Studenti stupidelli

dellaria-2 La professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria ha tutta la mia comprensione e finanche la mia solidarietà: è stata sospesa dall’insegnamento per due settimane dal burocrate di turno, perchè alcuni suoi studenti (alquanto stupidelli e ignorantelli) hanno girato un video dove si paragona l’attuale decreto Sicurezza, voluto dal ministro Matteo Salvini, alle famigerate leggi razziali del 1938.

Che colpa ha una prof se i suoi studenti non studiano la Storia contemporanea e non riescono a capire la tragica portata di quelle leggi antisemite, varate durante il fascismo, ma  che seguirono di pochi anni le simili leggi di Norimberga volute da Hitler; e di conseguenza usano le agghiaccianti immagini della Shoah per stabilire raffronti improponibili con la realtà di oggi?

Paragonare lo sterminio programmato degli ebrei e attuato negli anni della “soluzione finale”, di cui purtroppo il fascismo si rese complice durante la Repubblica di Salò, a un decreto che, per quanto  criticabile possa apparire – ed è giusto sia così visto che ci troviamo in democrazia – si limita a stabilire delle norme e dei paletti all’accoglienza degli immigrati irregolari, specificando come e per quali reati commessi sia possibile operare i rimpatri, beh, evidentemente è frutto non solo di una scarsissima preparazione storica  ma anche di un difetto di razocinio negli studenti.

I quali studenti, però, hanno una  giustificazione e un vantaggio dalla loro parte: il fatto di essere degli adolescenti  e, quindi, di avere a disposizione ancora molti anni della loro vita per studiare  e migliorare la conoscenza della Storia, ma soprattutto per crescere sotto il profilo della razionalità e della capacità di analisi fattuale.

Se penso alle stupidaggini che dicevo e scrivevo io alla loro età,  nonostante che frequentassi un prestigioso liceo classico con ottimi insegnanti, mi viene da arrossire per l’imbarazzo. Per cui, di certo non possiamo prendercela più di tanto con i giovanissimi autori di un video praticamente demenziale; ma a maggior ragione non si doveva sanzionare  la professoressa che di quel video non è stata né la curatrice e nemmeno l’ispiratrice (come lei stesso ha precisato in un’intervista televisiva).

L’unica cosa che mi sentirei di dire a quei ragazzi è di non frequentare solo i social media o i centri sociali, il cui livello culturale è notoriamente assai scarso, ma anche le biblioteche, e di leggersi qualche buon libro di argomento storico. Magari un classico della letteratura del Novecento che ha raccontato le atrocità del lager, chessò, Se questo è un uomo di Primo Levi, giusto per dire uno dei più noti.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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