Roberto Riviello' Post

Il rischio ragionato

conferenzastampa La data fatidica delle riaperture e della nostra (quasi) liberazione è, dunque, stata annunciata: il 26 aprile. Certamente posticipata di un giorno per non sovrapporla a quell’altra più antica festività liberatoria ed evitare inutili interpretazioni giornalistiche.

Nella conferenza stampa di venerdì sera Mario Draghi ha smontato tutta l’impalcatura rigorista e proibizionista che ha dettato legge nell’anno cupo del governo Conte due (il colpaccio di diventare uno e trino, per fortuna, non gli è riuscito); ed ha teorizzato il “rischio ragionato” che gli italiani dovranno serenamente assumersi nelle prossime settimane, durante le quali essi riprenderanno gradualmente a svolgere le tradizionali attività comerciali, ristorative, culturali, sportive e ricreative.

Accanto a lui, il ministro Roberto Speranza ha fatto buon viso (si fa


Gli italiani tra rabbia e malinconia

manifestazione Le immagini viste in questi giorni di uomini e donne che manifestano davanti a Montecitorio con impeto e una discreta carica di aggressività (al punto da provocare il ferimento di un poliziotto), sono la testimonianza che un pericoloso sentimento si sta diffondendo tra di noi: la rabbia.

E la presenza di un manifestante con la faccia dipinta e in testa le corna del bisonte, in stile sciamano pellirosse, come pure di un gruppetto di estremisti di Casa Pound, non sta certo a significare che quelle persone vogliano imitare i suprematisti americani che hanno dato l’assalto a Capitol Hill, pensando di impedire la nomina del presidente Joe Biden.

La folla arrabbiata a Roma è composta principalmente da gente sana di


La pietà di Enea

enea Sul Corriere della Sera di giovedì 25 marzo, il noto scrittore Antonio Scurati ha interpretato il racconto virgiliano della fuga di Enea da Troia, mentre questa brucia e viene devastata dai Greci, attualizzandolo ma non in modo spregiudicato come altri avevano fatto prima di lui (Saviano, giusto per citarne uno) e che avevano definito il guerriero troiano un profugo, un migrante ante litteram.

Restando comunque aderente al testo dell’Eneide e rispettoso dei suoi autentici significati, Scurati descrive l’immagine celebrata in numerosi gruppi scultorei di epoca romana nonché in uno dei capolavori di Bernini conservato nella Galleria Borghese, dove Enea si carica sulle spalle il vecchio padre Anchise e porta in salvo anche il figlio Ascanio.

Vista con gli occhi dei


La strana vicenda di AstraZeneca

astrazeneca Nella conferenza stampa di venerdì, Mario Draghi ha annunciato che presto si vaccinerà, come ha già fatto suo figlio in Inghilterra, col farmaco di AstraZeneca. Sabato mattina, davanti alle tivù, si sono scoperti il braccio e fatti iniettare il vaccino anglo-svedese il commissario all’emergenza covid Paolo Figliuolo e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

Conoscendo i miei compatrioti, non so se questo basterà a rassicurarli sulla bontà del vaccino AstraZeneca, la cui somministrazione è stata stoppata per quattro lunghi giorni in mezza Europa e poi nuovamente autorizzata dall’ente regolatorio Ema.

Pare che Francesco Totti diventerà il testimonial del vaccino meno amato di tutti, e allora sì che vedremo le code di persone allungarsi davanti ai centri


I Parigini

Letta A rivedere le immagini di Enrico Letta sui giornali e le tivù, mi è tornato in mente un saggio scritto all’inizio dell’Ottocento da Giovanni Berchet: Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo.

Giovanni Berchet era quello che le nostre antologie definiscono uno scrittore romantico, ed aveva a cuore non solo la letteratura ma anche le sorti della Nazione; tanto che entrò a far parte della Carboneria e trascorse molti anni in esilio perseguitato dagli austriaci.

Scrivendo la “Lettera semiseria”, intendeva spiegare i princìpi della nuova estetica romantica, che ormai andava diffondendosi sempre di più in Europa, e contemporaneamente criticare gli intellettuali classicisti perché rimasti ancorati a delle tradizioni secondo lui antiquate.

