2 giugno festa nazionale

frecce Ha avuto pienamente ragione Cottarelli quando, uscendo dallo studio del Presidente Mattarella, ha detto che un governo politico è la soluzione di gran lunga migliore per l’ Italia.

Immaginate per un attimo cosa ci aspettava se non fosse nato il governo Lega-Cinquestelle con a capo il prof Conte: innanzitutto, il 2 giugno, avremmo avuto una festa della Repubblica sotto il segno della discordia nazionale, con le piazze di Roma riempite da manifestazioni di elettori delusi che avrebbero gridato la loro rabbia per aver visto frantumate le loro speranze di cambiamento. Uno scenario da incubo. Mentre, con matematica certezza, la speculazione finanziaria avrebbe ripreso a mordere la carne viva del nostro debito pubblico e a far schizzare in alto quel famigerato “spread”, come già aveva fatto il giorno dopo il comunicato con cui Mattarella mestamente annunciava il fallimento del primo tentativo di Giuseppe Conte.

Immaginate anche cosa sarebbero state, a quel punto, le inevitabili elezioni alla fine di luglio, quando solitamente la gran parte degli italiani sono in vacanza al mare: l’ astensione dal voto avrebbe raggiunto una percentuale da far rabbrividire e annunciare una crisi irreversibile della democrazia italiana.

Beh, tutto questo non è successo; e davvero oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Evidentemente lo scenario che si prefigurava era così drammatico che ha costretto le parti in causa – Mattarella da un lato, Salvini e Di Maio dall’ altro – a rivedere le proprie convinzioni e a trovare un punto di mediazione. E così il prof Savona, che per il Presidente della Repubblica era un pericoloso eversore del sistema dell’ eurozona, mentre da Matteo Salvini era considerato un vessillo da sventolare contro l’ Europa germanocentrica, è stato ridimensionato con la nomina a ministro dei rapporti comunitari. Risolto quel nodo cruciale, tutte le altre caselle sono state riempite senza bisogno di altri snervanti tira e molla.

Ma tutto ciò non si poteva fare già nella giornata di martedì ed evitare questo strazio al Paese? Se Mattarella fosse stato un più abile mediatore, non sarebbe riuscito a convincere Salvini e Di Maio a negoziare e a cedere qualcosa della loro richiesta iniziale, come poi hanno fatto nella giornata di giovedì?

Probabilmente sì. Ma per fortuna, di fronte alle aperte minacce (arrivate solo da Di Maio, per la verità) di metterlo sotto accusa presso l’ Alta Corte e il Parlamento, e allo scenario di un 2 giugno funestato da manifestazioni di protesta, il Presidente della Repubblica ha riaperto un canale di comunicazione con i due giovani leader, i quali hanno risposto senza indugi e senza tirare troppo la corda.

E così, sabato mattina, il nuovo capo del governo Conte e i due neo vice-premier si sono trovati pacificamente seduti accanto al Presidente Mattarella per assistere alla sfilata delle nostre Forze Armate sul magnifico viale dei Fori Imperiali. Noialtri, gente comune, abbiamo guardato la sfilata in televisione, aspettando il momento clou, quando le frecce dell’ Aeronautica hanno tracciato una lunga scia tricolore sullo sfondo del Colosseo e dell’ Altare della Patria.

L’ Italia ha una grande storia, un passato di cui dobbiamo essere orgogliosi durante il quale abbiamo superato momenti ben peggiori di questo: dalle invasioni barbariche alle epidemie di peste del 1348 e del 1630, dalla lunga dominazione spagnola a quella austriaca su gran parte del territorio nazionale; fino a quel fatidico 8 settembre 1943, quando la Capitale venne abbandonata dal re Vittorio Emanuele III insieme al comando supremo dell’ esercito, aprendo così la strada all’ occupazione nazista e a quasi due anni di sanguinosa guerra civile.

Ma poi, quando gli Alleati sconfissero la Germania nazista e con essa cadde anche la Repubblica di Salò, iniziò per l’ Italia una nuova fase di democrazia e di speranza, inaugurata dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946 che sancì la nascita dell’ attuale Repubblica.

Quella Patria, che l’ 8 settembre era praticamente “morta” (come poi la definirono storici autorevoli dell’ Italia contemporanea), rinasce tutti gli anni e non solo metaforicamente con la festa nazionale del 2 giugno. A patto che gli italiani, tutti gli italiani, si possano riconoscere nelle istituzioni dello Stato e che non sentano tradita la loro sacrosanta aspirazione ad essere un popolo sovrano.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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