Turbati ma non preoccupati

assalto La storia, diceva Karl Marx parafrasando Hegel, si ripete sempre due volte: la prima come tragedia e la seconda come farsa. E’ il caso dello squadrismo che, nella sua recente manifestazione farsesca, ha assaltato e gravemente danneggiato la sede della Cgil a Roma, al margine di una manifestazione contro il Green pass e probabilmente anche contro i vaccini che ci stanno liberando dalla pandemia.

Lo squadrismo originario fu invece una faccenda maledettamente seria, al punto che divenne un pilastro, ma non il solo, del movimento fascista, culminato com’è noto con la marcia su Roma che dette il via al Ventennio in Italia.

Per dire tutta la verità, Mussolini ebbe un rapporto ambivalente con lo squadrismo: prima lo alimentò e lo sostenne apertamente in funzione antisocialista, ma poi, quando vestì i panni eleganti del capo di governo, faticò non poco a contenerlo e incanalarlo nell’alveo istituzionale.

Lo squadrismo fascista, che mantenne sempre una sua natura anarcoide, sintetizzata nello slogan dannunziano “Me ne frego”, era composto principalmente da reduci della prima guerra mondiale che si erano formati nelle trincee e persino nell’impresa di Fiume.

Ecco perché si trattò di un fenomeno tragicamente serio, che non può assolutamente essere confuso con le bande di esaltati, cosiddetti neofascisti, che hanno quasi distrutto la sede romana della Cgil, e che hanno imparato la guerriglia urbana nelle curve degli stadi di calcio, essendo privi di qualsiasi formazione e cultura politica.

La stessa Forza nuova – di cui ora si invoca da più parti lo scioglimento in base alla legge Scelba del 1952, purtroppo senza badare alla natura illiberale di un tale provvedimento – non è totalmente identificabile con quello che è successo a Roma: è vero che i suoi leader, Fiore e Castellino, ora giustamente incarcerati, erano alla guida dell’assalto; ma non è vero che tutti i partecipanti fossero militanti politicizzati nel senso tradizionale del termine.

I leader di Forza nuova sono riusciti a cavalcare l’ondata di proteste contro il Green pass e hanno sapientemente fatto la regia (loro sì che sono politicizzati) della guerriglia urbana. A dimostrazione di questo, ricordiamo la presenza autodocumentata di Biagio Passaro, ristoratore e capo del movimento no vax “Io apro” che niente ha a che vedere con il neofascismo, se non il comune obiettivo di generare il caos e di opporsi alla normativa vigente anti-Covid.

Mettersi quindi a innalzare il vessillo dell’antifascismo, come stanno facendo Letta e Provenzano, è fuorviante in questo preciso momento storico: semplicemente perché non esiste un pericolo fascista nel nostro Paese; perché Forza nuova e Casa Pound sono gruppi molto minoritari; e soprattutto perché la stragrande maggioranza degli italiani ha dimostrato in questi due anni difficilissimi di avere raggiunto un alto livello di coscienza civica, incompatibile con qualsiasi deriva antidemocratica.

Ha fatto benissimo il premier Draghi a presentarsi nella sede della Cgil per dimostrare anche fisicamente la sua solidarietà, nonché quella del governo, a Landini e a tutti i membri della Cgil romana.

E ha fatto altrettanto bene il presidente della Repubblica Mattarella a pronunciare parole che vanno nella giusta direzione, che è quella di tranquillizzare l’opinione pubblica. Siamo, dunque, come lui turbati per quello che è accaduto, ma non preoccupati: il fascismo non tornerà mai più in Italia; mentre la pandemia, grazie ai vaccini e ai sacrifici che abbiamo sopportato finora, è quasi sconfitta, e una nuova positiva fase economica sta finalmente aprendosi.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Ho insegnato per molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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