Posts in: gennaio, 2021

Il macigno della Giustizia

giustizia Nei giorni immediatamente successivi alla crisi di governo, abbiamo sentito parlare soltanto della caccia ai senatori responsabili da parte del premier Conte e del suo braccio armato Casalino. E tra i responsabili ne sono stati trovati di varia natura: responsabili di pura razza voltagabbana (Maria Rosaria Rossi), ma anche dell’ultimo minuto (Ciampolino), per tradizione familiare (Sandra Lonardo-Mastella) e finanche per una notte sola (Vitali). Col risultato che l’operazione è naufragata in maniera tragicomica, per cui i numeri al Senato sono rimasti quelli che erano al momento della fiducia, cioè insufficienti a garantire lunga vita ad un altro Conte doppio o triplo che fosse, praticamente come una minestra riscaldata che resta sempre la stessa.

E’ stata così divertente e appassionante


Un centenario sciagurato

pci Il 21 gennaio 1921, a guardarlo col senno di poi, rappresentò per la storia della Sinistra italiana sia un battesimo che un funerale: perché nasceva in un teatro di Livorno il PCD’I, in seguito denominato PCI; e perché, contemporaneamente, si metteva una pietra tombale sul socialismo riformista.

Detto in parole povere: trionfavano gli eredi dell’antico massimalismo, gli oppositori di Turati e della visione pragmatica del sole nascente; infiammati dal verbo leninista e dal bolscevismo che era diventato padrone incontrastato del nuovo paradiso marxista in Russia.

Frutto immediato di quella scissione, che poi mise in un angolo i riformisti, fu la rapida ascesa del regime fascista che si trovò la strada spianata da governi liberali debolissimi, impantanati nel sistema proporzionale


I trasformisti

De Pretis “Se qualcuno vuole entrare nelle nostre file, se vuole accettare il mio modesto programma, se vuole trasformarsi e diventare progressista, come posso io respingerlo?”

Potrebbe essere questo l’incipit, o la conclusione, del discorso che Giuseppe Conte terrà al Senato chiedendo la fiducia, laddove i numeri per lui si sono fatti ballerini dopo il venir meno della componente renziana. In realtà, come molti avranno intuito, quelle parole furono pronunciate durante il celebre discorso tenuto l’8 otttobre 1882 da Agostino De Pretis, che da quel momento diventò il padre fondatore del trasformismo.

Ma il De Pretis non era uno spregiudicato cercatore di voti in Parlamento, come oggi lo si vuole descrivere per macchiarne la memoria. Il suo problema era che nell’Italia


Si deve votare

elezini L’assalto dei rivoltosi al palazzo del Congresso americano, incitati da un Donald Trump in pieno delirio, ci ha lasciati tutti attoniti e finanche inorriditi. E alcuni commentatori si sono spinti a definire la democrazia degli USA fragile come un gigante d’argilla.

A prescindere dal fatto che il tentativo di golpe più tragicomico della storia contemporanea non ha avuto nessun risultato concreto, se non la morte di cinque persone e lo sputtanamento mondiale del Presidente uscente (anzi, uscito fuori di testa), per cui Joe Biden assumerà regolarmente i pieni poteri fra un paio di settimane; vorrei ricordare che la democrazia americana ha, invece, dato una prova superlativa della sua vitalità allorché, nel mezzo della pandemia, non ha voluto privare i cittadini


Il venditore di almanacchi

almanacco Giacomo Leopardi non è stato soltanto un poeta, un grandissimo poeta. E’ stato anche un filosofo, che ha preferito dare forma letteraria ai suoi pensieri. Le Operette morali, infatti, sono dei veri e propri dialoghi filosofici, ancorché scritti sotto forma di favole e racconti ispirati alla storia o alla mitologia.

Ce n’è uno, famosissimo, che andrebbe letto o riletto nei primi giorni dell’Anno nuovo: “Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere”. Perché qui Leopardi tratta la materia della speranza verso un futuro migliore con un tono straordinariamente lieve, non calcando la mano del pessimista cosmico come aveva fatto altrove; e ci lascia, alla fine della lettura, senza l’amaro in bocca.

Non è proprio ciò di cui abbiamo