Roberto Riviello' Post

Napolitano annuncia la fine dell’ austerity

parlamento europe lega

Questa volta il Presidente ha parlato chiaro chiaro davanti all’ emiciclo del Parlamento europeo e ha detto quello che ormai gli italiani sanno benissimo perché l’ hanno sperimentato negli ultimi anni: con la politica dell’ austerità si muore.

E per questo non si capisce perché i deputati leghisti lo abbiano sonoramente contestato col solito loro stile rustico-padano. Certamente Napolitano non si è sognato di lanciare proclami contro l’ euro e l’ Europa, anzi da vecchio europeista ne ha difeso i valori fodativi, ma il concetto l’ ha espresso benissimo e il messaggio è arrivato lo stesso. Basta con l’ austerity: per l’Italia è il momento di cambiare rotta e (questo è il sottotesto) di contrattare nuove regole e


Il decreto Bankitalia: un altro Porcellum

banca italia

Alberto Bisin, professore di economia presso la New York University, l’ ha definito proprio così, “una porcata”, il provvedimento appena approvato con cui la Banca d’ Italia aumenta il proprio capitale a beneficio dei suoi azionisti, che sono soprattutto banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, BNL, Gruppo Generali eccetera), le quali riceveranno per questo dei cospicui dividendi. Esattamente, il capitale di Bankitalia sarà rivalutato da 156 mila a 7,5 miliardi di euro.

Sulla questione si è scatenata alla Camera la protesta furiosa e scomposta dei deputati grillini, subito dopo trasformatasi nella bagarre contro la nuova legge elettorale, e che quindi si è praticamente dissolta nel caos vergognoso a cui tutti gli italiani hanno assistito grazie ai telegiornali.

Per capire


Electro-dux

electrolux

La proposta dell’ Electrolux, la multinazionale svedese degli elettrodomestici, suona più come un diktat e ha il sapore della provocazione: per salvare i quattro stabilimenti italiani, bisogna che i lavoratori accettino paghe dimezzate, come quelle che si ricevono in una fabbrica simile in Polonia, dove però il costo della vita è molto inferiore e soprattutto ancora circola la moneta nazionale.

Insomma, la trappola della globalizzazione ( e dell’ euro) si manifesta ancora una volta in tutta la sua cruda realtà e mette i sindacati italiani nella condizione di spettatori ed evocatori del fantasma dell’ interventismo statale, per non parlare poi del Ministro del (sotto)sviluppo Zanonato che è una vera e propria nullità nel governo Letta, al punto da essersi meritato la richiesta


Il capitale dis-umano

cap

“Avete scommesso sulla rovina di questo paese, e avete vinto” sono le parole cruciali e la “morale” dell’ ultimo bel film di Virzì, “Il capitale umano”. A pronunciarle è la moglie del finanziere brianzolo, gestore di un fondo d’ investimento che promette rendimenti sul 40%, e nella cui rete cascano in tanti, tutti attirati dal miracolo della speculazione, dalla frenesia dell’ alta finanza, dalla cupidigia della ricchezza facile, rapida e senza fatica.

Praticamente, è la filosofia del sistema economico che ha prodotto la grande crisi del 2008 e che ha nei banchieri-tecnocrati di Bruxelles e Francoforte il suo principale centro di potere europeo.

Da quando la finanza ha preso il sopravvento sull’ economia reale, il concetto di ricchezza si è orribilmente


La peggio gioventù

calabresi

Prima con “Il commissario” e adesso con “Il giudice”, la RAI ha mandato in onda due pregevoli sceneggiati (un altro seguirà) che finalmente raccontano senza reticenze la storia italiana a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, quel periodo che vide dilagare la violenza del Movimento studentesco nelle università e la trasformazione delle sue frange più radicali nel famigerato partito della lotta armata.

