Il papa e Gretina

130134624-3dfec9ce-a4ff-472a-9015-5e1fdf8a47c4 L’incontro tra papa Francesco e Greta Thunberg, anche se durato pochi minuti, è stato molto significativo e ci ha fornito un’ottima  chiave di lettura e interpretazione dei nostri tempi.

Da una parte il papa più modernista della storia della Chiesa, attento a tutte le questioni di stretta attualità, in primis l’immigrazione; dall’altra la giovanissima paladina dell’ambientalismo radicale, che si vanta di comprare solo cose già usate, a parte il cibo, e persino di aver fatto perdere la brutta abitudine di prendere l’aereo ai suoi genitori per non inquinare l’azzurro cielo.

Due perfetti eroi pop che sarebbero piaciuti a Andy Warhol; due icone che ormai si sono conquistate il posto d’onore nell’universo dei media e dei social; due simboli mondiali della visione anticonsumista e prodecrescita.

Per questo Bergoglio ha dedicato l’ultima Via crucis pasquale proprio al tema degli immigrati e dell’accoglienza. Perché la questione religiosa per lui è diventata soprattutto un tema sociale e di conseguenza politico, visto che il nemico numero uno dell’accoglienza ha un nome e un cognome; che seppur non citato direttamente, viene chiaramente evocato, come aveva fatto in passato il quotidiano dei vescovi Avvenire, sbattendo in prima pagina la foto di Matteo Satana-Salvini.

È dunque ovvio e naturale che al papa sostenitore dell’utopia migrazionista,  per cui i porti dovrebbero essere sempre aperti a tutti, come pure le casse dello Stato, non possa che andar bene anche l’altra grande utopia dei nostri giorni: quella ambientalista. Infatti ce lo aveva già detto chiaramente in Laudato sì, la sua enciclica ecologista, che gli uomini devono smettere di sfruttare la Terra.

E davanti ai fotografi, Francesco ha sorriso e stretto la mano della ragazzina che viene dal Nord a predicare la decrescita felice, e che invita i suoi coetanei a marinare la scuola per sfilare lungo le strade delle città europee e per chiedere ai governanti di cambiare lo stile di vita della gente.

Se dovessimo dare ascolto a Bergoglio e alla Thunberg, qualche milione di giovani africani lascerebbero in pochi mesi i loro paesi e si riverserebbero qui da noi, con un flusso incontrollato che danneggerebbe privandola di risorse umane prima di tutto l’Africa e poi la nostra civiltà, portando il caos e la violenza nelle strade; né l’ambiente sarebbe preservato, se rinunciassimo alla produzione industriale e alle macchine, perché l’impoverimento generale non è garanzia di salubrità dell’aria, mentre solo lo sviluppo di tecnologie più avanzate e meno inquinanti può generare sia benesere sociale che miglioramento delle condizioni ambientali.

Chissà se qualcuno non sta già pensando a un cartone animato sullo stile di Heidi, magari intitolato “Il papa e Gretina”. Il successo sarebbe assicurato e gli incassi certamente elevatissimi, da devolversi tutti a qualche Ong ambientalista.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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