Figlinesi onorari

sting Il fatto che Sting e sua moglie Trudy abbiano ottenuto la cittadinanza onoraria di Figline-Incisa, è una gran bella notizia; anche perché non si tratta di una cittadinanza fittizia, come talvolta accade quando le amministrazioni comunali si vogliono impreziosire sfruttando la presenza fugace o vacanziera di personaggi celebri nei loro territori.

Sting qui ci vive veramente, insieme alla famiglia, da molti anni e, com’è noto, è diventato anche un importante imprenditore del settore agro-alimentare. E non ha mai fatto spallucce, quando è stata richiesta la sua “immagine”, famosa in tutto il mondo, per dare forza ad iniziative di pubblica utilità come la donazione del sangue o, più recentemente, la solidarietà al presidio dei lavoratori della Bekaert finiti in cassa integrazione.

Ha dunque fatto benissimo la Sindaca Mugnai a portare a conclusione il percorso per il riconoscimento della cittadinanza onoraria a Sting; che peraltro era partito già durante la precedente amministrazione su proposta della consigliera di opposizione Valentina Trambusti.

A questo punto mi viene spontaneo fare qualche considerazione sulla questione più generale della cittadinanza conferita agli stranieri residenti in Italia: ebbene, la cittadinanza italiana non può che essere motivata dai loro meriti; sia che si tratti di persone illustri, i cui meriti siano ampiamente riconosciuti in campo scientifico, economico o culturale; sia nel caso di giovani, figli di immigrati, come è stato per i due ragazzi di origine marocchina, Rami e Adam, che salvarono un gruppo di loro coetanei vittime di un sequestratore e terrorista islamico.

Sia chiaro: non è che per diventare cittadini italiani si debba essere necessariamente eroi; basta essere residenti in Italia da un certo numero di anni, aver svolto un regolare percorso di studi nelle nostre scuole, di conseguenza conoscere la lingua italiana e i principi fondamentali della Costituzione. E ovviamente, una volta maggiorenni, bisogna fare una richiesta formale in cui si dichiari la volontà di diventare cittadino o cittadina italiani.

Lo ius soli, ovvero la possibilità di ottenere nei primi anni di vita la cittadinanza solo in virtù del fatto di essere nati in un derminato paese, è una sciocchezza; ed è anche inutile, visto che tutti i giovani stranieri residenti in Italia, giunti alla maggiore età, possono fare liberamente richiesta di ottenere la cittadinanza e, se hanno tutti i requisiti, la ottengono abbastanza facilmente, come dimostrano i numeri.

Persino negli Stati Uniti la legge sullo ius soli (sancita costituzionalmente e spiegabile in base alla storia molto particolare di quel Paese inizialmente fatto solo da immigrati) è stata recentemente messa in discussione dal presidente Trump, vista la situazione di emergenza determinatasi in seguito alle forti ondate migratorie provenienti dal Messico.

Ma in Italia la cittadinanza viene conferita solo agli stranieri meritevoli e consapevoli, e così ci auguriamo che sia anche in futuro. Stranieri meritevoli, come i coraggiosi Rami e Adam; o come il grande Sting e la sua bellissima moglie Trudy, ormai cittadini onorari di Figline-Incisa.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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