Vax-Day

vax day Sgombriamo subito il campo dalle scemenze comunicative inventate dal duo Conte/Casalino con l’ausilio dell’archi-star di turno: l’Italia non rinasce con un fiore. Al diavolo, dunque, le primule rosa e relativi padiglioni della campagna vaccinale.

Dopo settantamila italiani morti per Covid, ancora questi signori pensano di poterci venire a raccontare storielle del tipo “andrà tutto bene” o “mettete dei fiori nei vostri cannoni”?

Ma siamo seri, per carità. Quando Churchill spinse il Regno Unito a combattere contro il Terzo Reich, disse chiaramente agli inglesi quello che li aspettava: lacrime e sangue. E gli inglesi capirono subito che alla Wermacht e alle SS di Hitler non bisognava più offrire trattati di pace o margherite petalose, ma tutta la potenza di fuoco possibile e immaginable.

Com’è possibile che in Italia ancora non si riesca ad usare il lessico e il tono adeguati alla gravità della pandemia che, proprio nel giorno delle prime vaccinazioni, Claudio Magris, sul Corriere della Sera, ha correttamente definito un’altra guerra mondiale?

Le parole giuste non sono certo quelle del paternalismo di Giuseppe Conte, che a ottobre ci chiedeva nuovi sacrifici mentre ci prometteva un sereno Natale; che prima invitava la gente allo shopping attraverso l’incentivo del cash-back e poi accusava le stesse persone di essersi assembrate nelle vie cittadine per acquistare i regali; e che ci propinava a reti unificate quella mielosa lezioncina sul Natale che non deve essere solo la festa dei consumi, con l’intenzione di farci scendere il boccone del lockdown rosso, arancione e poi di nuovo rosso (che casino) durante i giorni delle festività.

Le parole giuste, invece, sarebbero quelle della verità. Siamo ancora in guerra e dobbiamo combattere. Ma, grazie agli scienziati, ora abbiamo un’arma che forse ci aiuterà a vincerla questa guerra mondiale. Punto e basta.

Non c’è bisogno di dipingere primule rosa per spingere gli italiani a vaccinarsi; quello dei fiori è un linguaggio che va bene per i bambini o al massimo per gli innamorati nel giorno di San Valentino.

L’Italia rinasce se almeno il settanta per cento della popolazione si vaccinerà nei prossimi mesi. Questa è la verità che va detta in modo semplice e chiaro. Chissenefrega delle primule e di Fiorello prossimo testimonial vaccinale: è arrivato il momento di mettere in campo lo spirito patriottico (ma senza inutili polemiche contro l’UE), ritrovare l’unità nazionale (con Mario Draghi sarebbe possibile) e, ante omnia, sbarazzarci del leader farlocco.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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