I miei studenti stranieri

Giorgio Vasari Tra i miei studenti di quinta dell’indirizzo tecnico, la più brava in lingua e letteratura italiana è una ragazza di origine indiana, che si ritroverà un 9 in pagella; il più bravo a storia è uno studente cinese, anche a lui ho dato 9.

Questi due ragazzi – i quali hanno conseguito ottimi risultati anche in altre discipline – provengono da famiglie di immigrati giunti legalmente in Italia; che hanno trovato lavoro qui da noi; che si sono perfettamente integrati anche in virtù della loro mentalità certamente più elastica rispetto ad altre tradizioni culturali e religiose; che hanno mandato i loro figli a scuola seguendoli e sollecitandoli ad impegnarsi; che ovviamente rispettano le nostre leggi e, penso di poterlo affermare con un buon margine di certezza, amano il Paese in cui attualmente si trovano.

Nei miei oltre trent’anni d’insegnamento nelle scuole, di studenti stranieri ne ho avuti e conosciuti molti. E la mia lunga esperienza con loro mi conferma quanto ho già affermato: i figli degli immigrati regolari sono quelli che si comportano meglio e studiano di più.

L’anno scorso, sempre in una quinta, avevo un ragazzo di origine marocchina, i cui genitori sono in Italia da molti anni e hanno un’attività commerciale. Negli ultimi mesi di scuola, ebbe il riconoscimento della cittadinanza italiana, senza bisogno della legge sullo ius soli: fu una festa per tutta la classe, studenti e insegnanti si congratularono con lui e condivisero sinceramente la sua gioia. Anche lui era un bravo studente e si diplomò con ottimi voti.

Negli anni passati non ci sono mai stati problemi di integrazione con questi ragazzi, né con le loro famiglie che sono gente onesta, venuta in Italia per lavorare e dare un’opportunità ai loro figli.

Mi sembra quasi inutile ripeterlo, ma sono questi gli immigrati che fanno bene al nostro Paese; e come loro ce ne sono tanti. Ecco perché la decisione di bloccare l’immigrazione illegale (dopo anni di porte aperte indiscriminatamente) è stata un’iniziativa sacrosanta, voluta dal bravo ministro Minniti e che adesso continua con maggiore determinazione grazie a Matteo Salvini.

Interrompendo il flusso dei clandestini, si possono persino trovare risorse per sostenere gli immigrati che lavorano regolarmente e le loro famiglie. Sono proprio questi ultimi, infatti, che ci chiedono di essere molto severi con chi entra in Italia senza prospettive di lavoro e poi finisce inevitabilmente per rubare o spacciare droga.

Quelli che lanciano accuse di razzismo contro chi si oppone all’immigrazione irregolare, lo fanno solo per motivi legati alla politica e pregiudizi ideologici; e senza nessun fondamento nella realtà dei fatti.

About This Author

Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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