Tav sì o no?

tav A questo punto della vicenda, qualcuno ha capito se sulla questione dell’Alta velocità tra Torino e Lione hanno vinto i No Tav oppure i Sì Tav? O se invece c’è stato un sostanziale pareggio? E se, in conclusione, il tunnel si farà o non si farà?

E’ difficile dirlo, e personalmente non mi cimento a fare un pronostico, anche se sono convinto della necessità che una grande infrastruttura come questa venga portata a termine, secondo i piani previsti da trattati internazionali precedentemente sottoscritti e da ben due leggi emanate dal nostro Parlamento.

Ma la questione si è ingarbugliata a tal punto che la mediazione del capo di governo Conte è riuscita solo a procrastinare i termini della decisione di altri sei mesi; per cui il capo del partito No tav, che è anche uno dei due vice-premier (Di Maio), ha visto il bicchiere mezzo pieno e ha annunciato che in futuro i lavori non verranno mai ripresi; mentre l’altro vice-premier, Salvini, ha giurato che l’opera verrà comunque portata a termine.

Mentre in Italia i No Tav esultano per avere in qualche modo fermato il processo decisionale ed ottenuto un po’ di mesi di tregua, gli Svizzeri preparano un piano miliardario di investimenti nelle loro linee ferroviarie e, in modo particolare, nell’Alta velocità. Hanno capito che se non si farà la tratta Torino-Lione, l’Europa avrà comunque bisogno di collegamenti ad alta velocità tra l’ovest e l’est; e quindi si preparano all’evenienza.

Gli Svizzeri non amano l’ambiente e non sono ecologisti? Certo che sì: amano le montagne e l’acqua limpida dei loro laghi, ma sanno bene quanto siano importanti le infrastrutture in un mondo contemporaneo che, vuoi o non vuoi, fa viaggiare merci, uomini e informazioni a velocità sempre più elevata (come Marinetti e i futuristi capirono già nel 1909, quando pubblicarono su Le Figarò il Manifesto del futurismo); e sanno altrettanto bene che le infrastrutture portano investimenti, posti di lavoro e aumento del Pil. E dunque si preparano a sostituire l’Italia, se da noi dovesse prevalere lo sciagurato partito No Tav.

Se ciò accadesse, diciamo la verità, sarebbe una bella fregatura per tutti quelli che vorrebbero vedere il nostro Paese rimettersi a correre come faceva negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, quando l’autostrada del Sole fu costruita con rapidità ed efficienza, mentre l’edilizia popolare venne rilanciata dal grande piano-casa voluto da Amintore Fanfani.

Altro che linea Torino-Lione: in Italia l’Alta velocità ci vorrebbe da Milano fino a Palermo, magari passando per Matera, che quest’anno è la capitale europea della cultura e non ha neppure una stazione ferroviaria che si rispetti. E magari, se proprio vogliamo sognare, sfrecciando su un magnifico e futuristico ponte sullo stretto di Messina.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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