Un ministro festaiolo

future Appena nominato ministro dell’Istruzione, ha esordito suggerendo di tassare le merendine per trovare fondi con cui riformare la scuola e pagare meglio gli insegnanti; ma d’altra parte è nel dna dei Cinquestelle – e della Sinistra in generale – pensare di risolvere i problemi con qualche tassa in più.

Poi una risata collettiva deve avergli fatto capire quanto fosse assurda la sua proposta, e non ne ha più parlato.

Ma buon sangue non mente: così il neo ministro Fioramonti ha emanato una circolare scritta in perfetto burocratese, in cui invita i presidi delle scuole italiche a non pretendere dagli studenti giustificazioni per la giornata dell’ultimo “Friday-for-future”, che la ditta Eva Thunberg e associati ha indetto a livello planetario.

Per essere onesti, bisogna dire che Fioramonti si colloca in una lunga sequela di ministri o sottosegretari dell’Istruzione che lo hanno preceduto e che pure si sono espressi come dei veri e propri contestatori. Giusto per fare un paio di esempi: qualche anno fa un certo Faraone, sottosegretario, disse testualmente che le occupazioni delle scuole sono sacrosante e che lui da ragazzo si era “formato” più durante le occupazioni che nelle ore di lezione; e la ministra Carrozza, pensando di essere ancora ai tempi del ’68, invitò ufficialmente gli studenti a ribellarsi “ai genitori, ai prof, alla scuola”.

Fioramonti, dunque, è in buona compagnia: non è il primo e certamente non sarà l’ultimo ministro dell’Istruzione a dire stupidaggini. Ormai la considerazione in cui è tenuta la scuola dal mondo della politica è così bassa che, quando fanno la lista dei ministri, all’Istruzione ci piazzano sempre i più sprovveduti o comunque quelli che alla scuola riescono solo a far danni.

Sono finiti per sempre i tempi in cui all’Istruzione ci andavano personaggi di grosso calibro, come il filosofo Giovanni Gentile o il linguista Tullio de Mauro.

E proprio un filosofo, Massimo Cacciari, in un’ intervista, ha detto la cosa più sensata riguardo alla partecipazione degli studenti al “Friday-for-future”: sarebbe stato molto meglio per loro restare in classe, magari ascoltando la lezione sui cambiamenti climatici di uno scienziato o di un esperto.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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