Roberto Riviello' Post

Nuovi miti

der spiegel Il marketing è la disciplina che studia le strategie di vendita dei prodotti, e quindi è un elemento fondamentale dell’economia contemporanea, basata sulla continua innovazione. Le aziende, per continuare a vivere e operare nel mercato globale, devono infatti inventarsi prodotti sempre nuovi e sempre più accattivanti, altrimenti i consumatori scelgono la concorrenza.

Ma questo meccanismo non si applica soltanto alle bibite gassate, gli smartphone, le auto e i surgelati; all’universo, cioè, dei consumi. Ormai il marketing governa anche altri settori della vita sociale che apparentemente non rientrano nel campo dell’economia. Prendiamo, per esempio, la comunicazione politica: anche qui la regola fondamentale del marketing detta legge: i prodotti hanno un ciclo di vita breve e di


Gli anti-italiani

del rio La vicenda della Sea Watch e della sua capitana si è conclusa come avevamo previsto: Carola Rackete se n’è fregata degli ordini ricevuti dalle autorità portuali di Agrigento, ha forzato il blocco e ha fatto una sconsiderata manovra di attracco, rischiando di schiacchiare una motovedetta della Guardia di Finanza con tutto il suo equipaggio. Non a caso l’avevamo precedentemente definita “Carola la corsara”.

Ma lasciamo da parte i risvolti legali di cui si sta occupando la magistratura italiana che speriamo non si lasci intimidire dalle pressioni internazionali dei vari Macron, Angela Merkel e compagnia bella; i quali, dopo avere blindato le frontiere di casa loro, ora vogliono che a fare l’accoglienza sia solo l’Italia.

Vediamo, invece, di


La corsara

Karola Il capitano, o per meglio dire la capitana Karola Rackete della nave Sea Watch che prima si è rifiutata di riportare in Libia una cinquantina di migranti prelevati nel canale di Sicilia, poi non ha accettato neanche l’invito a fare rotta verso il porto sicuro più vicino in Tunisia ed infine ha disobbedito all’ordine delle autorità italiane forzando il blocco navale ed entrando nelle acque dell’isola di Lampedusa, ebbene, come la vogliamo chiamare se non con l’appellativo di “corsara”?

Perché i corsari erano dei capitani di navi inglesi che nel corso del XVI e XVII secolo ricevettero – inizialmente dalla grande regina Elisabetta I, nota come The Virgin – la patente di corsa, ovvero l’autorizzazione ad assaltare i galeoni


Insegnare ad amare la storia

maturità Tra le novità riguardanti l’esame di maturità, quest’anno ce n’è una per me molto spiacevole: l’abolizione della traccia di storia nella prova di lingua italiana.

Dice il ministro dell’Istruzione Bussetti: negli ultimi anni soltanto l’un per cento degli studenti la sceglieva, e quindi l’abbiamo tolta. Il che equivale, come ragionamento, a sostenere che, per risolvere la crisi delle nascite in Italia, bisogna importare immigrati stranieri, anziché fare delle politiche a favore delle giovani coppie.

Io, invece, vorrei chiedere al Ministro perché secondo lui gli studenti delle superiori non sceglievano di fare un tema storico e, magari, di ragionare su questo.

Uno dei motivi della loro disaffezione, secondo il mio parere e gli anni di esperienza nell’insegnamento, va ricercato nel fatto


L’anima nascosta di Figline

palazzo pretorio Per capire la storia e soprattutto l’anima (che i latini chiamavano “spiritus loci”) di Figline Valdarno, è utile leggere un piccolo libro ricco però di informazioni, uscito qualche anno fa, All’ombra del campanile; dove l’autore, il medico cardiologo Massimo Pandolfi, racconta e rielabora momenti salienti del passato recente e remoto della sua cittadina.

Ci sono le storie antiche e affascinanti come quella di Veronica Cibo e di Caterina Canacci, i cui fantasmi non si sarebbero mai allontanati dall’antica villa di San Cerbone, oggi Ospedale Serristori; le vicende di personaggi eroici, come Enrico Toti morto a Custoza per l’indipendenza italiana, l’ultimo garibaldino Luigi Bolis e il poeta-soldato Vittorio Locchi, autore di Santa Gorizia, annegato in mare durante la


I miei studenti stranieri

Giorgio Vasari Tra i miei studenti di quinta dell’indirizzo tecnico, la più brava in lingua e letteratura italiana è una ragazza di origine indiana, che si ritroverà un 9 in pagella; il più bravo a storia è uno studente cinese, anche a lui ho dato 9.

