Posts in: giugno, 2021

Una discussione d’altri tempi

zan C’è un gusto un po’ retrò nella disputa sul ddl Zan: ci riporta indietro di qualche decennio ai tempi in cui in Italia (ma non solo) prevalevano le ideologie e, di conseguenza, si facevano ancora le crociate, i comizi in piazza, le tribune politiche in tv; si agitavano le falci-e-martello da una parte e i crocifissi dall’altra; si affiggevano i manifesti politici sui muri dei palazzi anche negli spazi non proprio corretti; al bar si discuteva e si parlava in politichese, mentre in parrocchia si citavano in latino i padri della Chiesa.

Non a caso la televisione di quegli anni era in bianco e nero; perché era quello il modo di vedere la realtà: il bene e il


Libertà di cura

conferenzastampa Ha fatto benissimo il presidente Draghi a venire in tivvù e metterci la faccia per dire a tutti gli italiani che bisogna necessariamente fare il richiamo della prima vaccinazione anti-Covid; che lui stesso lo rifarà utilizzando il famoso mix, pur non essendo obbligato visti i suoi settant’anni e passa; ma che – questa è la parte che più mi piace – ciascuno è libero di scegliere se rivaccinarsi con altro farmaco o ripetere la dose di Astrazeneca.

Stava parlando, nell’ultima parte del discorso, di quelle persone al di sotto dei sessanta ai quali, da un giorno all’altro, per la precisione in seguito alla morte della povera Camilla di anni 18, era stato comunicato che il vaccino


Una ragazza italiana

Saman Italian girl, ragazza italiana, così Saman Abbas si era definita sul suo profilo di Instagram: sintetizzando con due parole tutto un programma di vita, una scelta coraggiosa e – diciamolo pure – esteticamente azzeccata.

Perché dalla foto del documento d’identità in cui la povera ragazza è coperta da un pezzo di stoffa nero che le lascia visibile appena l’ovale del volto, a quella più recente in cui si mostra col nuovo look sbarazzino, i capelli arricciati, le sopracciglia ben definite e le labbra evidenziate dal rossetto adolescenziale, beh, ci corre una distanza siderale.

E – lo voglio ripetere – non è soltanto una differenza cuturale, religiosa o valoriale: è innanzitutto una questione estetica; è la differenza tra il brutto e


Di Maio chiede scusa

Dimaio Benvenuto Luigi Di Maio nel club dei garantisti, che è aperto a tutti: anche a chi, come lui, un tempo avrebbe impiccato all’albero più alto chiunque fosse stato inquisito da un Pm della Repubblica, specialmente se accusato di corruzione. Perché – come sosteneva il Grande Inquisitore – non esistono innocenti, ma solo colpevoli ancora da scoprire.

E così, sulla base di questo assioma giustizialista, l’Italia è stata trasformata nel paese del processo kafkiano: in cui è l’imputato a dover dimostrare la propria innocenza, poiché, se è stato avviato un procedimento a suo carico, questa sarebbe di per sé la prova della sua colpevolezza (sic). E pazienza se la nostra Costituzione prevede la sacrosanta presunzione d’innocenza per chiunque.

Ma di certo