Leonardo: un genio italiano

leonardo Cinquecento anni fa moriva Leonardo da Vinci (2 maggio 1519), ad Amboise, nella Francia di Francesco I, un grande sovrano che era diventato ammiratore e protettore del genio italiano.

La Francia a quei tempi era uno Stato nazionale ben governato e determinato a espandersi; mentre l’Italia non era che un conglomerato di deboli staterelli regionali, che per questo diventarono facile preda delle potenze europee. Le guerre franco-asburgiche si combatterono prevalentemente sul nostro territorio, culminando nel tremendo saccheggio di Roma (1527), ad opera dei mercenari svizzeri e tedeschi inviati dall’imperatore Carlo V per “punire” il papa Clemente VII.

Solo Giovanni dalle Bande Nere, un discendente di Lorenzo de’ Medici diventato capitano di ventura, provò a fermare i lanzichenecchi sul Mincio, ma fu colpito da un proiettile di falconetto e morì; e così la Città eterna venne devastata per settimane dall’orda germanica, mentre il papa impotente osservava lo spettacolo dei saccheggi e delle violenze protetto dalle mura di castel Sant’Angelo.

Machiavelli, che aveva precedentemente assistito alla discesa in Italia di un altro re francese, Carlo VIII, al quale Piero de’ Medici aveva spalancato le porte di Firenze, capì che l’Italia degli staterelli regionali era destinata a soggiacere sotto la forza degli Stati nazionali e dei loro eserciti. Solo un principe che avesse avuto insieme “virtù” e “fortuna”, avrebbe potuto opporsi alle potenze straniere; ma quella del principe, dopo la morte prematura di Cesare Borgia, non restava che una vaga speranza per il celebre intellettuale fiorentino, che concluse il suo capolavoro (De principatibus) con un’accorata esortazione agli italiani.

Da allora passarono più di tre secoli, prima che arrivasse un sovrano, Vittorio Emanuele II di Savoia, il quale divenne la guida del movimento risorgimentale e, grazie all’opera di altri due grandi personaggi dell’epoca (Cavour e Garibaldi), riuscì a costituire il Regno d’Italia, proclamato il 17 marzo del 1861.

E’ dunque una storia complessa e drammatica quella della nostra sovranità nazionale. Ma anche nei secoli delle dominazioni straniere, la certezza che l’Italia esisteva si doveva prima di tutto alla continuità e staordinarietà della sua tradizione culturale. Un grande patrimonio di cui oggi dobbiamo essere consapevoli e orgogliosi; un patrimonio che non va disperso, ma valorizzato perché costituisce la nostra vera ricchezza.

Se la civiltà occidentale è diventata la culla della scienza, del progresso e della bellezza, lo si deve soprattutto a personaggi come Leonardo, Michelangelo, Galileo. Se esistono gli Stati Uniti d’America, è grazie a Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci. Se abbiamo aerei che volano e navicelle che viaggiano nello spazio siderale, dobbiamo ringraziare gli studi sul volo e sulla balistica di Leonardo da Vinci.

Le celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte del grande genio italiano devono servire a ricordarcelo.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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