Roberto Riviello' Post

Una strana idea di Giustizia

monte dei paschi

Mentre, da un lato, le procure milanesi, le Corti d’ appello e per finire l’ alta Corte di Cassazione si sono adoperate con passione, scrupolosità e celerità per assicurare alla giustizia l’ imputato Silvio Berlusconi (da ieri condannato per frode fiscale in via definitiva non sulla base di prove dirette, ma solo in virtù del principio per cui “non poteva non sapere”); da un’ altra parte stiamo assistendo, come su un doppio schermo televisivo, al ridimensionamento o meglio all’ annacquamento del processo contro l’ ex-vertice del Monte dei Paschi di Siena, accusato per ora soltanto di insider trading, ovvero di aver fornito informazioni riservate sull’ acquisto di Antonveneta al sindaco di Siena, Maurizio Cenni, e al presidente della


Solo diritti e niente doveri

immigrati

Mi scrive una lettrice di Controcorrente raccontandomi un episodio che l’ha toccata personalmente ma che sappiamo essere frequente ai nostri tempi: un ragazzo marocchino parcheggia la macchina sul marciapiede vicino alla Cappella della quale lei è devota, la ragazza gli chiede di spostare la macchina, lui risponde male e si decide a parcheggiare altrove solo quando lei sta chiamando i vigili. Ma prima le dice: “Qui siamo in Italia, non in Germania”.

Che non siano solo gli immigrati a parcheggiare sui marciapiedi o in doppia fila, questo purtroppo è notorio ed è inutile ribadirlo.

Quello che, invece, mi preme approfondire è proprio la frase finale: “Qui siamo in Italia, non in Germania”. Il ragazzo nordafricano ha sintetizzato ed espresso benissimo tutta una


Dolce, Gabbana e un altro Inquisitore

deolce e gabbana

Dopo tre giorni di chiusura (ma i 200 dipendenti e passa non hanno perso nemmeno un euro di stipendio), i negozi milanesi di Dolce e Gabbana hanno ripreso a lavorare a pieno ritmo. Se poi la guerra verbale che si era scatenata tra i due noti stilisti e l’ assessore al Commercio della giunta Pisapia, Franco D’Alfonso, si sia placata, questo resta ancora da vedersi. Anche perché lo stesso sindaco di Milano è intervenuto personalmente con una intervista a Repubblica chiedendo le scuse dei due “indignati”.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana avevano infatti dichiarato in un comunicato (poi finito sulle vetrine dei loro negozi e su tutti i principali quotidiani) di essersi indignati per l’affermazione dell’ assessore,


Loris Sandrucci artista del sacro

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Al Palazzo Pretorio di Figline sono esposte fino al 28 luglio, in una collettiva, alcune opere vecchie e nuove di Loris Sandrucci, l’ artista che ha innalzato la tecnica del collage a risultati poetici ed espressivi raramente raggiunti prima.

Sono collage che assemblano liberamente materiali plastici contaminandoli con interventi pittorici diretti, ma con una sapienza ed una maestria che sembrano provenire direttamente dalla più nobile tradizione artigianale toscana.

Che da giovane Loris Sandrucci abbia lavorato il vetro, la pelle, il metallo e finanche impastato dolci è una storia ben nota divenuta ormai leggenda metropolitana, che però da sola non spiegherebbe la genesi di un’ arte povera e al tempo stesso così barocca nel dispiegamento di colori, forme e invenzioni.

Per capire


La scuola abbandonata

abbandono scolastico

Gli esami di maturità sono da poco terminati ed è naturalmente subito iniziata l’ analisi dei risultati: quanti promossi, quanti bocciati, quali voti, perché, percome… Discussioni che si ripetono puntualmente tutti gli anni verso la metà di luglio, a conclusione di un rito sempre più obsoleto e, soprattutto, lontano dalla realtà.

Perché la realtà della scuola superiore italiana è molto più grave di quello che appare dai risultati degli esami che comunque si riferiscono solo a coloro i quali, bene o male, sono riusciti a portare a termine il loro percorso di studi.

