Posts in: febbraio, 2018

Ma quale fascismo?

640x360_C_2_video_806116_videoThumbnailNarrazione” è una parola diventata molto di moda in questi ultimi anni, che viene usata in svariati campi: dalla comunicazione d’ impresa, alla pubblicità e soprattutto alla politica.

Giusto per fare un esempio che certamente tutti hanno presente, il Mulino bianco, notissimo brand di biscotti e merendine, attraverso i suoi spot pubblicitari ci “narra” una realtà di famiglie più o meno allargate, ma sempre felicemente riunite attorno ad un tavolo per fare colazione con prodotti sani e genuini, in dei fantastici contesti paesaggistici come la campagna toscana.

Più recentemente, il Mulino bianco ci ha anche mostrato i suoi “fornai” intenti a impastare e cuocere fette biscottate con metodi tradizionali, come se fossimo ancora nell’ Ottocento; facendo persino dialogare uno dei suoi


Europa

europa Un giovane e bravo professore di filosofia nonché mio amico, Damiano Bondi, ha raccontato il mito greco di Europa alla presentazione di un libro dedicato al destino dell’ attuale Europa (” Meglio di niente” di D. Breschi). Il mito inizia con il rapimento della figlia di Agenore, re della città fenicia di Tiro, ad opera di Giove che, tramutatosi in un magnifico toro bianco, la invita a salire sulla sua groppa per poi portarla a Creta; dove, per sedurla, sarà persino costretto a prendere le sembianze di un’ aquila. Europa, in seguito, diventerà la prima regina di Creta ed avrà da Zeus tre figli: Minosse, Radamanto e Sarpedonte, che saranno adottati da suo marito Asterione re di


Passeggiando per Macerata

sferisterio Ero a Macerata la scorsa estate: è una città bellissima, piena di tesori d’ arte, ed ha un magnifico teatro, lo Sferisterio, che anticamente era un vero e proprio stadio sportivo, mentre oggi ospita rassegne musicali di alto livello.

Camminando per le vie del centro storico, però, si veniva fermati ogni dieci-venti metri da giovani alti e robusti che chiedevano soldi con aria alquanto spavalda. Noi siamo ormai abituati a vedere gli immigrati africani all’ uscita dei supermarket con un cappello in mano; a Macerata, invece, la loro presenza era molto più invasiva, e non solo in termini numerici. La mia percezione fu che essi erano o quantomeno si sentivano “padroni” di quella zona della città, per cui


Minorenni violenti

prof La professoressa lo interroga per dargli la possibilità di rimediare a un brutto voto; e lui, un ragazzino di diciassette anni, non risponde a parole ma tirando fuori un coltello e ferendo la povera donna su una guancia. E’ successo pochi giorni fa, all’istituto superiore “Ettore Majorana” di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta.

Non si tratta certo del primo caso che vede un minorenne coinvolto in un’ azione che potremmo facilmente definire “criminale”, se non intervenissero subito i pedagogisti dell’ adolescenza, i sociologi delle periferie urbane, molti dirigenti scolastici dell’ ultima leva e certamente i giudici minorili a reguardirci perché, quando sono coinvolti i minorenni, bisogna parlare soltanto di disagio giovanile, incomprensione, scarsa attenzione da