La più bella isola

lampedusa Sono stato a Lampedusa per trascorrere una settimana al mare, e davvero il mare di Lampedusa è bellissimo: fondali cristallini dove si nuota in mezzo ai pesci come se si fosse ai Caraibi.

Ma la cosa più soprendente – almeno per me lo è stata – è che nell’isola siciliana più vicina al nord Africa si vive in un clima di grande tranquillità, tanto che le macchine vengono lasciate aperte perché non c’è pericolo che qualcuno possa rubarle. Non solo gli isolani vivono così, ma anche i turisti vengono contagiati da questa atmosfera rilassata e serena; e a loro volta abbandonano le ansie e le preoccupazioni tipicamente cittadine.

Per la verità anch’io ero arrivato lì con il timore che le immagini degli sbarchi di clandestini, delle navi Ong che pretendono di entrare nel porticciolo lampedusano e di navi della Guardia costiera che cercano di fermarle – viste e straviste in tv – rappresentassero una realtà non proprio adatta ad essere un perfetto luogo di villeggiatura. Pensavo che le spiagge sarebbero state invase da vu cumprà e che all’uscita del supermercato ci sarebbe stata la fila dei giovani africani col telefonino in una mano e nell’altra il cappello per le elemosine.

E invece niente di tutto questo. Dopo l’arrivo della nave di Carola Rackete che ha forzato il blocco, imbarcazioni delle Ong non ne sono più arrivate, almeno fino ad oggi. A parte la questione delle navi cosiddette “umanitarie”, in buona parte risolta coi recenti decreti Sicurezza, possiamo dire che oggi a Lampedusa il fenomeno dell’immigrazione irregolare risulta davvero sotto controllo; a differenza di quello che certamente era negli anni passati.

Immigrati che ciondolano per strada senza far nulla come se ne vedono nelle città della Penisola, lì non ce ne sono. E addirittura si può stare sdraiati sulla spiaggia a prendere il sole senza che nessuna sequela di vu cumprà venga a proporre la solita mercanzia made in Cina, come invece succede sulle spiagge della Versilia e del resto d’Italia.

Evidentemente i lampedusani hanno capito che la loro sopravvivenza dipende quasi esclusivamente dai flussi turistici, visto che l’isola è sì bellissima, ma praticamente desertica e inadatta all’agricoltura. I pescatori, poi, a chi lo venderebbero il loro pesce fresco se non ci fossero i ristoranti pieni di turisti a comprarlo?

E allora è successo che, nelle ultime elezioni comunali, la precedente sindaca Giusy Nicolini, notissima per la sua passione pro-immigrazione al punto che certa stampa di sinistra parlava di lei come la prossima vincitrice del Nobel per la pace, ebbene proprio lei è stata mandata a casa dagli elettori, stanchi della sua politica delle porte-aperte-a-tutti che rischiava di mandare all’aria l’economia dell’isola.

Il nuovo sindaco, Salvatore Martello, che non è certo un leghista, ma un uomo dotato di buon senso, pragmatico e non ideologico (tanto che ha lasciato il Pd e ha fondato una lista civica), ha cambiato totalmente l’impostazione e l’atteggiamento dell’amministrazione comunale verso il tema dell’immigrazione. E infatti ha detto: ” Il salvataggio è sacrosanto, ma l’accoglienza va riorganizzata rispettando le regole che la giunta Nicolini ha disatteso per prima: il nostro centro di Contrada Imbricola ha 300 posti disponibili, se metto altri 700 stranieri o più, come si fa poi a proclamare al mondo che a Lampedusa facciamo una buona accoglienza?”

E’ per questo che a Lampedusa si può circolare tranquillamente e non si vive costantemente ossessionati dal timore dei furti in casa o degli scippi. Il fenomeno dell’immigrazione è stato affrontato realisticamente e quindi governato: perché le porte a tutti non si possono aprire, altrimenti diventa un’invasione.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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