Ma il dato ufficiale, davvero allarmante dal punto di vista sociale, è che in Toscana la media degli abbandoni scolastici, ovvero degli studenti che si perdono per strada tra


La Cappella tra le cartacce

cappella della mota

La Cappella della Madonna della Mota è un piccolo ma suggestivo monumento, situato in corso Vittorio Veneto a Figline e deve questo nome così curioso probabilmente alla condizione fangosa del terreno sul quale fu edificata.

Le sue particolarità sono la forma esagonale, la cupola con lanterna finestrata ma anche le dimensioni assai ridotte, per cui al suo interno c’è una sola fila di banchi rasente a quattro lati; sul quinto c’è la porta d’ingresso e sul sesto si trova l’altare, sul quale si possono ammirare i resti di un affresco trecentesco raffigurante la Madonna col Bambino.

In quel punto del corso, il marciapiede poi si allarga in un giardinetto dove crescono dei bellissimi alberi di ulivo circondati da un cespuglio di


La decrescita non è felice

la vita agra

La vita agra è un bellissimo romanzo finito ormai nel dimenticatoio dal quale meriterebbe di essere tirato fuori, anche perché potrebbe essere una soluzione ideale per quanti cercano una storia da leggere in vacanza che sia insieme profonda e divertente.

Il suo autore, Luciano Bianciardi, che era nato a Grosseto nel 1922, dopo la guerra si trasferì a Milano, dove svolse per anni un’intensa attività di traduttore di importanti scrittori americani e nel 1962 pubblicò il suo capolavoro, La vita agra, da cui un paio di anni dopo Lizzani ricavò un film con Ugo Tognazzi.

Erano quelli gli anni del boom economico, il cosiddetto miracolo italiano, e Milano ne era sicuramente il centro propulsivo. Il giovane Luciano Bianciardi, come pure il


Lorenzo Bonechi incisore

bonechi

Le incisioni di Lorenzo Bonechi sono in mostra fino al 15 settembre in un luogo che mi è parso la loro cornice ideale: l’abbazia di Soffena a Castelfranco di Sopra. Infatti, percorrendo il corridoio e poi la sala dove le acqueforti e le puntesecche sono state disposte da un intelligente curatore (nonché amorevolmente custodite da Cristina Bonechi), si comprende il legame profondissimo di questo straordinario artista col paesaggio toscano.

Si tratta ovviamente di un paesaggio spiritualizzato e idealizzato, fuori dal tempo e dalla storia, di cui però si possono trovare delle tracce nel presente, in qualche elemento residuale che si è miracolosamente conservato nonostante la travolgente opera dell’uomo moderno.

L’abbazia di Soffena è appunto uno di questi preziosi fossili medievali: edificata sotto lo


Italiani divisi e distratti

silvio processo

Ci risamo: di nuovo le prime pagine di tutti i giornali, persino quelli stranieri, parlano di Lui. Perché è finalmente arrivata la sentenza (ma è solo di primo grado, keep cool) che un’ abbondante metà del popolo italiano aspettava con trepidante fiducia: condanna al carcere e all’interdizione dai pubblici uffici per il Cavaliere.

E che condanna! Sette anni di carcere, uno in più rispetto a quelli chiesti dal Pm. Il Tribunale di Milano ha superato persino la Procura nella gara al miglior Inquisitore: più o meno la stessa pena che era toccata a zio Michele di Avetrana per complicità nell’omicidio della nipotina; più o meno lo stesso carcere che hanno dovuto scontare Scattone e Ferraro, due psicopatici che


Genitore 1 e Genitore 2

famiglia

Nelle scuole francesi stanno per sparire le parole che hanno accompagnato non solo l’infanzia ma buona parte della nostra vita: mamma e papà. Sembra che in seguito alle nuove leggi volute da Hollande, i riferimenti espliciti alle figure genitoriali tradizionali non potranno più essere ammessi nel linguaggio autoritario del politically correct.

Niente più feste della mamma o del papà, dunque, ma solo indicazioni generiche e asessuate dei non ben identificati Genitore 1 e Genitore 2. Perché la nuova idea di famiglia che si sta producendo intende scardinare il principio base della biologia animale: che per procreare ci vogliono un maschio e una femmina.

Sotto la bandiera dei diritti civili, si nasconde il tentativo di manipolazione dell’ essere umano che soltanto i regimi totalitari,