Roberto Riviello' Post

8 settembre 1943: l’ Armistizio

armistizio 8 settembre 1943, alle 19.42, il Maresciallo Pietro Badoglio, nonché capo del governo dopo l’ arresto del Duce, annunciava via radio la resa agli Alleati che avevano “accettato la richiesta” (parole sue). L’ accordo, com’è risaputo, era già stato sottoscritto cinque giorni prima a Cassibile, una frazione di Siracusa, all’ ombra dei secolari ulivi della baronessa Grande e alla presenza del comandante supremo delle forze anglo-americane, Eisenhower, futuro presidente degli Stati Uniti. Badoglio era rimasto a Roma; nella tenda militare era presente il generale Castellano, che firmò l’ accordo in sua vece.

Nel V secolo a. C., sempre a Cassibile, gli Ateniesi comandati da Demostene si erano arresi alla città-stato di Siracusa. Le conseguenze dell’


Giù le mani da Cristoforo Colombo

th Se pensavate che la patria del “politically correct” fosse l’ Italia, dove la presidente della Camera Laura Boldrini vorrebbe cancellare da edifici e monumenti i segni del passato fascista, e gli esponenti dell’ ideologia Lgbt fanno propaganda nelle scuole elementari per insegnare ai bambini le modalità alternative di fare l’ amore, con il consenso di molte maestre e dirigenti scolastici di mentalità “aperta”, sappiate che c’è chi ci batte in quanto a furia iconoclasta.

Non sto parlando dei talebani afghani che fecero esplodere le gigantesche statue di Buddha o dei soldati dell’ Isis che, quando occuparono le città dell’ Iraq e della Siria, si scatenarono contro i reperti preziosissimi e antichissimi delle civiltà mesopotamiche, arrivando ad uccidere il direttore del


Riflessioni di fine estate

rifugiati_tiburtino_III Se il ministro dell’ Interno Marco Minniti, che ha dimostrato di essere l’ esponente di spicco di questo governo per competenza e concretezza, arriva a dire alla Festa dell’ Unità di Pesaro che il fenomeno dell’ imigrazione incontrollata stava per mettere in pericolo la tenuta sociale e democratica dell’ Italia, beh, allora vuol dire che quanti lanciavano gridi d’ allarme e fino a ieri l’ altro venivano regolarmente tacciati di essere xenofobi e razzisti (come il sottoscritto), non avevano proprio tutti i torti.

D’ altra parte gli avvenimenti di questi ultimi scampoli d’ estate, che sembra non volere andarsene, stanno a dimostrare che le parole del Ministro trovano una conferma fattuale.

Pochi giorni fa uno sgombro di occupanti africani


Quella famosa colazione sull’ erba

Colazione-sullerba-Manet-analisi Édouard Manet sapeva benissimo che il suo dipinto inizialmente intitolato “Le Bain” e successivamente noto come “Déjeuner sur l’ herbe” (Colazione sull’ erba) avrebbe suscitato forti reazioni al Salon-Annexe nel maggio 1863, a Parigi. Il quadro, a dirla tutta, provocò un vero scandalo, perché il nudo femminile veniva mostrato in un contesto normale, come quello di un picnic fra amici; senza nessuna motivazione e scusante, dunque, di carattere mitologico o allegorico.

Nessuno si era mai scandalizzato per la “Venere di Urbino” di Tiziano, né per la “Venere dormiente” di Giorgione, in cui si mostravano corpi femminili di potente e provocante sensualità; ma quelli erano la Dea della bellezza, autorizzata dalla storia della letteratura e da


Quando arriva la tempesta

Schermata-2015-02-23-a-12.47.19 “La tempesta “ di Giorgione, risalente ai primi anni del Cinquecento, è un piccolo dipinto ma è considerato uno dei massimi capolavori dell’arte italiana, da sempre contornato da un’ aura di mistero che ne ha esaltato la capacità di fascinazione ed ha stimolato gli studiosi a cercare di interpretarne i possibili significati.

Mentre sullo sfondo troviamo una città sulla quale sta per scatenarsi un temporale, reso evidente dal cielo nuvoloso squarciato da un lampo, in primo piano vediamo due figure chiaramente contrapposte, un uomo e una donna, anche perché separate da un corso d’ acqua. Alla sinistra, l’ uomo, che in mano ha un’ asta e che pertanto è stato identificato come un soldato


Le Ong salvano vite umane?

