Gli anti-italiani

del rio La vicenda della Sea Watch e della sua capitana si è conclusa come avevamo previsto: Carola Rackete se n’è fregata degli ordini ricevuti dalle autorità portuali di Agrigento, ha forzato il blocco e ha fatto una sconsiderata manovra di attracco, rischiando di schiacchiare una motovedetta della Guardia di Finanza con tutto il suo equipaggio. Non a caso l’avevamo precedentemente definita “Carola la corsara”.

Ma lasciamo da parte i risvolti legali di cui si sta occupando la magistratura italiana che speriamo non si lasci intimidire dalle pressioni internazionali dei vari Macron, Angela Merkel e compagnia bella; i quali, dopo avere blindato le frontiere di casa loro, ora vogliono che a fare l’accoglienza sia solo l’Italia.

Vediamo, invece, di ragionare sul perché un gruppetto di parlamentari di sinistra (Del Rio, Faraone, Frantoianni e Orfini) sia salito sulla Sea Watch per manifestare piena solidarietà alla Rackete mentre stava clamorosamente infrangendo le leggi italiane.

Secondo il loro ragionamento, la capitana avrebbe agito in base alle regole degli uomini di mare che impongono di salvare sempre e comunque i naufraghi.

Qualcuno che ancora può vantare reminiscenze liceali, si è persino spinto a citare l’Antigone di Sofocle, facendo un paragone con l’eroina greca che disubbidisce al diktat di Creonte, il re di di Tebe, e seppellisce il cadavere del fratello Polinice, colpevole di avere assaltato la città; andando così incontro al castigo previsto. E’ un paragone improprio che non sta né in cielo né in terra: la legge non scritta a cui si riferisce Antigone nella tragedia (consiglio di leggerla nella bella traduzione di Franco Ferrari, con prefazione di Eva Cantarella, Bur 2012) ha origini aristocratiche, tanto è vero che Antigone stessa è figlia di un re, Edipo, che involontariamente si era unito alla madre Giocasta.

Le leggi della democrazia, che nasce nella “polis” di Atene la cui costituzione prevedeva proprio il superamento della società arcaica di tipo aristocratico, sono, invece, necessariamente leggi scritte perché valide “erga omnes”, cioè per tutti: e infatti il nostro Stato di diritto si basa sul principio fondamentale che le leggi sono uguali per tutti.

L’ex ministro Del Rio, per trovare una giustificazione al comportamento fuorilegge della Rackete, ha detto che lei si sarebbe comportata così in virtù di uno stato di necessità: come quando una macchina che trasporti un ferito grave può passare col semaforo rosso purché mostri un fazzoletto o un segnale similare. E questa è un’altra sciocchezza, smentita dallo stesso Pm di Agrigento Patronaggio, il quale ha precisato che gli ammalati presenti sulla Sea Watch erano stati sbarcati in precedenza; ragion per cui non c’era uno stato di necessità e Carola non aveva nessuna giustificazione per la sua spericolata manovra di attracco.

La verità, al di là di questi vani tentativi di giustificare l’impossibile, è che alcuni parlamentari di sinistra (e con loro tutto il coro dei Saviano, Gad Lerner, Gino Strada, Roberto Vecchioni eccetera) dimostrano di coltivare un profondo sentimento anti-italiano, anche se occultato dai tanto sbandierati ideali umanitari.

E’ il vizio antico della sinistra italiana, che ha origine nel periodo della Resistenza, quando il Partito comunista si opponeva in modo feroce ai partigiani badogliani, cattolici e liberali. E chi credeva nei valori della Patria e della Nazione veniva combattuto anche se era antifascista, perché i suoi ideali erano considerati dai partigiani comunisti filo-sovietici un retaggio del fascismo.

Certamente Del Rio e gli altri parlamentari corsi in difesa della Sea Watch non sono più come i comunisti del 1945, che si macchiarono di veri e propri crimini; ma ne hanno ereditato l’atteggiamento anti-patriottico, per cui mettono prima la legge (non scritta) dell’accoglienza dei migranti e in secondo piano le leggi (scritte e democratiche) dello Stato italiano. E trovano giustificabile il comportamento di una giovane donna di nazionalità tedesca che porta la sua nave in un porto italiano disobbedendo agli ordini delle nostre autorità; che pretende di imporci l’accoglienza di un gruppo di migranti; e, dulcis in fundo, rischia di affondare una imbarcazione della Guardia di Finanza. Se non sono anti-italiani questi…

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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