Posts in: aprile, 2020

Aspettando il 4 maggio

grande fratello Non me ne vogliano gli antifascisti, ma quest’anno il 25 aprile è passato in secondo piano: il vero giorno della liberazione, almeno per quanto mi riguarda, sarà il 4 maggio.

Se davvero finirà il lockdown, come è già stato annunciato, beh, quel giorno potremo tirare un profondo respiro di sollievo; e sentirci liberati da una clausura forzata che nessuno di noi (a parte i carcerati) aveva mai sperimentato prima.

In pratica, anche se per fondati motivi di salute pubblica, siamo stati sottoposti a una condizione di vita da vero e proprio regime totalitario, in confronto al quale persino il fascismo potrebbe apparire una semplice dittatura.

Ce ne siamo accorti che dall’8 marzo in poi i diritti fondamentali dei cittadini,


Un altro conflitto Stato-Regioni

Carlo VIII Per il governatore del Veneto, Zaia, la fase della chiusura delle aziende e delle attività commerciali può dirsi già conclusa. Un po’ meno impetuoso è stato Fontana in Lombardia, ma comunque ha annunciato che l’inzio del mese di maggio coinciderà con l’inizio della fase 2.

Al decisionismo liberista dei due governatori leghisti, ha subito risposto il presidente della Campania De Luca, con il solito stile iperbolico che lo ha reso popolare nei social; dicendo che è pronto a chiudere i confini della sua regione (porti compresi?) a chiunque arriverà dal Nord.

Le direttive del governo centrale, espresse nei dpcm, vengono dunque adattate alle diverse realtà regionali, con una facilità e libertà tali da mettere in dubbio


Il fiore del deserto

ginestra Tranne quei pochi ancora viventi che, da giovani o da bambini, conobbero la seconda guerra mondiale, tutti noi siamo nati e vissuti in anni di pace e di continuo benessere. Le guerre che ci sono state in giro per il mondo negli ultimi settant’anni hanno soltanto sfiorato l’Italia e l’Europa; e le crisi economiche che si sono succedute a partire dal 1973 fino a quella del 2008 ci hanno colpiti anche duramente, ma non ci hanno mai ridotti alla fame.

I più anziani hanno visto o subito nel corso di questi anni l’inondazione di Firenze, devastanti terremoti, alluvioni, frane, stragi terroristiche. Ma, dopo questi tragici avvenimenti, la consapevolezza che si trattasse comunque di espisodi limitati nel tempo e circoscritti nello


Didattica a distanza

schoolA un mese circa dalla chiusura delle scuole e dall’inizio della Dad (didattica a distanza), vorrei provare a fare un primo bilancio; anche se necessariamente limitato alla mia personale esperienza di insegnante “remoto” e a quella dei colleghi della mia scuola (Isis “Giorgio Vasari”) con i quali sono in contatto.

La prima considerazione che mi viene di fare è di ordine generale: anche se le scuole italiane sono chiuse, la Scuola nel suo complesso è viva e vegeta; e, restando nella terminologia militare ormai ampiamente adottata dai media per descrivere l’attuale situazione, ha formato una “seconda linea” più che consistente nella guerra contro il nemico invisibile.

E’ vero che i nostri “arditi” sono i medici, gli infermieri, i farmacisti e tutto il