Disillusione europea

junker Secondo un sondaggio dell’emittente televisiva La7, se gli italiani votassero oggi in un referendum del tipo restare o uscire dall’ Unione Europea, solo il 44% sarebbe a favore della prima ipotesi; la maggioranza, invece, preferirebbe la Italexit.

Evidentemente, per moltissimi di noi, il sogno di un’Europa unita, forte e solidale, che prese forma proprio a Roma con il trattato del 1957, sta svanendo di fronte alla realtà degli ultimi anni, e che proprio in questi giorni sta assumendo dei contorni davvero surreali che fanno venire in mente certi film espressionisti in bianco e nero degli anni Trenta.

Sono anni che da Bruxelles inviano direttive sul diametro delle vongole che i pescatori italiani devono stare a misurare quando tirano su le loro reti; per non parlare poi della lunghezza delle zucchine e delle melanzane; o delle quote latte che hanno messo in crisi tanti nostri allevatori; o di quanti agrumi è concesso produrre ed esportare agli agricoltori siciliani.

Gli alti burocrati della UE hanno una fantasia tanto sfrenata quanto perversa nel trovare sistemi raffinati per accanirsi contro la gente onesta che lavora. Kafka descrisse questo assurdo meccanismo utilizzato dai funzionari della burocrazia in uno dei suoi capolavori, “Il castello”, che potrebbe benissimo adattarsi alla realtà europea di oggi.

Poi abbiamo assistito al continuo rimangiarsi le promesse di equa redistribuzione tra gli Stati membri degli immigrati sbarcati in Italia; e soprattutto alla indifferenza ed insipienza dei commissari di Bruxelles rispetto alla questione; tanto che un combattivo ministro dell’Interno, qual è Matteo Salvini, è dovuto ricorrere alla “extrema ratio” di chiudere i porti alle navi delle Ong che traghettavano migliaia di migranti dalle coste libiche alle nostre città del Sud.

Nelle ultime settimane, infine, si è giunti al culmine della sfacciataggine con la richiesta da parte di un ministro tedesco di rimandarci quelli che erano riusciti a passare le Alpi e ad arrivare in Germania, i cosiddetti immigrati secondari. Per non parlare dei poliziotti francesi che, solo qualche giorno fa, sono entrati in Italia di soppiatto e hanno scaricato qualche nordafricano sul nostro territorio, fregandosene di ogni principio di diritto internazionale.

Dopo tutto ciò, quando un governo, che rispecchia la volontà della maggioranza degli italiani, elabora una manovra economica per cercare in qualche modo di cambiare e di progredire – una manovra giusta o sbagliata che sia -, arrivano subito gli attacchi e le bocciature da parte dei commissari UE, guarda caso tedeschi e francesi, nonché del presidente Juncker, i quali sono abituati a dettare legge a casa nostra e persino ad imporci governi tecnici (Monti) mediante le loro lettere ufficiali; beh, allora si capisce perché gli italiani, se oggi potessero votare, in maggioranza sceglierebbero di lasciare l’Unione Europea.

Il referendum ovviamente non esiste neppure all’orizzonte, ed il sondaggio era un semplice esperimento. Ma a maggio le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo ci saranno per davvero; e allora gli italiani – e tutti gli altri cittadini comunitari – avranno modo di esprimersi sull’operato dei signori di Bruxelles. E allora vedremo.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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