E’ in arrivo il Natale

san francesco C’è nell’aria sentore di Natale, non è vero? I primi segni inequivocabili del suo prossimo arrivo si trovano sugli scaffali dei supermarket che, nella logica anticipatrice e calcolatrice del consumismo, già da un paio di settimane espongono i panettoni: con o senza canditi, con pezzetti di cioccolata, biologici e via dicendo (confesso che il mio preferito è quello solo con le uvette).

Ma subito dopo, come di routine ormai, arriva il segnale numero due: spunta in qualche parte d’Italia un o una dirigente scolastica delle materne o delle elementari che proibisce le programmate recite natalizie con relativi presepe e canti del Bambin Gesù. Il motivo è ben noto a tutti, credenti e non credenti: i riferimenti espliciti alla nascita di Gesù sarebbero un’offesa per i fedeli di altre religioni. E visto che i buddisti in Italia si contano sulle punte della dita; gli ebrei sono italiani a pieno titolo, rispettosi delle nostre tradizioni; e gli induisti sono molto tolleranti (ne ho una prova in una delle mie classi, dove una bravissima ragazza indiana mi dice che a casa sua festeggiano con gioia il santo Natale), è evidente che sono gli islamici l’unica comunità che toglie il sonno ai nostri dirigenti anti-natalizi.

La prima a muoversi -ma di certo non sarà l’ultima- quest’anno è stata la dirigente della scuola elementare di Terni, che ha posto il divieto ad alcune maestre di realizzare le scenette viventi del presepe. Naturalmente non l’ha detto che i genitori dei bambini islamici si sarebbero offesi e magari si sarebbero precipitati nel suo studio furiosi e determinati a combattere una “jihad” contro Giuseppe, Maria, il bue e l’asinello; ma certamente l’ha pensato. E allora, per prevenire ogni turbamento della quiete dirigenziale, con il rischio di rovinarsi le feste in arrivo, meglio vietare i canti tradizionali e le scene con i bambini incuranti del multiculturalismo, oltraggiosamente vestiti da pastori davanti alla mangiatoia e a un bambolotto adagiato su una culla di paglia in ricordo della nascita di Cristo.

Sinceramente a questo punto non so chi sia più pericoloso e fastidioso per la nostra meravigliosa civiltà italiana che, si può dire tranquillamente, ha inizio con gli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di Assisi e nella cappella Bardi in Santa Croce a Firenze, dedicati proprio all’ideatore del presepe nonché patrono d’Italia, San Francesco: se qualche fanatico musulmano turbato da bambini che recitano nel ruolo di pastorelli e angioletti; o qualche burocrate ignorante messo a dirigere una scuola elementare.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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