Roberto Riviello' Post

Processo al Mulino Bianco

Barilla

Che aveva detto Guido Barilla, in un’intervista radiofonica, di così offensivo da scatenare la reazione furiosa delle varie organizzazioni gay, che hanno minacciato un boicottaggio internazionale della pasta Barilla e persino dei biscottini e merendine del Mulino Bianco?

Quale tabù della società contemporanea, ormai chiaramente dominata da un laicismo illiberale, è andato a sfruculiare, al punto da meritarsi un vero e proprio processo mediatico che poi lo ha costretto alle scuse pubbliche, in perfetto stile da abiura galileiana?

La questione è molto semplice e credo sia utile ricordarla: il signor Barilla ha candidamente ammmesso che, pur rispettando personalmente ogni tipo di preferenza sessuale, per la pubblicità del suo brand lui sceglierà sempre il modello di famiglia tradizionale: babbo, mamma e figli.

Ora,


Gino Bartali, Giusto tra le nazioni

Bartali

Mentre a Firenze si corrono i Mondiali di ciclismo e tra i fiorentini è ancora acceso il dibattito sull’opportunità o meno di ospitare questo grande evento sportivo nel cuore della città, arriva una di quelle notizie folgoranti che gli antichi credevano fossero trasportate da messaggeri alati.

Gino Bartali, il campione fiorentino più amato di tutti i tempi, il vincitore di tre Giri d’ Italia e due Tour de France, uno dei Maestri del ciclismo universalmente riconosciuto, è diventato adesso un “Giusto tra le nazioni” ed il suo nome è stato scolpito sul muro sacro del museo Yad Vashem a Gerusalemme, insieme ai nomi di tutti coloro che, pur non essendo ebrei, hanno salvato la vita ad almeno un ebreo durante


La Tav di Firenze e il “gioco di squadra”

lorenzetti

Personalmente ho sempre visto l’ Alta velocità come un segno notevole del progresso e della tecnologia. Viaggiare, spostare merci in tempi sempre più rapidi è stata una grande conquista dell’ Europa moderna, fin dai tempi della Rivoluzione industriale e delle prime linee ferroviarie. Anche perché, con le persone e le merci, viaggiano le idee e le innovazioni.

Il più importante movimento artistico italiano del Novecento, il Futurismo, esaltava le macchine perché ne intuiva la portata culturale, oltre che la loro funzione economica e sociale. A Marinetti piaceva molto guidare una Isotta Fraschini oppure spostarsi in treno tra Milano e Parigi: per lui la velocità era sinonimo di cambiamento e, quindi, indispensabile in una società veramente moderna.

Per


Il volto normale dell’ eroismo

eleonora cantamessa

Chissà perché quando parliamo di eroi, la mente corre subito a quelle immagini un po’ esagerate o a quelle frasi edulcorate tramandateci nei libri di storia. Come per un riflesso condizionato inculcatoci sui banchi di scuola, gli eroi non possono che avere combattuto grandi battaglie, sconfitto nemici più potenti e numerosi di loro, oppure conquistato paesi e terre lontane. Da qui tutta una serie di soprannomi che ormai sono stampati per sempre nell’immaginario collettivo, tra i quali “l’ eroe dei due mondi” è quello che forse più di tutti brilla per fantasia e per retorica.

E’ stato con l’ 11 settebre 2001 che abbiamo scoperto una nuova specie di eroi, dai volti normali: i vigili del fuoco di New York,


Un discutibile Premio Nobel per la pace

President_Barack_Obama

Quando nel novembre 2008 Obama divenne il 44° presidente degli Stati Uniti, il mondo intero, non solo il popolo americano, si aspettava che avrebbe operato secondo il programma da lui sbandierato in campagna elettorale, il quale aveva tra i punti principali il disimpegno rapido dal Medio Oriente, ovvero la exit strategy. Ne erano tutti così convinti che persino a Stoccolma si affrettarono ad assegnargli, pochi mesi dopo la sua elezione, il prestigioso Premio Nobel per la pace con la seguente motivazione: per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli.

