Immigrato

immigrato Esce a gennaio il nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo, ma già si annuncia con un esilarante trailer in cui Checco, imitando la voce del suo maestro Adriano Celentano, canta la canzone “Immigrato” e racconta la giornata di un italiano medio alle prese con un tipico migrante (come si direbbe nel lessico progressista) o clandestino (per dirla alla Salvini).

Il protagonista del trailer, un “uomo qualunque”, esce dal supermercato con il carrello della spesa, va al distributore di benzina per fare il pieno, si ferma al rosso del semaforo; e, come sempre più spesso accade a tutti noi in occasioni simili, si trova a ricevere la richiesta pressante di qualche spicciolo da parte di uno delle migliaia di giovani nordafricani arrivati in Italia con la speranza di trovare lavoro, ma poi finiti per strada a chiedere l’elemosina.

Checco Zalone diventa, allora, autentica “vox populi”: perché dice senza mezzi termini e perifrasi politically correct ciò che tutti, o quasi tutti, pensano ma non riescono a dire per timore di essere accusati di razzismo dai soliti moralisti boldriniani o, più recentemente, da un coro di Sardine che innalzano i loro pesciolini di carta come se si fosse già al primo di aprile.

In un certo senso Checco Zalone è il vero interprete dei nostri tempi. E’ la versione contemporanea dei volti celebri di Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman in tante meravigliose commedie degli anni Sessanta e Settanta, con le quali Comencini e Risi ci mostravano vizi e virtù degli italiani; ma senza pregiudizi ideologici e senza timore di irritare le coscienze di certi intellettuali seriosi e rigorosamente di sinistra.

Ancora una volta Checco prende in giro uno dei totem della cultura progressista dei diritti civili. In questo caso, il suo bersaglio è la retorica immigrazionista: quella che imperversa nelle trasmissioni televisive dove Carola Rackete viene presentata come un’eroina, e che ha trovato in papa Francesco il suo massimo teorico e divulgatore planetario.

Ma basta vedere la clip dell’Immigrato su Youtube, per capire che il fenomeno dell’immigrazione ha avuto un impatto fortissimo soprattutto sulle periferie e sui quartieri popolari (non a caso le scene finali sono state girate nel quartiere Bologna, a Roma); e che le reazioni contrarie degli italiani non sono dovute a un presunto atteggiamento razzista, ma semplicemente al peggioramento delle loro condizioni di vita quotidiana.

E allora tutta quella retorica si smonta e cade a pezzi, sotto i colpi dell’ironia davvero travolgente del comico pugliese.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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