Roberto Riviello' Post

Sì Tav

tav L’iniziativa è partita da un gruppo di donne torinesi, che hanno dato appuntamento in piazza Castello, la mattina di sabato 9 novembre, a tutti quelli che credono nella necessità di collegare con l’Alta velocità Torino a Lione e, quindi, al resto d’Europa. E sono arrivati in quarantamila a dire sì alla Tav: gente comune, semplici lavoratori, studenti, pensionati,commercianti, imprenditori.

Persone che non appartengono ad un preciso partito o movimento politico. Ma che credono nell’importanza delle comunicazioni, soprattutto quelle su rotaia, per lo sviluppo della città di Torino, che altrimenti rischierebbe di restare tagliata fuori dai grandi flussi commerciali come da quelli culturali.

Da quando la città è amministrata dalla sindaca Appendino, invece, la parola che viene ripetuta ossessivamente è


Non dimentichiamoci di Vittorio Veneto

ipa - vittorio-veneto - Camminavo per Figline, proprio in corso Vittorio Veneto, quando vedo un manifesto dell’amministrazione comunale con il titolo stampato bello grosso di “4 Novembre”. Capisco che si tratta della ricorrenza della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale, che quest’anno dovrebbe avere ancora maggior risalto perché è un centenario (1918-2018); allora mi avvicino per leggere meglio e scoprire quali manifestazioni abbiano organizzato, ma vedo con grande disappunto che la deposizione della corona floreale davanti al monumento ai caduti non viene programmata per domenica 4 novembre, come sarebbe stato opportuno fare per coinvolgere la gente del paese; bensì il 5, di lunedì, alle ore 10, quando saremo tutti al lavoro.

Quale sia il motivo di


A San Lorenzo sfilano i partigiani

desire La morte violenta, crudele, barbarica di Desirée Mariottini è diventata il pretesto per l’ennesima marcia antifascista: nelle vie del quartiere romano di San Lorenzo, dove si è consumato il suo omicidio-stupro di gruppo, l’ Anpi, l’associazione dei partigani italiani, ha deciso di sfilare contro la rinascita del fascismo, mascherato – secondo loro – da odio nei confronti degli immigrati stranieri.

In verità non sono stati i partigiani dell’ Anpi e i loro eredi gli unici a sfruttare l’occasione della morte di Desirée per sollevare cartelli e gridare slogan antifascisti: quando il ministro dell’Interno Salvini era arrivato a San Lorenzo, davanti ai cancelli dell’ex fabbrica ora occupata dai pusher e dai drogati, per testimoniare la presenza dello Stato -come


Lo show della politica

cine Nell’ultimo fine settimana abbiamo assistito, grazie alle tv che ce li hanno mostrati, a due eventi politici diametralmente opposti per significato e molto diversi per dimensioni, ma che avevano in comune un elemento: la spettacolarizzazione.

Sto parlando, infatti, del meeting renziano alla stazione Leopolda di Firenze, giunto ormai alla nona edizione; e dell’adunata romana del Movimento 5stelle al Circo Massimo, che è culminata col discorso di Beppe Grillo.

Alla Leopolda, Matteo Renzi ha parlato davanti a una poderosa scenografia con la macchina del film “Ritorno al futuro” in posizione centrale, evocando così la dimensione cinematografica del suo “story telling”. Superata già da un bel pezzo la prima fase della rottamazione (verrebbe da dire: rottamata la rottamazione); archiviata anche quella


Disillusione europea

junker Secondo un sondaggio dell’emittente televisiva La7, se gli italiani votassero oggi in un referendum del tipo restare o uscire dall’ Unione Europea, solo il 44% sarebbe a favore della prima ipotesi; la maggioranza, invece, preferirebbe la Italexit.

Evidentemente, per moltissimi di noi, il sogno di un’Europa unita, forte e solidale, che prese forma proprio a Roma con il trattato del 1957, sta svanendo di fronte alla realtà degli ultimi anni, e che proprio in questi giorni sta assumendo dei contorni davvero surreali che fanno venire in mente certi film espressionisti in bianco e nero degli anni Trenta.