Sappiamo bene cosa poi successe: la guerra in Iraq non finì subito, le truppe in Afghanistan furono aumentate per fronteggiare i talebani sempre


12 referendum per accelerare le riforme

referendum radicali

Nelle sedi dei Comuni o, se siete fortunati, sui banchini del Partito radicale nelle piazze delle nostre città si può firmare per 12 quesiti referendari che toccano dei punti nevralgici in cui il nostro Paese è rimasto maledettamente indietro. Ovviamente ciascuno è libero di scegliere se mettere la propria firma su tutti o solo su alcuni; io stesso ho firmato i primi dieci ma non gli ultimi due che sostanzialmente vorrebbero modificare una parte dell’ attuale legge sull’immigrazione.

Perché sono così importanti questi referendum e perché è necessario sostenerli?

Prima di rispondere a questa domanda, però, vediamo di capire di cosa si tratta: ci sono una serie di quesiti sulla cosiddetta “Giustizia giusta” che prevedono l’introduzione della responsabilità civile e della


Quando gli immigrati contestano il ministro Kyenge

kyenge

A Isola Capo Rizzuto in Calabria si trova il centro di accoglienza per immigrati extracomunitari più grande d’ Europa. Tutti loro sono arrivati in Italia clandestinamente e sono destinati, dunque, all’ espulsione; a meno che venga accertata la condizione di rifugiati, cosa sempre più improbabile visto che in Libia, Kenya, Niger, Senegal non è in corso alcuna guerra.

L’ Italia meridionale è per la sua natura geografica la porta d’ ingresso privilegiata per l’ Europa ed è qui che la recente ondata di sbarchi sta destando maggiore preoccupazione tra la popolazione locale, non solo per motivi di ordine pubblico ma anche per un’ evidente questione di tipo sanitario.

Il Ministro dell’ integrazione Kyenge ha saggiamente pensato di recarsi a vedere con i propri


La mentalità liberale

blog 5

dolomiti

Per capire che cosa significa essere un liberale, ci sono ovviamente i testi classici, come “Una società aperta e i suoi nemici” di K. Popper o “La via della libertà” di von Hayek. Ma a volte un’ autentica lezione di liberalismo può arrivare inaspettatamente, in un contesto che magari ha niente a vedere con la politica o l’ economia.

Può succedere, infatti, che durante una vacanza estiva nella verdissima val di Fassa si decida di fare un percorso naturalistico sul Buffaure (m. 2020) guidati da un esperto botanico, Luigi Boninsegna, curatore del museo di Scienze naturali “Giacomo Bresadola” di Trento, e allora si avrà la magnifica opportunità di ricevere informazioni dettagliate sulla flora alpina insieme a nozioni


Una strana idea di Giustizia

monte dei paschi

Mentre, da un lato, le procure milanesi, le Corti d’ appello e per finire l’ alta Corte di Cassazione si sono adoperate con passione, scrupolosità e celerità per assicurare alla giustizia l’ imputato Silvio Berlusconi (da ieri condannato per frode fiscale in via definitiva non sulla base di prove dirette, ma solo in virtù del principio per cui “non poteva non sapere”); da un’ altra parte stiamo assistendo, come su un doppio schermo televisivo, al ridimensionamento o meglio all’ annacquamento del processo contro l’ ex-vertice del Monte dei Paschi di Siena, accusato per ora soltanto di insider trading, ovvero di aver fornito informazioni riservate sull’ acquisto di Antonveneta al sindaco di Siena, Maurizio Cenni, e al presidente della


Solo diritti e niente doveri

immigrati

Mi scrive una lettrice di Controcorrente raccontandomi un episodio che l’ha toccata personalmente ma che sappiamo essere frequente ai nostri tempi: un ragazzo marocchino parcheggia la macchina sul marciapiede vicino alla Cappella della quale lei è devota, la ragazza gli chiede di spostare la macchina, lui risponde male e si decide a parcheggiare altrove solo quando lei sta chiamando i vigili. Ma prima le dice: “Qui siamo in Italia, non in Germania”.

Che non siano solo gli immigrati a parcheggiare sui marciapiedi o in doppia fila, questo purtroppo è notorio ed è inutile ribadirlo.

Quello che, invece, mi preme approfondire è proprio la frase finale: “Qui siamo in Italia, non in Germania”. Il ragazzo nordafricano ha sintetizzato ed espresso benissimo tutta una