Posts in: marzo, 2020

Whatever it takes

draghi La scena forse più toccante, e scioccante, di questi ultimi giorni è quella trasmessa in tv di una giovane coppia a Bari, che in preda alla disperazione inveisce contro la porta (chiusa) di una banca e urla: -Non abbiamo più soldi-. Arrivano due poliziotti con le mascherine che dicono qualcosa; si intuisce che lo fanno con garbo e umanità: hanno perfettamete compreso che non si tratta di delinquenti, ma di persone perbene, purtroppo ridotte alla fame. E poi si vede un passante che si ferma e che, senza stare troppo a pensarci, mette una banconata nelle mani dell’uomo e un’altra in quelle della donna.

Sembra la scena di un film neorealista italiano negli anni del secondo dopoguerra. E invece


I negazionisti

sgarbi Evidentemente non è poco più di un’influenza, come tanti sostenevano fino a un paio di settimane di fa. Ora che in Italia ne muoiono al ritmo di 400-500 e finanche 793 al giorno, e in Lombardia non riescono neppure a cremare tutti i cadaveri e sono costretti a portarli altrove con i camion dell’esercito; ora che l’Europa intera ha chiuso le frontiere, oltre che le scuole, i giardini pubblici e tutto il resto; ora che persino Donald Trump ha dichiarato lo stato d’emergenza e il governatore dello Stato di New York ha chiesto ai cittadini di starsene a casa, sarebbe giusto pensare o dire apertamente: -Scusate, ci eravamo sbagliati –

Non ci sarebbe niente di cui vergognarsi ad


Noi non siamo darwinisti sociali

Herbert Spencer I modi diversi con cui gli Stati europei stanno rispondendo all’emergenza del Coronavirus, evidentemente, corrispondono alle loro differenze culturali, politiche e persino antropologiche. E sono una ulteriore dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che la costruzione della UE non si è mai profondamente radicata nelle singole realtà statuali e nazionali; limitandosi, almeno fino ad oggi, a essere solo un’unione di carattere monetario.

Non c’è dubbio che, dopo la iniziale sottovalutazione del fenomeno, adessso più o meno tutti stanno prendendo serie misure: emblematica in tal senso è la Francia, che è giunta anch’essa alla decisione di chiudere scuole e università, come è stato fatto in Italia già da alcune settimane, prima in Lombardia e poi su tutto il


Tutti a casa

studenti Questa settimana mi rivolgo ai giovani e, in particolare, ai miei studenti del “Giorgio Vasari”, perché li conosco bene e quindi posso immaginare il loro stato d’animo; soprattuto ora che sono entrate in vigore le nuove norme di sicurezza su tutta la Penisola, e le loro abitudini di vita sono necessariamente cambiate.

Voi avete vissuto fino all’altro giorno la vostra esistenza seguendo un’idea fondamentale: che la libertà è irrinunciabile. Siete nati e vissuti sempre in un mondo libero, e pertanto avete creduto che la libertà fosse qualcosa di naturale, come l’aria che si respira o la luce del sole o l’acqua che esce dai rubinetti di casa.

Certamente, quando eravate piccoli, i vostri genitori stabilivano delle limitazioni; non vi lasciavano