Riflessioni di fine estate

rifugiati_tiburtino_III Se il ministro dell’ Interno Marco Minniti, che ha dimostrato di essere l’ esponente di spicco di questo governo per competenza e concretezza, arriva a dire alla Festa dell’ Unità di Pesaro che il fenomeno dell’ imigrazione incontrollata stava per mettere in pericolo la tenuta sociale e democratica dell’ Italia, beh, allora vuol dire che quanti lanciavano gridi d’ allarme e fino a ieri l’ altro venivano regolarmente tacciati di essere xenofobi e razzisti (come il sottoscritto), non avevano proprio tutti i torti.

D’ altra parte gli avvenimenti di questi ultimi scampoli d’ estate, che sembra non volere andarsene, stanno a dimostrare che le parole del Ministro trovano una conferma fattuale.

Pochi giorni fa uno sgombro di occupanti africani da un immobile privato a Roma, si è concluso con una carica della polizia perché gli immigrati non intendevano abbandonare il palazzo con le buone e lanciavano contro i poliziotti oggetti di ogni tipo dalle finestre. Quel palazzo, che doveva diventare nelle intenzioni dei proprietari un albergo e dare lavoro a quattrocento persone, ora che è stato finalmente sgomberato e quindi perquisito dai funzionari della Digos, si è dimostrato essere anche il covo di una banda che gestiva (si fa per dire) la distribuzione dei locali e si occupava di falsificare documenti e permessi di soggiorno.

Sempre a Roma, nella periferia di Tiburtino III, un gruppo di residenti ha praticamente assaltato il centro di accoglienza, dopo una lite avvenuta per strada tra alcuni immigrati e i ragazzi della zona. Evidentemente l’ episodio è solo l’ ultimo di una lunga serie che deve avere portato la soglia della tollerenza al limite massimo; e quei cittadini italiani, qualche anno fa, di sicuro non si sarebbero mai spinti a un gesto così apertamente contrario alla presenza degli immigrati nel loro quartiere.

Ma quello che ha fatto maggiore scalpore, anche per la risonanza a livello internazionale e mediatica avuta, è stato lo stupro di una giovane polacca in vacanza a Rimini con il suo ragazzo, ad opera di un quartetto di uomini molto probabilmente di origine maghrebina non ancora rintracciati dalla polizia. Gli stessi, dopo lo stupro della sventurata turista avvenuto sulla spiaggia riminese, hanno poi assalito, derubato e violentato anche un trans peruviano, che ha confermato le informazioni circa la provenienza dei quattro delinquenti. Il caso della ragazza violentata ha ovviamente avuto una forte eco tra l’ opinione pubblica polacca, tanto che sono giunti degli investigatori dalla Polonia per affiancare la polizia italiana; e il viceministro della Giustizia, Patryl Jaki, si è persino spinto a dichiarare: “Non lasceremo questa cosa agli italiani. Voglio portare in Polonia questi criminali e sbatterli nelle nostre prigioni”.

Il riultato della nuova politica di contrasto all’ immigrazione illegale, fortemente voluta da Minniti, sta iniziando, comunque, a dare i suoi frutti: gli sbarchi in Italia nel mese di agosto sono stati inferiori di diverse migliaia a quelli dello stesso mese del 2016. Ma soprattutto, a livello europeo, le dichiarazioni di Angela Merkel riguardo alla possibile riforma del trattato di Dublino (il capestro che obbliga l’ Italia all’ accoglienza) aprono un serio spiraglio per il nostro futuro.

Ciò nonostante, i cantori dell’ accoglienza e delle porte aperte a tutti continuano indefessamente a fare sentire le loro litanie utopistiche e,diciamolo pure, anti-italiane. Tra questi, il lider maximo resta papa Francesco che non si è fatto scrupolo di intervenire a gamba tesa nel dibattito sulla legge del cosiddetto Ius soli; che sarebbe una vera follia in questo momento delicatissimo, in quanto regalerebbe di punto in bianco la cittadinaza italiana a migliaia di giovani stranieri senza richiedere loro nemmeno una dimostrazione di fedeltà ai nostri principi costituzionali.

A proposito, giusto a titolo di informazione, lo Ius soli in Vaticano non esiste. La cittadinanza, in quel mondo ovattato e ben protetto da alte mura e guardie svizzere, non si ottiene automaticamente, ma viene concessa solo agli stranieri residenti che svolgono lavori qualificati. Insomma, se non sei un cardinale o un banchiere del Papa, non diventerai mai un cittadino del Vaticano; ma per Bergoglio, in Italia, noi dovremmo allargare i cordoni della cittadinanza. Con tutto il rispetto, che faccia tosta!

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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