Posts in: dicembre, 2018

Un presepe di plastica

acquavivaLo so che rischio di essere ripetitivo, ma in questi ultimi giorni i tg ci hanno mostrato come i preti bergogliani (quelli delle porte aperte a tutti) riescano a stravolgere nella forma e, peggio ancora, nella sostanza l’antichissima tradizione del presepe; per cui non posso fare a meno di tornare a parlarne.

Un caso, in particolare, mi ha colpito e infastidito per la espressività estremamente kitsch: si vede un bambolotto ( di colore nero, ovviamente, guai oggi a proporre un Cristo di carnagione bianca come hanno fatto per secoli i maestri della pittura da Cimabue fino a Salvador Dalì); che giace in un metaforico mare di bottigliette di plastica (il tema dell’ecologia onnipresente); galleggiante su un salvagente di gomma


Cambiamenti climatici e gilet gialli

gile Si sta facendo un gran parlare e scrivere in questi ultimi anni di cambiamenti climatici, i quali effettivamente sono sotto gli occhi di tutti. E se ne dà la colpa alla famigerata Co2 prodotta innanzitutto dalle nostre automobili a benzina o diesel; tanto che in Francia il presidente Macron aveva pensato di mettere una super tassa su questo tipo di macchine, nella speranza di convincere i francesi a rottamarle tutte e a comprarsi delle belle vetture elettriche che non inquinano, sono alla moda e hanno solo un difettuccio: i prezzi vanno da trentamila in su.

In Francia sappiamo bene com’è andata a finire, o meglio che cosa sta succedendo in questi giorni. Praticamente è scoppiata la più consistente sommossa popolare


Sulla vecchiaia

anziani La buona notizia per tutti i sessantenni e ultrasessantenni è che non siamo vecchi come forse temevamo già di essere: lo ha appena certificato l’autorevole “Società di gerontologia e geriatria” che ha innalzato la soglia della vecchiaia a 75 anni. Di conseguenza, noi sessantenni possiamo ancora dirci e sentirci giovani, e fare nostro l’antico motto di Cicerone: Nessuno è tanto vecchio da non pensare di vivere ancora un anno ( Nemo est tam senex qui se annum non putet posse vivere).

Le ragioni di questo fenomeno sono tante e anche piuttoste ovvie: vanno dal cibo che mangiamo in migliore qualità oltre che in maggiore quantità ( ormai lo sappiamo praticamente tutti cos’è una dieta bilanciata); a una più diffusa