Ma se gli azzoppamenti, gli omicidi e i sequestri venivano eseguiti con spietata freddezza dai militanti delle Brigate Rosse, come appare chiaro nella storia del rapimento del giudice Mario Sossi, il terreno della violenza era già stato arato e seminato in precendenza da tutti quei gruppi della cosiddetta “sinistra extra-parlamentare”, che in quegli anni


Un discorso appassionato

Napolitano 2013

Dopo il tradizionale stacchetto musicale sulle note dell’ inno di Mameli, Giorgio Napolitano ha cambiato strada e, per iniziare il discorso di fine anno, ha scelto di far parlare la vox populi attraverso alcune lettere di gente comune che raccontavano benissimo lo spirito del tempo, di questo tempo così difficile.

Il Presidente degli italiani ascolta e interpreta il malessere diffuso ma, a differenza dei leader populisti che soffiano sul fuoco e sulla disperazione, trova parole leopardiane come “fratellanza” e “solidarietà nazionale” per indicare la via che ci porterà fuori dalla crisi.

La crisi che stiamo vivendo è così grave e distruttiva che soltanto attraverso uno sforzo di tutti gli italiani sarà possibile superarla. Come a dire: o ci salviamo tutti


Quando la scuola dà lavoro agli studenti

saffi

Nel grigiore del panorama scolastico italiano, questa è davvero una notizia sorprendente che ci mette di buon umore: l’ Istituto alberghiero di Firenze “Aurelio Saffi” abbandona la via dell’insegnamento tradizionale e, tramite un’ apposita fondazione, si trasforma in impresa dando vita ad un ristorante vero e proprio, “La prova del Nove”, situato in via dei Conti 9, dove lavorano solo suoi studenti ed ex-studenti.

Non si tratta di una semplice novità, bensì di una vera e propria rivoluzione che infrange il tabù radicatosi ormai da qualche decennio nel nostro Paese, contribuendo non poco alla creazione di quel mostruoso tasso di disoccupazione giovanile intorno al 40%, per cui scuola e mondo del lavoro dovevano essere due compartimenti stagni, rigidamente divisi da


Il mito infranto dello ius soli

immigration

Chi l’ avrebbe mai pensato che la più radicale critica al mito dello ius soli sarebbe arrivata da un politologo di fama internazionale e notoriamente non di destra, come il professor Giovanni Sartori il quale, pochi giorni fa, ha dichiarato in un’intervista al programma radiofonico La Zanzara che concedere automaticamente la cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia “sarebbe un disastro in un Paese con altissima disoccupazione: aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade”.

L’ illustre politologo non si è fermato qui, anzi, subito dopo, ha rincarato la dose dicendo che quella dello ius soli “come idea è demente perché è tipica dei paesi sottopopolati che vogliono una nuova popolazione: sarebbe l’ ultimo colpo


I kriminal-capitalisti cinesi

lavoro cinese

In Inghilterra, all’ inizio della Rivoluzione industriale, la vita degli operai nelle fabbriche e nelle miniere era quasi un inferno: giornate di lavoro di 12-14 ore, salari bassissimi, condizioni ambientali pessime, assenze per malattia che non erano ammesse e figuriamoci poi le ferie.

Se ci aggiungiamo quell’ autentica tragedia che fu il lavoro minorile, visto che i bambini erano utilizzati per entrare nei cunicoli più stretti delle miniere di carbone a rischio della loro vita, il quadro si tinge di cupe colorazioni.

Fu proprio per mettere delle regole al mondo della nascente industria e garantire i diritti dei lavoratori, che il Parlamento inglese fece ben presto delle leggi giuste ed efficaci, come il Factory Act del 1833 che servì


Un nuovo Piano Marshall

marshall

Quando finì la seconda guerra mondiale, i paesi europei, sia vinti che vincitori, ne uscirono praticamente con le ossa rotta. Dopo la distruzione dell’ industria civile e delle principali infrastrutture, l’ orizzonte che si profilava non era certo roseo e la ripresa sembrava un sogno irrealizzabile.

Fu allora che il governo degli Stati Uniti varò un vasto programma di aiuti economici, che fu poi conosciuto col nome del segretario di Stato George Marshall e che durò dal 1947 al 1951. Le sue conseguenze macroeconomiche furono positive per tutti quei paesi che ne beneficiarono, come la Francia, l’ Italia, la Gran Bretagna e la Germania dell’ Ovest, al punto che durante i due decenni successivi la loro ricchezza complessiva (il Prodotto Interno