Posts in: settembre, 2020

Bella ciao, ciao, ciao

bella Cantare “Bella ciao” a scuola dovrebbe diventare, già da questo anno scolastico, una delle competenze richieste ai nostri studenti, secondo la proposta di legge presentata ad aprile scorso da alcuni noti parlamentari dem come Piero Fassino, Michele Anzaldi e Stefania Pezzopane.

Se fosse rimasta una semplice, per quanto bizzarra proposta di legge (ancora più bizzarra perché partorita nel momento peggiore della pandemia), non ci sarebbe di che preoccuparsi. Il guaio è che la legge, appena licenziata dalla commissione, è in procinto di essere sottoposta all’approvazione del Parlamento, dove permane una maggioranza rosso-gialla di deputati e senatori idealmente partigiani, pronti ad elevare la celebre canzone resistenziale a vice-inno nazionale.

Ma davvero meriterebbe “Bella ciao” di essere studiata a scuola


Che belli i banchi con rotelle!

banchi Vi ricordate la scenetta della ministra Azzolina che, al termine di una pseudo-intervista in prima serata estiva su La7, si metteva a sedere dentro uno dei suoi fantastici banchi/seggioloni monoposto a rotelle, che sarebbero serviti a garantire il distanziamento tra gli studenti e contemporaneamente l’inizio di una didattica rivoluzionaria nelle scuole italiane a partire dal primo giorno di riapertura?

Ebbene, anche se non proprio tutti quei due milioni previsti e annunciati, i banchi/seggioloni sono finalmente arrivati, al prezzo di 300 euro l’uno; e i nostri ragazzi li hanno già sperimentati divertendosi un sacco, come dimostrano i filmati postati su TikTok e poi rimbalzati sugli altri social. Perché, come si fa a 13-14 anni a rinunciare di correre lungo il


Giustizia italiana

legge La giustizia italiana andrebbe riformata da cima a fondo, non fosse altro che per il sistema clientelare con cui vengono fatte le nomine dei magistrati, dove il merito conta poco o nulla ma contano solo le amicizie e le appartenenze alle varie correnti politicizzate.

Le dichiarazioni dell’ex membro del CSM Luca Palamara, attualmente rinviato a giudizio per corruzione, sono state la prova che dovrebbe convincere anche il più ingenuo dei cittadini dell’urgenza di una riforma complessiva della giustizia, a partire dalla separazione delle carriere di giudici e procuratori.

Ma non c’è solo questo. I problemi sono legati anche ad una impostazione culturale dei magistrati che determina comportamenti contraddittori e per noi comuni mortali incomprensibili. Mi riferisco al fatto che


Perché voterò No

caffe Se volessimo seguire la logica del risparmio, con la quale ragionano i sostenitori del Sì – in primis i leader del Movimento 5stelle e il segretario del Pd Zingaretti –, allora ci si potrebbe chiedere: ma perché ridurre i parlamentari solo a 400; non sarebbe ancora più economico che ce ne fossero 100 o magari 50?

E’ evidente allora che, portando alle estreme conseguenze il loro ragionamento, il sistema parlamentare sarebbe trasformato in un’oligarchia, e l’Italia rischierebbe di diventare come l’antica Sparta, che era governata da una trentina di anziani e due re (Gherusìa). Era governata bene Sparta? Probabilmente lo era, vista la potenza militare e il ruolo predominante che raggiunse nel Peloponneso.