L’ Italia è davvero come il Far West?

fare west Un operaio di colore che faceva il suo onesto lavoro su un ponteggio è stato colpito nella schiena da un piccolo proiettile di piombo sparato con una carabina ad aria compressa. E prima di lui la stessa modalità di aggressione si era avuta in un campo rom, dove purtroppo la vittima era stata una bambina.

Questi fatti orribili, i cui autori scellerati saranno certamente puniti come meritano dai magistrati essendo già stati identificati, hanno fatto gridare i soliti benpensanti ( giornalisti progressisti e politici pro immigrazione) contro la nuova ondata di razzismo in Italia. Inutile dirlo: la colpa di tutto ciò sarebbe da attribuire “in primis” a Matteo Salvini, come aveva già spiegato il guru Saviano dall’alto del suo pulpito moralistico e del suo attico a New York; ed ha recentemente ribadito Famiglia Cristiana con una prima pagina – a dir poco ridicola – in cui si paragona il leader leghista nientepopodimenoche a Satana.

Persino il presidente Mattarella ha fatto sentire la sua autorevole voce, dicendo in un incontro con la stampa che l’Italia non deve diventare il Far West. Giustissima e condivisibile considerazione, che però andrebbe quantomeno precisata; infatti, già da un po’ di anni noi “cattivisti” andiamo dicendo e scrivendo che questo rischio esiste per davvero: ce ne accorgemmo quando un immigrato africano di nome Kobodo una mattina, a Milano, si armò di piccone e spaccò la testa a due o tre persone, così, senza alcuna motivazione apparente; lo ripetemmo quando un gruppetto di immigrati sempre africani, sulle spiagge romagnole, massacrarono di botte e violentarono prima una turista polacca e poi un trans brasiliano; lo dicemmo ancora in occasione del barbaro omicidio di Pamela, violentata e fatta a pezzi da uno spacciatore nigeriano a Macerata; e solo poche settimane fa, quando a Firenze due macchine cariche di rom sfrecciarono a tutta velocità, sparandosi dai finestrini proprio come nei film di gangster, e schiantandosi contro il povero Duccio, fermo col suo motorino ad un semaforo e morto a soli 28 anni.

Ha perfettamente ragione il Presidente ad avvisare gli italiani. Ma se si vuole dire tutta la verità, bisogna precisare che il Far West ce l’hanno portato gli stranieri (non tutti gli stranieri, ovviamente, qui stiamo parlando degli irregolari, dei cosiddetti clandestini). Poi ci sono anche alcuni italiani imbecilli, come i cecchini coi fucili ad aria compressa, che contribuiscono e ci mettono del loro.

E qui veniamo alla domanda cruciale: gli italiani sono davvero diventati razzisti? Io penso proprio di no. Quello che sta avvelenando il clima non è il presunto razzismo, ma semplicemnte l’ esasperazione che è tutta un’altra cosa. Esasperazione soprattutto nei quartieri delle periferie, che in questi anni di accoglienza folle e indiscriminata hanno maggiormente sofferto a causa del fenomeno migratorio. E non perché “gli immigrati ci rubano il lavoro”, visto che nessun italiano vorrebbe fare il vu cumprà o raccogliere pomodori a luglio; semplicemente perché gli immigrati irregolari vivono in situazioni di estremo degrado, spesso delinquono per vivere e quindi generano allarme tra i cittadini normali, italiani o stranieri che siano.

Chi ha prodotto questa realtà da Far West, come la chiamerebbe Mattarella, non è certo stato Salvini o chi sta governando l’Italia da cinque mesi; ma chi l’ha governata negli anni precedenti e ha permesso che diventasse il campo profughi d’Europa. Per nostra fortuna, le cose adesso stanno cambiando, anche se il tema della sicurezza è tuttora all’ordine del giorno e tanto resta da fare.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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