Le false emergenze

de cataldo Da quando gli italiani hanno votato, sembra sia sparita dal dibattito pubblico la questione dello Ius soli. Evidentemente ci sono problemi ben più seri da risolvere, come la formazione del governo, di fronte al quale quelle che sembravano emergenze fino a ieri l’ altro, si sono rapidamente sgonfiate dimostrando così la loro inconsistenza. Per la verità, c’ era un altro tema che fino a qualche settimana fa sembrava essere una tremenda emergenza, visto che i media ripetevano in continuazione che in Italia si stava diffondendo un nuovo movimento fascista; ed anche questa, dopo le elezioni, si è disciolta come la neve all’ arrivo della primavera.

Magicamente, quindi, non c’è più il pericolo fascismo e neppure si vede la necessità di concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati nel nostro Paese. L’ opinione pubblica è cambiata dall’ oggi al domani; e tutto sommato questo è un bene.

Ogni tanto, però, si continua ad alzare qualche voce solitaria a ribadire la bontà dello Ius soli. E’ successo proprio venerdì 6 aprile, durante il consueto dibattito serale condotto su La 7 da Lilli Gruber: il magistrato-scrittore Giancarlo De Cataldo ha sentito il bisogno di spiegarci che la legge – ormai praticamente affossata – sarebbe stata un’ ottima cosa, perché avrebbe reso ancora più italiani quei ragazzi che, secondo lui, si sentono stranieri e respinti, e quindi potrebbero cadere nella rete dello jihadismo.

Ma chi l’ ha detto che i ragazzi stranieri si sentono respinti? Lo dice lui, ovviamente; ma non è questa la verità. Lavoro nella scuola superiore da molti anni e quindi ho visto e conosciuto molti ragazzi stranieri; per cui ho un’ esperienza diretta e non parlo solo in base a un’ idea astratta, come fa De Cataldo.

Per dimostrare quanto lui e quelli che la pensano allo stesso modo si sbaglino, vorrei raccontare brevemente la storia di un mio bravo studente di origini marocchine che qui chiamerò Mohammed, anche se questo non è il suo vero nome.

Ebbene Mohammed, che frequenta l’ ultima classe delle superiori in un indirizzo tecnico, quest’ anno ha ottenuto la cittadinanza italiana. E’ stato un avvenimento che ha riempito di gioia anche i suoi compagni e i suoi insegnanti; perché lui se la merita per davvero la cittadinanza.

In questi anni – vi assicuro – non è mai stato discriminato, ma ha fatto parte della classe come uno degli altri venti studenti italiani, che lo hanno trattato esattamente come uno di loro. Mohammed, quindi, non si è mai sentito respinto, perché nessuno, almeno nella nostra scuola, l’ ha respinto né emarginato. E lui, in questi anni, ha studiato la nostra letteratura e la nostra storia, oltre che le materie dell’ indirizzo tecnico. Poi, quando è arrivato a compiere 18 anni, ha consapevolmente fatto domanda per ottenere la cittadinanza italiana, che ha ricevuto in pochi mesi, com’è giusto che sia avvenuto nel suo caso.

Io sono pronto a scommettere che sarà un cittadino esemplare e che trasmetterà l’ amore che nutre per l’ Italia ai suoi figli.

Morale della favola: la legge sullo Ius soli non serve a niente; e gli italiani ( a parte il giudice De Cataldo e pochi altri come lui) l’ hanno capito.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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