capacità di


Fine del patto generazionale

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C’ era una volta la lotta classe, che nei vecchi libri di storia ci veniva spiegata come un eterno conflitto tra gli sfruttati e gli sfruttatori, i servi e i padroni, gli operai e gli imprenditori. A parte qualche sindacalista sfegatato e qualche nostalgico del Muro di Berlino, ormai nessuno parla più di lotta di classe, soprattutto da quando è arrivata la crisi e gli imprenditori non se la cavano meglio dei loro dipendenti, tanto è vero che molti di loro in questi ultimi anni hanno tirato giù il bandone e talvolta persino deciso di farla proprio finita.

Ma anche se si è assopita la lotta tra le classi, non si può certo dire che la nostra società si sia


Proibire non sempre è virtù

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Uno sceneggiato da poco trasmesso dalla Rai ci ha ricordato come la questione della prostituzione femminile (non) fu risolta dalla legge voluta con fermezza dalla senatrice socialista Lina Merlin.

Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, le celebri “case chiuse” che avevano prosperato sin dai tempi del Regno d’ Italia, ispirando persino il Maestro del cinema italiano Federico Fellini e trovando un difensore agguerrito in Indro Montanelli, vennero proibite con il risultato che le prostitute si riversarono lungo le strade delle periferie cittadine sotto il controllo della criminalità organizzata.

Da allora il panorama della prostituzione italiana non è molto cambiato, anzi si è arricchito grazie al fenomeno dell’immigrazione clandestina, per cui l’ offerta che ora viene proposta ai clienti


Gulliver alla Leopolda

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Sabato pomeriggio, alla Leopolda, è salito sul palco un simpatico signore con una cravatta coloratissima e le maniche della camicia rivoltate in perfetto stile “democrat”, che ha raccontato una storia affascinante e alla fine si è meritatamente preso un sacco di applausi dalla platea.

Era la storia di Gulliver, il protagonista del celebre libro di Jonathan Swift, che durante il suo primo viaggio per mare naufraga e poi si salva perché arriva sulla spiaggia di un’ isola sconosciuta. Svenuto per la fatica, quando poi si sveglia si ritrova disteso, legato mani e piedi, immobilizzato. Sono stati i Lilliput, minuscoli abitanti dell’ isola, a legarlo come un salame, perché spaventati dalla sua gigantesca statura.

La storia sicuramente tutti la conoscono, almeno