Sono anni che da Bruxelles inviano direttive sul diametro delle vongole che i pescatori italiani devono stare a misurare quando tirano


Sommersi dalle fake news

judith Le fake news sono notizie false che, grazie alla diffusione planetaria dei social, sviluppano una forza tale per cui circolano velocemente in strati sempre più vasti dell’opinione pubblica. Restassero confinate nel mondo della rete, questo provocherebbe danni limitati e si potrebbe spiegare col fatto che le masse sono facilmente influenzabili e manipolabili, come hanno sostenuto gli psicologi sociali già alcuni decenni fa.

Il guaio è quando persino i giornali più autorevoli, dove dovrebbero scrivere solo giornalisti educati a verificare le notizie prima di diffonderle, si fanno suggestionare dalla potenza mediatica di una fake new e ne diventano a loro volta strumenti (più o meno consapevoli) di comunicazione.

E‘ successo recentemente con la vicenda di Judith Romanello, una bella


La commedia di Mimmo Lucano

mimmo Mimmo Lucano, sindaco di Riace, è agli arresti domiciliari per ordine del procuratore della Repubblica di Locri, che lo accusa di aver favorito l’immigrazione illegale nonché di aver celebrato matrimoni di comodo, sempre con lo stesso intento.

Egli è un noto esponente della politica pro immigrazione, che da tempo lo ha eletto a simbolo e modello dell’accoglienza per la sua originale gestione del fenomeno che, mediante un complicato sistema di incentivi alla creazione di cooperative e posti di lavoro, ha dato qualche buon risultato soprattutto nel ripopolare il paesino di Riace.

Il problema, però, secondo l’ordinanza del pm, è che il sindaco sarebbe andato ben oltre i limiti imposti dalla legge, perché mosso dalla volontà


Salvini non è il duce

sicurezza Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha commentato l’approvazione del decreto sulla sicurezza, preparato e voluto da Matteo Salvini, facendo un paragone davvero inopportuno con le leggi razziali che il regime fascista varò nel settembre del 1938.

Quelle leggi ebbero uno scopo ben preciso, anche se Mussolini aveva cercato di mascherarlo dietro la formula “discriminare, non perseguitare”, che fu l’espulsione degli ebrei italiani dalle scuole, dagli uffici pubblici, dall’esercito, dai ruoli dirigenziali e imprenditoriali; perché l’antisemitismo era diventato nel 1938 un punto centrale del regime che, dopo la guerra in Etiopia e la svolta imperialista, aveva sancitato con la Germania nazista una tragica alleanza, culminata poi nella seconda guerra mondiale e nell’Olocausto.

Il decreto


A scuola smartphone no

cell Il primo giorno di scuola è arrivato ormai in tutte le regioni italiane, e io vorrei cogliere l’occasione per rivolgere una preghiera non ai beati del Paradiso (di quelli ci occuperemo più in là, quando arriveremo alla terza cantica della Divina Commedia), bensì ai dirigenti scolastici; se poi anche il nuovo ministro dell’Istruzione, che viene dal mondo della scuola e non dal sindacato o dalla luna, vorrà ascoltarla, lo ringrazio anticipatamente.

La preghiera è molto semplice ed è la seguente: voi che potete (qualcuno di voi l’ha già fatto), fate qualcosa concretamente per togliere gli smartphone agli studenti durante le ore di lezione. Lo so che già esistono norme e circolari che vietano l’uso dei cellulari


La tragedia del ponte

pons La tragedia del crollo del ponte Morandi non ha causato soltanto morti, feriti e dolori, oltre che immensi danni materiali. E’ diventata, per la forza devastante delle sue immagini, una vera e propria allegoria del nostro tempo e, per nostra disgrazia, dell’Italia contemporanea; per cui, forse, ci vorrebbe un grande poeta (come il Leopardi che nella “Ginestra” indicava il Vesuvio come simbolo della precarietà dell’uomo e della brutale potenza della natura), per raccogliere in versi le immagini delle rovine e delle vittime, e destinarle alla memoria delle generazioni future.

Questa estate è finita improvvisamente il 14 agosto alle 11.36 e, nonostante il calendario e il meteo, l’autunno è entrato con diverse settimane di anticipo. L’autunno con i suoi colori sfumati, le