Un’ unione politica e civile

bacio Un artista di strada, a Roma, con una straordinaria intuizione artistica e profetica, ha battuto sul tempo tutti i più autorevoli commentatori della politica italiana, che mai avrebbero scommesso su un accordo tra Di Maio e Salvini per la nomina dei presidenti delle Camere, visto che – secondo la loro visione ancorata ai vecchi schemi – Giggino sarebbe di sinistra e Matteo di destra.

E invece lui, che si firma TvBoy, due giorni prima della fumata bianca e dell’accordo trovato, ti piazza un murales in una stradina non distante da Montecitorio; nel quale i due leader, il movimentista e il leghista, il primo napoletano doc, il secondo purosangue lumbard, non si stringono la mano e neppure si fanno l’ occhiolino; ma si baciano appassionatamente in bocca, come due gay innamorati, due colombe che tubano, due anime gemelle unite per sempre.

Alla faccia di chi li descriveva come avversari irriducibili, in nome dell’antagonismo tutto novecentesco tra destri e sinistri, conservatori e progressisti, padroni e operai e, dulcis in fundo, tra nordisti e sudisti.

Ci voleva un artista di strada per annunciare al mondo che il nuovo Millennio è finalmente iniziato anche nella politica italiana, con la scomparsa elettorale dei comunisti e post-comunisti di Liberi e Uguali, il tracollo della Dc nell’ultima versione renziana-valdarnese che si chiamava Pd e l’ afflosciamento della corazzata berlusconiana moderata-centrista, quel fantomatico mai nato Partito popolare della Merkel all’ italiana che stonava come un wurstel condito con sugo alle cozze e vongole.

Ebbene sì, Salvini e Di Maio si sono incontrati, si sono parlati ( a modo loro, su wattsap, naturalmente) e si sono accordati: la rispettabilissima signora e magistrato Casellati, di Forza Italia, al Senato ( un contentino al vecchio Cavaliere bisognava pur darlo, se no rischiava l’ infarto); e il bel Fico macho ruspante, grillino della prim’ ora, a dirigere gli onorevoli della Camera.

Chissà se Giggino e Matteo si sono piaciuti al punto che magari faranno un governo insieme. Secondo il nostro geniale artista di strada, sicuramente sì; fosse per lui, partorirebbero un figlio con l’ utero in affitto, stile Niki Vendola. Ma a noi quest’ ultimo pronostico interessa assai poco. A noi basterebbe che quei due, populisti cattivi e pure sovranisti, facessero piazza pulita della nomenklatura cattocomunista che prende ordini da Bruxelles e rimettessero in moto l’ Italia, con meno tasse e più lavoro. Non sarà facile, ma staremo a vedere che combinano.

About This Author

Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

Post A Reply