Posts in: dicembre, 2020

Vax-Day

vax day Sgombriamo subito il campo dalle scemenze comunicative inventate dal duo Conte/Casalino con l’ausilio dell’archi-star di turno: l’Italia non rinasce con un fiore. Al diavolo, dunque, le primule rosa e relativi padiglioni della campagna vaccinale.

Dopo settantamila italiani morti per Covid, ancora questi signori pensano di poterci venire a raccontare storielle del tipo “andrà tutto bene” o “mettete dei fiori nei vostri cannoni”?

Ma siamo seri, per carità. Quando Churchill spinse il Regno Unito a combattere contro il Terzo Reich, disse chiaramente agli inglesi quello che li aspettava: lacrime e sangue. E gli inglesi capirono subito che alla Wermacht e alle SS di Hitler non bisognava più offrire trattati di pace o margherite petalose, ma tutta la potenza di


Il fantasma del comunismo

manifesto 2 Correva l’anno 1848, quando Carlo Marx e Federico Engels scrivevano che un pericoloso spettro (il comunismo) si aggirava per l’Europa. Quello spettro, che nel corso del secolo successivo avrebbe fatto danni incommensurabili ma sembrava essersi dileguato definitivamente dopo la caduta del Muro di Berlino e del regime sovietico, in realtà ogni tanto ritorna. E, anche se non ci terrorizza come una volta, ci fa sussultare come il fantasma di Canterville che, nel racconto di Oscar Wilde, spaventa la famiglia Otis.

Il fantasma del comunismo è ricomparso nel Parlamento italiano, quando alcuni onorevoli della Sinistra estrema hanno sinistramente presentato un emendamento alla legge di Bilancio con cui vorrebbero introdurre la tassa patrimoniale. Come tutti ricordano, quello della tassa patrimoniale


Il Nobel per insegnanti

ranjit Quanti sanno che esiste un premio Nobel (il Global Teacher Prize) per il migliore insegnante dell’anno, un ricco premio da un milione di dollari, offerto dalla Varkey Foundation?

Non è certamente una di quelle notizie che trovano spazio sulle prime pagine dei giornali, soprattutto in Italia, dove il tema della scuola negli ultimi venti/trent’anni è stato posto in fondo alla lista delle priorità nazionali. Basta entrare in un qualsiasi edificio scolastico per rendersene conto, e si capisce subito che investimenti (non) sono stati fatti: sul piano dell’edilizia, delle dotazioni tecnologiche, delle strutture sportive, delle biblioteche. Per non parlare poi dei nostri insegnanti, che sono tra i più anziani e contemporaneamente tra i meno pagati all’interno della UE.

Eppure tutti gli analisti