Ma che c’entra Enrico Letta con Giovanni Berchet? A mio avviso


Brava Beatrice

beat Beatrice Venezi l’ho vista dirigere un’orchestra qualche anno fa, in un’epoca che ora mi pare lontana, quando si faceva la vita normale e si andava persino a teatro. Fu un concerto bellissimo, la sua direzione di alto livello, nonostante che lei fosse molto giovane.

Ma aveva già quel carisma, quel portamento nobile e quel gesto deciso ed elegante che sono tipici dei grandi direttori d’orchestra.

E’ anche una donna bella e comunicativa, tanto che è stata invitata a fare la co-conduttrice della quarta serata del festival di San Remo, dove si è presentata in un magnifico abito rosso fiammante.

Ed ha fatto scandalo, ma non per la sua mise o la scollatura. Perchè ha osato demolire, proprio dall’alto del prestigioso palcoscenico


Autosufficienza vaccinale

vaccino La parola “autarchia” farà sicuramente storcere il naso a molti, memori di quando il Duce, intorno alla metà degli anni Trenta, varò la politica dell’autosufficienza alimentare; secondo lui necessaria, visto che le nazioni europee avevano deciso l’embargo commerciale contro l’Italia colpevole di aver conquistato l’Etiopia (guai a muovere un dito in Africa senza il consenso di Francia e Inghilterra, autentiche potenze imperialiste dell’epoca).

Ma se l’autarchia nel settore alimentare (che costrinse i nostri nonni a dire addio per quasi un decennio a quella deliziosa bevanda aromatica che in seguito avrebbe ispirato i versi in musica di un grande poeta: Ah che bell’o café/ pure in carcere ‘o sanno fa / Co a ricetta ch’a Ciccirinella / compagno di cella,


C’è finalmente un ministro della Giustizia

marta Una delle scelte più azzeccate di Mario Draghi è stata certamente quella per il ruolo di Guardasigilli affidato a Marta Cartabia, presidente emerita della Corte Costituzionale e giurista notoriamente molto sensibile verso le garanzie e i diritti delle persone.

Il suo predecessore Bonafede era invece un avvocato che, forse unico nella sua categoria professionale, seguiva il noto insegnamento giacobino, diventato poi uno dei comandamenti del giustizialismo italiano a partire dai pm di Mani Pulite fino ai più recenti Fatto Quotidiano e populismo grillino, secondo cui “non esistono innocenti ma solo colpevoli non ancora scoperti”.

Grazie a questa inquietante filosofia antropologica, nel 1793, nella Francia rivoluzionaria, venne promulgata da Robespierre e compagnia bella la famigerata legge sui sospetti, secondo la quale


Per chi suona la campanella

campanella La campanella del passaggio di consegne è finalmente suonata per Giuseppe Conte, anche se purtroppo non ci è stato dato di vedere la sua espressione (amareggiata? schifata? incazzata?) durante la cerimonia, a causa della mascherina. E pazienza.

La legge del passaggio e del contrappasso vale all’Inferno dantesco come a palazzo Chigi: per cui puoi scamparla una volta per il rotto della cuffia come successo in occasione del Conte bis, cambiando il colore della pelle da giallo-verde a giallo-rosso con perfetta nonchalance e camaleontica furbizia; ma poi arriva anche per te l’Uomo del destino (in questo caso inviato dal demiurgo Mattarella); e in un giorno di gelo polare te la toglie di mano la campanella e ti rimanda dalle stelle


Benvenuto Mario Draghi

Mario D. Dopo Giuseppe Conte, il diluvio; o Giuseppe Conte o la fine del mondo. Più o meno erano questi i toni delle dichiarazioni che abbiamo ascoltato, nei giorni della crisi di governo, dai leader grillini e dal segretario del Pd, affiancato da uno strano personaggio, Goffredo Bettini, che si era fatto ibernare dopo la fine del Pci e che recentemente è stato scongelato per fare da consigliere a Zingaretti.

Il Conte ter non ha mai decollato, nonostante la disgustosa campagna acquisti dei senatori “responsabili”. E di conseguenza il Camaleonte si è visto costretto a rassegnare le dimissioni; Grillo inviperito ha lanciato ai suoi seguaci un grido di dolore; e il consigliere comunista di Zingaretti è tornato a