Questi due ragazzi – i quali hanno conseguito ottimi risultati anche in altre discipline – provengono da famiglie di immigrati giunti legalmente in Italia; che hanno trovato lavoro qui da noi; che si sono perfettamente integrati anche in virtù della loro mentalità certamente più elastica rispetto ad altre tradizioni culturali e religiose; che hanno mandato i loro figli a scuola seguendoli e sollecitandoli ad impegnarsi; che ovviamente rispettano le nostre leggi e, penso


Europa sì, ma quale Europa?

duemiladiciannove Le elezioni europee, che hanno avuto risultati molto diversificati nei Paesi in cui si è votato (tra i quali il Regno Unito dove l’idea della Brexit si è confermata maggioritaria), hanno sostanzialmente ribadito quello che già sapevamo: il modello d’Europa così come è stato realizzato a partire da Maastricht va rivisto in parte o in toto.

Sì, perché ormai non c’è nessuno, neppure nel fronte degli europeisti più sfegatati, che possa dirsi soddisfatto di questa Unione Europea che ha prodotto macroscopiche diseguaglianze tra gli Stati membri e dove, in nome dei principi liberisti, la Grecia, ovvero la culla della nostra civiltà, è stata sacrificata sull’altare dell’austerity, predicata e praticata dagli alti burocrati germanici.

Non c’è dubbio che continua a permanere


Studenti stupidelli

dellaria-2 La professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria ha tutta la mia comprensione e finanche la mia solidarietà: è stata sospesa dall’insegnamento per due settimane dal burocrate di turno, perchè alcuni suoi studenti (alquanto stupidelli e ignorantelli) hanno girato un video dove si paragona l’attuale decreto Sicurezza, voluto dal ministro Matteo Salvini, alle famigerate leggi razziali del 1938.

Che colpa ha una prof se i suoi studenti non studiano la Storia contemporanea e non riescono a capire la tragica portata di quelle leggi antisemite, varate durante il fascismo, ma  che seguirono di pochi anni le simili leggi di Norimberga volute da Hitler; e di conseguenza usano le agghiaccianti immagini della Shoah per stabilire raffronti improponibili con la realtà di oggi?

Paragonare lo sterminio


Il Salone del libro o della censura?

rogo Domanda: la polemica creatasi intorno alla casa editrice Altaforte, notoriamente vicina alla destra estrema, e che ha determinato la sua esclusione dal Salone del libro di Torino, è frutto di un corretto antifascismo oppure, al contrario, è un atteggiamento che in passato caratterizzò comunismo e nazismo?

Perchė, se andiamo a vedere chi, nel corso del secolo scorso, faceva della guerra contro i libri considerati ostili o “degenerati” uno dei punti fermi della propria attività di governo, troviamo per l’appunto il regime stalinista e il regime hitleriano.

Basterebbe ricordare quello che successe a Berlino la notte del 10 maggio 1933, quando in Opernplatz furono gettati in un grande rogo i libri contrari allo spirito tedesco; mentre Goebbels, il ministro della propaganda, arringava


Leonardo: un genio italiano

leonardo Cinquecento anni fa moriva Leonardo da Vinci (2 maggio 1519), ad Amboise, nella Francia di Francesco I, un grande sovrano che era diventato ammiratore e protettore del genio italiano.

La Francia a quei tempi era uno Stato nazionale ben governato e determinato a espandersi; mentre l’Italia non era che un conglomerato di deboli staterelli regionali, che per questo diventarono facile preda delle potenze europee. Le guerre franco-asburgiche si combatterono prevalentemente sul nostro territorio, culminando nel tremendo saccheggio di Roma (1527), ad opera dei mercenari svizzeri e tedeschi inviati dall’imperatore Carlo V per “punire” il papa Clemente VII.

Solo Giovanni dalle Bande Nere, un discendente di Lorenzo de’ Medici diventato capitano di ventura, provò a fermare i lanzichenecchi sul Mincio, ma