Un presepe di plastica

acquavivaLo so che rischio di essere ripetitivo, ma in questi ultimi giorni i tg ci hanno mostrato come i preti bergogliani (quelli delle porte aperte a tutti) riescano a stravolgere nella forma e, peggio ancora, nella sostanza l’antichissima tradizione del presepe; per cui non posso fare a meno di tornare a parlarne.

Un caso, in particolare, mi ha colpito e infastidito per la espressività estremamente kitsch: si vede un bambolotto ( di colore nero, ovviamente, guai oggi a proporre un Cristo di carnagione bianca come hanno fatto per secoli i maestri della pittura da Cimabue fino a Salvador Dalì); che giace in un metaforico mare di bottigliette di plastica (il tema dell’ecologia onnipresente); galleggiante su un salvagente di gomma che vorrebbe ricordare i gommoni low cost di produzione cinese usati dai trafficanti di esseri umani in Libia; in mezzo a due pupazzi ( questi sì di pelle bianca, per cui qualche domandina di carattere genetico su loro figlio viene spontaneo porsela) raffiguranti San Giuseppe e Maria, anch’essi a rischio di essere inghiottiti dalla plastica.

Come dicevo, l’ideatore di questo allestimento – a chiamarlo “presepe” mi verrebbe da ridere – non è un artista contemporaneo come Maurizio Cattelan, noto per le sue opere dissacranti, o quel Ai Weiwei che l’anno scorso addobbò la sontuosa facciata di palazzo Strozzi a Firenze con dei gommoni rossi per migranti, e nemmeno la geniale Marina Abramovich che quest’anno, sempre a palazzo Strozzi, ha costretto i visitatori della sua mostra a passare attraverso una porta umana fatta da un ragazzo e una ragazza (veri e non di plastica) completamente nudi; ma il prete di Acquaviva delle Fonti, uno cioè che per cultura e per vocazione dovrebbe amare la tradizione del presepe e rispettarne la forma (oltre che la sostanza), e non ridurla a un concetto politicamente corretto tendente al kitsch e persino al trash.

Un concetto che poi neppure si giustifica. Qual è infatti il messaggio del nostro prete bergogliano: che anche Cristo era un migrante? E allora, ammesso pure che lo fosse (ma non è vero storicamente, basta leggere i Vangeli per capirlo), questo vuol dire che le migliaia e migliaia di migranti arrivati finora in Italia sono tutti automaticamente dei poveri Cristi degni di venerazione? Anche quelli che hanno stuprato e fatto a pezzi Pamela Mastrogiacomo? O quelli che spacciano droga nei giardinetti delle nostre città e lasciano morire per overdose una ragazzina di quindici anni, com’è successo recentemente nel quartiere di San Lorenzo a Roma? Anche quelli sarebbero puri e innocenti come Gesù Bambino?

Beh, direi proprio che il prete bergogliano in questione farebbe bene a trasferirsi in una missione in Africa, se davvero vuole aiutare la povera gente.

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Mi interesso di storia, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore. Sono nato a Potenza, da madre palermitana, ho studiato filosofia a Firenze, e ora vivo a Figline Valdarno. Insegno da molti, anzi, troppi anni materie letterarie e tecniche della comunicazione al "Giorgio Vasari".

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