Posts in: dicembre, 2019

Mani pulite ieri e oggi

mani pulite Gli sconfinamenti della magistratura italiana ( o, per meglio dire, di una parte di essa) nel campo della politica risalgono ormai a molti anni fa; e precisamente al periodo di quelle inchieste giudiziarie passate alla storia con l’espressione “Mani pulite”, che portarono allo scioglimento di due grandi partiti, la Democrazia Cristiana e il Psi, i cui principali dirigenti vennero tutti indagati, arrestati o processati.

Nel suo complesso, la classe dei politici (tranne i comunisti che furono “miracolosamente” salvati) restò annichilita sotto la veemenza di quel pool di magistrati, i quali godevano di un vasto consenso nell’opinione pubblica dovuto ad una crescente ondata giustizialista; cavalcata poi da chi ne era rimasto indenne per motivi allora oscuri, ma che negli anni


David e Golia

zuck Nell’era dei social e della comunicazione via Internet, c’eravamo illusi di aver ottenuto il massimo della libertà di espressione ed informazione. La possibilità di scrivere e mettere online ogni nostro pensiero oppure di leggere le opinioni e i commenti provenienti dagli utenti di tutto il mondo, ci aveva fatto credere che la democrazia (virtuale) fosse veramente alla portata di tutti.

Non a caso in Italia è sorto un movimento politico (i Cinquestelle) che si ritiene in piena sintonia con la volontà popolare, solo perché alcune migliaia dei suoi iscritti possono cliccare “mi piace” sulla piattaforma online, denominata Rousseau e chiaramente ispirata al teorico illuminista della democrazia diretta.

Poi, però, ci siamo accorti che i padroni di questi enormi


Immigrato

immigrato Esce a gennaio il nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo, ma già si annuncia con un esilarante trailer in cui Checco, imitando la voce del suo maestro Adriano Celentano, canta la canzone “Immigrato” e racconta la giornata di un italiano medio alle prese con un tipico migrante (come si direbbe nel lessico progressista) o clandestino (per dirla alla Salvini).

Il protagonista del trailer, un “uomo qualunque”, esce dal supermercato con il carrello della spesa, va al distributore di benzina per fare il pieno, si ferma al rosso del semaforo; e, come sempre più spesso accade a tutti noi in occasioni simili, si trova a ricevere la richiesta pressante di qualche spicciolo da parte di uno delle migliaia di


Il pericolo cinese

HK Forse ce n’eravamo dimenticati, in questi ultimi anni; o forse c’eravamo illusi che, prima con la caduta del Muro di Berlino e poi con le riforme economiche varate da Deng Xiaoping, la questione del comunismo fosse definitivamente accantonata.

In verità, anche se sparito nell’Europa dell’est e nella Russia, il comunismo è vivo e vegeto nella Cina dei nostri giorni. Anzi, è stato rafforzato da Xi Jinping sia all’interno (il presidente della Repubblica popolare non ha più vincoli di mandato in seguito a una nuova legge costituzionale); ma soprattutto volto ad attuare una politica imperialistica nell’autentico senso della parola.

In Europa e in Italia, dove la Cina è già molto presente attraverso acquisizioni nel settore delle principali infrastrutture,