Aspettando il 4 maggio

grande fratello Non me ne vogliano gli antifascisti, ma quest’anno il 25 aprile è passato in secondo piano: il vero giorno della liberazione, almeno per quanto mi riguarda, sarà il 4 maggio.

Se davvero finirà il lockdown, come è già stato annunciato, beh, quel giorno potremo tirare un profondo respiro di sollievo; e sentirci liberati da una clausura forzata che nessuno di noi (a parte i carcerati) aveva mai sperimentato prima.

In pratica, anche se per fondati motivi di salute pubblica, siamo stati sottoposti a una condizione di vita da vero e proprio regime totalitario, in confronto al quale persino il fascismo potrebbe apparire una semplice dittatura.

Ce ne siamo accorti che dall’8 marzo in poi i diritti fondamentali dei cittadini, indicati con precisione nella parte iniziale della Costituzione, sono stati tutti sospesi con dei decreti amministrativi e senza neppure consultare il Parlamento? Come è avvenuto, giusto per fare un esempio, con il diritto al lavoro indicato nell’art 4, che è stato negato a milioni di lavoratori obbligati a starsene a casa, per non parlare dei commercianti e dei piccoli imprenditori che hanno dovuto chiudere le loro attività.

Abbiamo capito che il metodo dell’autocertificazione con cui siamo stati costretti a giustificare ogni nostro minimo spostamento, è stato inventato nell’Unione Sovietica da Stalin e compagni, per poi essere riscoperto in Cina al tempo del coronavirus?

Abbiamo realizzato che averci impedito di incontrare persino i familiari più stretti, figli, genitori, nonni, nipoti (senza un comprovato motivo…) è stata un’aberrazione che, ancora una volta, risale ai totalitarismi degli anni ’30 del secolo scorso? A cui si è aggiunto il divieto per la gente di praticare il culto nelle chiese, violando così uno dei principi fondamentali delle società liberali.

E ancora un’ultima domanda: ci sembra democratico che il nostro attuale capo del governo Conte sia un signore, fino a ieri l’altro a tutti sconosciuto, che non ha ricevuto un solo voto da parte degli elettori? Che sia stato (incautamente) nominato dal presidente Mattarella alla guida di un governo giallo-verde e che poi, come se niente fosse, lo stesso sia diventato il capo di un governo giallo-rosso? Lo troviamo “normale” tutto questo?

L’impressione è che, mentre il 25 aprile si continua celebrare la festa dell’antifascismo, il nostro Paese stia avviandosi per una china che di democratico ha ben poco e di cui i moderni partigiani, purtroppo, nemmeno si accorgono. Ma a loro basta ripetere il rito della corona di fiori e cantare Bella ciao, per sentirsi garanti dei diritti universali.

E se domani, sempre in nome della salute pubblica, ci verrà chiesto di scaricare sui nostri smartphone (volontariamente, si capisce) l’app Immuni che ci renderà tracciati e controllati 24 ore su 24, non ci risulta evidente che questa sarebbe la profezia orwelliana del Grande Fratello diventata tragicamenete realtà?

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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