Senatrice a vita

segre Liliana Segre, la ragazzina che nel 1944 fu internata ad Auschwitz riuscendo miracolosamente a sopravvivere, a differenza dei suoi genitori e di tanti altri ebrei italiani, è stata ora nominata senatrice a vita dal Presidente Mattarella. E’ una scelta sacrosanta, anche perché la Segre si è dedicata per anni ad un’ opera importantissima di testimonianza nelle scuole, dove è necessario educare i giovani alla memoria degli eventi storici del secolo scorso e, in modo particolare, della tragedia della Shoah.

Probabilmene la scelta di Mattarella è stata determinata dalla volontà di condannare ancora una volta l’ avvento delle leggi razziali, che il regime fascista ormai convertito all’ antisemitismo varò nel 1938, quindi esattamente ottant’anni fa. Ed è stata proprio Liliana Segre a ricordare in una recente intervista televisiva quella pagina vergognosa della storia italiana, quando appunto a lei, studentessa di otto anni, venne detto che non avrebbe più potuto frequentare la scuola pubblica in quanto ebrea. Fu quello un vero e proprio tradimento nei confronti degli ebrei italiani, i quali in passato avevano partecipato alle battaglie risorgimentali e avevano servito la Patria durante la prima guerra mondiale. Paradossalmente, tra gli ebrei italiani c’ erano anche dei sostenitori del regime fascista, che negli anni precedenti non aveva mai sposato le idee razziste ed antisemite che circolavano nella Germania nazista; come nel caso del podestà ebreo e fascista di Ferrara, il quale si vide costretto a rassegnare le dimissioni e a restituire la tessera del Pnf.

Dopo che nel 1935 Hitler ebbe varato le leggi contro la razza ebraica, espellendo studenti e professori ebrei da scuole ed università, non pochi ebrei tedeschi si trasferirono in Italia per iscriversi nelle nostre facoltà universitarie che li accolsero senza problemi. E lo stesso Duce, in diversi discorsi pubblici, aveva garantito personalmente la sicurezza degli ebrei romani.

Ma poi Mussolini, in seguito alle ricadute negative della campagna in Etiopia sul piano internazionale, sancì lo sciagurato accordo Roma-Berlino; e si convertì all’ antisemitismo, praticamente copiando le famigerate leggi di Norimberga e riproponendole in Italia nel 1938.

La nomina a senatrice a vita di Liliana Segre è stata, dunque, una decisione che dobbiamo salutare con gioia. Soprattutto perché ai nostri giorni l’ antisemitismo non è affatto scomparso, anche se non ha più il volto feroce dei soldati delle SS con le divise nere e il teschio sul berretto. L’ antisemitismo, oggi, ha sembianze molto più istituzionali e politically correct; e si manifesta nei convegni universitari torinesi contro la politica di Israele, nelle campagne lanciate in Svezia per boicottare i prodotti agroalimentari provenienti da Israele, nei cori che si levano contro Israele durante le manifestazioni del 25 aprile e, dulcis in fundo, nel voto dell’ assemblea generale dell’ ONU contro l’ idea (americana) che Gerusalemme venga riconosciuta capitale dello Stato d’ Israele.

Come non applaudire alla scelta del Presidente Mattarella, il quale ci ricorda così che nella nostra Repubblica democratica il razzismo e l’ antisemitismo sono stati banditi per sempre? Eppure l’ Italia, alla prova dei fatti in sede ONU, ha votato contro Israele insieme ai suoi nemici storici. Non sarà che nel nostro Paese ci si dichiara antisemiti giusto quando cade la ricorrenza delle leggi razziali o in prossimità del giorno della Memoria; e subito dopo gli ebrei diventano nuovamente sionisti e invasori della Palestina; per cui, quasi quasi, sono come i loro antichi aguzzini nazisti?

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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