La colpa è del proporzionale

elezioni Se avevamo ancora bisogno di conferme sulla scarsa efficacia del sistema elettorale proporzionale, l’ attuale situazione di impasse, per cui a due mesi dal voto non si vede ancora una coalizione in grado di governare, ce l’ ha ampiamente fornite.

Non sono un esperto di sistemi elettorali, ma per quel poco che so e che ricordo degli anni passati il sistema proprozionale ha determinato in tutto il periodo della Prima Repubblica governi che duravano talvolta pochi mesi, proprio perché si fondavano su coalizioni fragili e persino litigiose, tenute insieme solo dal collante anticomunista.

L’ instabilità ha dominato la scena politica italiana per almeno un trentennio, fino a quando, con gli anni Novanta e la discesa in campo di Silvio Berlusconi, le cose sono cambiate radicalmente. Non a caso il più brillante storico dell’ Italia contemporanea, Ernesto Galli della Loggia, in un suo piccolo ma illuminante libro, indica il 27 marzo 1994, quando cioè Forza Italia vinse le elezioni col famoso Mattarellum, una delle tre date fondamentali per capire la storia più recente del nostro Paese ( le altre sarebbero il 28 ottobre 1922, giorno della Marcia su Roma, e il primo gennaio 1948, quando entrò in vigore la Costituzione repubblicana).

Gli anni Novanta e i primi del nuovo Millennio hanno, invece, dato agli italiani governi più stabili, sia di centro-destra che di centro-sinistra, alcuni dei quali durati intere legislature; e questo per merito di sistemi elettorali di tipo maggioritario, che hanno garantito maggioranze molto più solide di quelle derivate dal sistema proporzionale. Il sistema maggioritario ha poi avuto il merito di creare il bipolarismo, che certamente ha semplificato – almeno fino all’ ultimo 4 marzo – il nostro quadro politico.

Se poi volessimo andare ancora più indietro, e magari risalire agli anni che precedettero la Marcia su Roma e la conseguente salita al potere di Benito Mussolini, potremmo facilmente osservare che l’ Italia del 1919-1922 vide una serie di governi di brevissima durata prodotti proprio dal nuovo sistema proporzionale. Questi governi, instabili e deboli, frutto di coalizioni fra liberali conservatori e cattolici, si dimostrarono incapaci di contenere il forte conflitto sociale e politico determinato dallo scontro tra i socialisti che occupavano le fabbriche del nord e sognavano di fare la rivoluzione come in Russia, e i gruppi dei nazionalisti e dei “fasci combattenti”.

Fu così che Mussolini riuscì a presentarsi all’ opinione pubblica, e soprattutto al re Vittorio Emanuele III, come l’ unico che avrebbe potuto garantire ordine e stabilità; e per questo, dopo la dimostrazione di forza delle camicie nere che il 28 ottobre 1922 invasero Roma senza trovare opposizione, ebbe l’ incarico di formare un governo di coalizione.

Insomma, per farla breve, possiamo tranquillamente affermare che il fascismo fu un figlio – certamente non desiderato – del sistema proporzionale e della sua evidente inefficacia.

Se, dunque, non ci decidiamo a cambiare la nostra legge elettorale, di certo non rischiamo l’ avvento di un nuovo Duce; ma continueremo a navigare come “nave sanza nocchiere in gran tempesta”, come scrisse Dante nella Divina Commedia. E questa ipotesi non promette niente di buono.

About This Author

Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

Post A Reply