Totalitarismo e islamismo

images (6) La festa del 25 aprile torna anche quest’ anno, riproducendo vecchi schemi e contrapposizioni ideologiche che appaiono sempre più datati e lontani dall’ attualità.

La dialettica fascismo-antifascismo, dopo la guerra civile del 1943-45 conclusasi appunto con la liberazione di Milano e del nord Italia, ha caratterizzato l’immediato dopoguerra fino ad arrivare agli “anni di piombo” con i morti e le stragi degli estremismi rosso e nero; ma poi ha iniziato a svuotarsi di significato quando il Msi, il tradizionale partito neo-fascista, cambiò pelle per trasformarsi, grazie al giovane segretario di allora Gianfranco Fini, in una nuova formazione conservatrice fedele ai dettami democratici, che all’inizio degli anni novanta si schierò nella coalizione di centrodestra guidata da Berlusconi.

La storia del neo-fascismo italiano sostanzialmente finisce qui, e la presenza di qualche gruppetto minoritario di nostalgici (tipo Casapound) non sposta di un centimetro la situazione. Se, dunque, l’ ideologia fascista è tramontata da un pezzo e sul cosiddetto “popolo” fanno presa ormai soprattutto i nuovi movimenti post-ideologici della Lega nord e dei Cinquestelle, ha senso ancora innalzare le bandiere dell’ antifascismo?

Evidentemente proclamarsi antifascisti nell’ Italia del 20017 ha più o meno lo stesso valore semantico e politico che dirsi anticomunisti, quando in Europa non esiste più nemmeno un paese che voglia definirsi tale o lontanamente ispirarsi a quel modello tramontato per sempre con la caduta dell’ Unione Sovietica e la nascita della Russia contemporanea.

Il vero nemico della democrazia, oggi, non è il fascismo (di cui non si vede in giro neppure uno straccio di regime), e di conseguenza la ricorrenza del 25 aprile è ormai diventata solo un’ occasione per tirar fuori dall’ armadio le bandiere rosse e cantare le vecchie canzoni partigiane dei nonni (per altro tutti defunti). Il vero nemico della democrazia in Europa è Erdogan, il leader che sta trasformando la Turchia in un regime totalitario-islamista.

Il totalitarismo, ai nostri giorni, non si presenta più con il volto dei dittatori nazifascisti o comunisti del secolo scorso (fatta eccezione per il giovane Kim Jong-Un che è stato abbandonato finanche dal suo sponsor principale, la Cina ); ma degli emiri sauditi arricchiti dal petrolio, del Califfo Al Baghdadi guida spirituale dei tagliagole dell’ Isis, degli ayatollah iraniani e dell’ ultimo arrivato in questo club, Recep Erdogan.

Se poi volessimo tornare indietro nel tempo e studiare un po’ di storia dei primi decenni del Novecento, sarebbe molto facile scoprire che tra il nazismo e l’ islamismo ci fu una vera e propria comunione ideologica, cementata dall’ odio per gli ebrei. Il Gran Mufti di Gerusalemme Muhammad Amīn al-Husaynī era un vero ammiratore di Hitler e fece visita al battaglione delle Waffen-SS bosniache musulmane per mostrare loro il suo caloroso sostegno; il famigerato Mein Kampf venne tradotto in arabo e diffuso nella Palestina degli anni trenta, dove trovò un gran numero di lettori entusiasti; l’ antisemitismo, che era il cuore dell’ideologia nazista, ha sempre caratterizzato la politica dei paesi arabi dalla fondazione di Israele ed ancora oggi è il movente di tutti gli atti terroristici che vengono condotti contro gli ebrei israeliani ed europei.

Ecco perché vedere sventolare le bandiere palestinesi, come sempre accade, nei cortei del 25 aprile è veramente un controsenso in manifestazioni che dovrebbero inneggiare ai valori della democrazia e della libertà. Ma gli antifascisti italiani, purtroppo, non capiscono o non vogliono capire che il totalitarismo oggi ha il volto dell’ islamismo.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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