Do you hear the people sing?

corona Dopo il Coronavirus, in Cina, si sta diffondendo un altro contagio, ma questa volta di natura benefica: il dissenso. E’ iniziato appena si è appresa la notizia della morte di Li Wenliang, il medico di Wuhan che già il 30 dicembre aveva avvertito le autorità della possibile epidemia e per questo era stato minacciato di severe punizioni dagli organi di polizia.

Il popolo del web cinese ne ha fatto immediatamente e giustamente un eroe nazionale; ha riempito la rete di commenti ingiuriosi nei confronti delle autorità, colpevoli di aver minimizzato il pericolo e dato l’allarme con notevole ritardo; ma soprattutto ha rivendicato la libertà di parola.

Da quello che riferiscono i principali quotidiani internazionali, sta continuamente circolando sui social la strofa “Do you hear the peole sing?”, tratta dal musical Les Misérables, e già utilizzata come inno di protesta dagli studenti di Hong Kong durante le manifestazioni del 2014 e del 2019.

La Cina – diciamolo chiaramente a chi non se ne fosse ancora accorto e a chi, in Italia, ha ricevuto il leader Xi Jinping con tutti gli onori degni del capo di uno Stato amico – è un regime totalitario; dove i basilari diritti umani vengono brutalmente calpestati e l’informazione è controllata dai vertici del Partito comunista. E i regimi totalitari, come la storia del Novecento ci ha tristemente insegnato, non ammettono che possano circolare al loro interno notizie in grado di minare la struttura di potere e l’immagine di “perfezione” che vorrebbero offrire al mondo intero.

Per questo la notizia della diffusione del Coronavirus venne tenuta nascosta durante i primi giorni di gennaio, impedendo così alla comunità internazionale di prendere in tempo le misure necessarie a difendersi e prevenire il contagio; e per lo stesso motivo i dati statistici che tuttora arrivano dalla Cina, riguardanti i morti e i contagiati, sono sicuramente sottostimati, come hanno dichiarato autorevolissimi scienziati di ogni parte del mondo libero.

E’ vero che la Cina è diventata una grande potenza dell’economia globale. Ma, come l’Unione Sovietica del secolo scorso, è un gigante con i piedi d’argilla: lo dimostra l’assenza di un sistema sanitario efficace, da cui deriva il diffondersi di terribili malattie, come l’attuale epidemia e, in passato, della Sars e dell’influenza aviaria. Tutte originate proprio in Cina.

Chi ha pensato di aprire i porti e le principali infrastrutture italiane alla Via della Seta (eufemismo volto solo a mascherare un vero e proprio progetto imperialistico), oggi dovrebbe fare una seria autocritica e considerare che nessun benificio può venire al nostro Paese nello stringere accordi impegnativi e di lunga durata con una pericolosa dittatura.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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