Posts in: febbraio, 2019

A scuola coi jeans strappati

jeans Chi cammina per i corridoi di una scuola superiore – io lo faccio quasi tutti i giorni in quelli dell’ ISIS “G. Vasari”, ma il discorso vale anche per le altre scuole pubbliche della Penisola – ha l’impressione che gli studenti si trovino in situazioni di gravissima povertà. Ragazzi e ragazze, in alta percentuale, vanno vestiti come straccioni, usando pantaloni e jeans strappati e bucati in più punti. E non si tratta solo di qualche scucitura come si usava fino a qualche anno fa; ora gli strappi si fanno ampi fino a scoprire i ginocchi e parte delle cosce.

E’ ovvio che si vestono così per seguire una moda e non per una condizione economica di difficoltà, anche perché


Nessuna giustizia per Sana

sana C’era una volta Sana Cheema, una bella ragazza nata in Pakistan e poi cresciuta a Brescia dove ha visssuto fino all’età di 25 anni. Non era un principessa delle Mille e una notte, anche se ne aveva gli occhi e il fascino orientale; ma una semplice immigrata di seconda generazione che si era perfettamente integrata nel nostro Paese; al punto da vestire, parlare e comportarsi come tutte le giovani donne italiane. Così bene integrata che era arrivata a volersi scegliere da sè il proprio fidanzato.

Fu allora – siamo nel dicembre 2017 – che il padre la riportò in Pakistan, probabilmente col pretesto di farle riabbracciare i parenti lasciati lì da bambina. In realtà si


L’Italia scelga tra Maduro e Guaidò

Venezuela In passato eravamo soliti assistere ai golpe dei militari sudamericani, che rovesciavano i governi democratici per rimpiazzarli con vere e proprie dittature. Così avvenne, giusto per fare un paio di esempi, in Argentina (1976) e in Cile (1973).

E com’è noto, dietro l’avvento dei dittatori, c’era il supporto diretto o comunque il consenso degli Stati Uniti che temevano l’espandersi del comunismo di ispirazione cubana nel continente a loro più vicino.

Oggi, però, in Venezuela la situazione è completamente ribaltata: abbiamo un presidente comunista, Nicolas Maduro, che non riconosce le regole della democrazia, ha ridotto il suo popolo alla fame, ma è sostenuto dai militari; dall’altra parte c’è il presidente del Parlamento, Juan Guaidò, che vorrebbe portare il