C9jv7WcXUAAcF_9-720x300-1 “Noi salviamo vite umane”: è quanto ci hanno ripetuto finora i rappresentanti delle Ong (Organizzazioni non governative) che stanno operando ai confini delle acque territoriali libiche per soccorrere i migranti e poi trasportarli nei porti italiani (solo nei porti italiani).

Il sospetto che non fosse tutto così chiaro ed esaltante, era già venuto al pm di Catania Carmelo Zuccaro, un magistrato rispettabilissimo, che aveva dichiarato pubblicamente di avere notizie di reato riguardanti alcune di queste Ong, le quali favorirebbero con la loro opera il traffico di esseri umani, ma non le prove. Contro di lui si accese immediatamente il fuoco incrociato dei media e della politica pro-accoglienza: come si permetteva Zuccaro di infamare l’ operato degli eroici volontari


La tirannia del politically correct

th Che cos’è il “politically correct”? E’ la cultura oggigiorno dominante nei paesi europei (ma non dell’ Est) e nell’ area anglo-americana, che si è tenacemente radicata nelle istituzioni, nei grandi media, nelle università e perfino nelle scuole; che ha stabilito dei principi in origine appartenenti alla tradizione liberale, ma poi li ha trasformati in veri e propri tabù inviolabili, difesi con un linguaggio e una semantica specifici che talvolta rasentano il fanatismo ideologico.

E’ stato così per i diritti civili. All’inizio del secolo scorso ci furono battaglie sacrosante per estendere il diritto di voto alle donne, per garantire il diritto di sciopero ai lavoratori, per combattere le discriminazioni razziali. Nel corso degli ultimi anni, poi, tutto è diventato


I nostri vicini francesi

mattei Facciamo un ripassino di storia: i rapporti dell’ Italia post-risorgimentale con la Libia risalgono ai tempi di Giovanni Giolitti, che ne decise l’ occupazione (1911-1912), strappandola così all’ Impero turco-ottomano e facendola divenire colonia del Regno unito; successivamente fu il Duce a voler estendere la dominazione “imperiale” in quell’area, ma, oltre alla guerra, portò in Tripolitania e Cirenaica anche grandi infrastrutture, come la via Balbia, lunga 1800 chilometri, che ancora oggi esiste e funziona. Intorno agli anni Cinquanta l’ attivismo dell’ ing. Mattei e della sua creatura, l’ Eni, cominciò a suscitare l’ invidia di Francia e Inghilterra: le grandi potenze coloniali europee, ormai sulla via del declino, non potevano accettare che una nazione uscita sconfitta dalla seconda guerra


Non si vietano le idee

eur L’ apologia e la propaganda ai fini della ricostruzione del partito fascista sono un reato previsto dal nostro codice penale già dal 1952 (la cosiddetta legge Scelba). E allora che bisogno c’era di una nuova legge che il suo firmatario, on. Fiano, porterà presto in discussione e votazione alla Camera? Lui dice che oggi ci sono nuovi mezzi di comunicazione che renderebbero la propaganda delle idee mussoliniane molto più pericolosa di un tempo. Ma una cosa sono le idee, che in democrazia non possono mai essere considerate reati, altrimenti è la fine della democrazia; altra cosa sono le azioni, i fatti specifici che possono essere contestati da un magistrato ed eventualmente sanzionati, come la legge esistente già


Numero chiuso, ma non all’ università

matteo Giuro che avrei voluto parlare di qualcos’ altro, magari delle vacanze che stanno arrivando o del romanzo vincitore dell’ ultimo premio Strega, “Le otto montagne”; ma non sono ancora andato al mare e di conseguenza non ho ancora letto il romanzo sotto l’ ombrellone.

Sicché, mio malgrado, mi trovo quasi costretto a riprendere il discorso-tormentone dell’ estate 2017, l’ emergenza immigrazione, anche perché c’ è stato un vertice dei paesi Ue a Tallin, capitale dell’ Estonia, dove sono arrivati dei secchi No da tutti i nostri vicini e cugini (Francia e Spagna incluse) alla richiesta del governo italiano di spalmare gli arrivi dalla Libia su tutti i porti del Mediterraneo.

Quindi, niente da fare: i vertici di questa Ue